bossi formigoni

E POI DICI CHE LA GENTE NON VA A VOTARE - IN LISTA PAOLO ROMANI, CONDANNATO IN VIA DEFINITIVA A 1 ANNO E 4 MESI PER PECULATO - CI SARANNO ALTRI CONDANNATI COME BOSSI, SCILIPOTI, FORMIGONI - GABANELLI: “NESSUNO DI LORO È INCANDIDABILE PER LA LEGGE SEVERINO, MA ESSENDO I PARTITI, E NON GLI ELETTORI, A SCEGLIERE CHI ANDRÀ IN PARLAMENTO, ERA NECESSARIO METTERLI IN LISTA?”

Milena Gabanelli e Andrea Marinelli per il “Corriere della Sera”

 

GABANELLI

La legge Severino, del 6 dicembre 2012, stabilisce chi si può candidare in Parlamento, Regioni, Enti locali, e chi no. Non possono essere candidati alla carica di deputato e senatore i condannati in via definitiva a più di due anni di reclusione. A livello locale, invece, basta una condanna in primo grado.

 

E così, nel rispetto della legge, oggi troviamo: Paolo Romani, che nel 2012 da assessore all'Urbanistica del Comune di Monza aveva in dotazione un cellulare al quale rispondeva la figlia. In due bimestri la ragazza spese 9.811,63 euro che Romani, una volta scoperto dal Giornale di Monza, ha risarcito. Condannato in via definitiva per peculato a 1 anno e 4 mesi, oggi l'ex ministro dello Sviluppo è capolista al Senato per Forza Italia.

 

SCILIPOTI E IL MANIFESTO SULLA MORTE DELLA DEMOCRAZIA

Sempre in via definitiva è stato condannato Domenico Scilipoti: aveva prodotto documenti falsi per non pagare un debito. È stato obbligato a risarcirlo. Oggi è candidato al Senato con Forza Italia. Salvatore Sciascia: condannato in via definitiva nel 2001 a 2 anni e 6 mesi per una storia di tangenti pagate dalla Fininvest alla Guardia di Finanza. Riabilitato dal Tribunale di Milano nel 2005, è stato eletto nel 2008 e nel 2013 al Senato, dove oggi è nuovamente candidato con Forza Italia.

 

roberto formigoni (1)

Sei sono invece le condanne non definitive: Umberto Bossi, condannato in primo grado a 2 anni e 3 mesi per aver usato i rimborsi elettorali della Lega «per coprire spese di esclusivo interesse personale», scrive il Tribunale. Oggi è candidato al Senato con la Lega. L' ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, condannato in primo grado a 6 anni di reclusione e interdetto dai pubblici uffici per corruzione: si faceva pagare viaggi e vacanze in cambio garantiva rimborsi al San Raffaele e alla Fondazione Maugeri. Oggi è candidato al Senato con Noi con l'Italia.

UGO CAPPELLACCI

 

L'ex governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi per la bancarotta della Sept Italia. Come consigliere delegato, avrebbe avallato l' acquisto di una società del sindaco di Carloforte Marco Simeone, principale imputato del processo. Oggi è capolista alla Camera per Forza Italia.

 

 

L'imprenditore delle cliniche Antonio Angelucci, condannato lo scorso anno in primo grado a 1 anno e 4 mesi per falso e tentata truffa: cercò di ottenere fondi all'editoria per i quotidiani di sua proprietà, e oggi è candidato per la terza volta alla Camera con Forza Italia. Urania Papatheu, capolista di Forza Italia al Senato, condannata in primo grado a un anno e 6 mesi per aver usato a fini personali la carta di credito dell' Ente Fiera di Messina.

Paolo Romani

 

Michele Iorio, che, dopo la condanna in secondo grado a 6 mesi di reclusione e a 1 anno di interdizione dai pubblici uffici per abuso d' ufficio, è decaduto il 25 gennaio come consigliere regionale del Molise, ma due giorni dopo è stato candidato al Senato nella stessa regione con Noi con l'Italia.

 

Nessuno di loro è incandidabile secondo i parametri della legge Severino, ma - essendo i partiti, e non gli elettori, a scegliere chi andrà in Parlamento - era necessario metterli in lista per le elezioni del 4 marzo? Se saranno eletti si troveranno a gestire la vita di un Paese che - purtroppo - ha già scarsa fiducia nelle istituzioni. È utile chiedersi: vale più il diritto del singolo, oppure l'istituzione che quel singolo rappresenta, e sulla quale non devono mai cadere ombre?

 

umberto bossi

Queste sono decisioni che rientrano nella sfera dell' etica personale e del senso di responsabilità dei partiti, e che non possono essere regolamentate per legge. Ne diedero prova, dimettendosi, i ministri Maurizio Lupi e Federica Guidi. Quel più alto «senso dello Stato», che spesso riconosciamo ad altri Paesi europei, passa anche dalla capacità di sapersi sacrificare, proprio per tutelare la reputazione dell' istituzione. Nel 2013, per esempio, il ministro dell'Istruzione tedesco Annette Schavan si è dimessa quando si è scoperto che aveva copiato la tesi di dottorato nel 1980.

 

Nel 2014 il ministro della Cultura inglese Maria Miller si è dimessa per aver usato a titolo personale soldi pubblici: 5.800 sterline poi restituite. La settimana scorsa, il ministro degli Esteri olandese Halbe Zijlstra si è dimesso per aver raccontato di aver incontrato Putin 10 anni fa. Era una balla. Poi magari di bugie Zijlstra ne ha raccontate altre ma questo è un campo dove il politico italiano tendenzialmente non ha rivali.

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...