"RONALD REAGAN VOMITEREBBE ALLA VISTA DEI DAZI AMERICANI DECISI DA TRUMP" - IL PREMIER DELLA PROVINCIA CANADESE DELL'ONTARIO, DOUG FORD, ATTACCA IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO CHE HA IMPOSTO NUOVE TARIFFE COMMERCIALI A CANADA E MESSICO – IN RISPOSTA, FORD HA MINACCIATO DI INTERROMPERE LE FORNITURE DI ELETTRICITÀ E DI MINERALI AGLI USA, ACCUSANDO TRUMP DI AVER SOTTOVALUTATO LA DETERMINAZIONE DEI CANADESI A SOSTENERE I COSTI ECONOMICI DELLA DISPUTA COMMERCIALE...
DAZI: MEDIA, ONTARIO MINACCIA STOP ENERGIA E MINERALI AGLI USA
(AGI) - Roma, 24 ago. - Il premier dell'Ontario, Doug Ford, ha attaccato le politiche commerciali del presidente americano Donald Trump, affermando che l'ex presidente Ronald Reagan sarebbe "a vomitare" davanti all'attuale strategia tariffaria di Washington.
In un'intervista all'Associated Press, Ford ha inoltre minacciato di interrompere le forniture di elettricita' e di minerali critici agli Stati Uniti, accusando Trump di aver sottovalutato la determinazione dei canadesi a sostenere i costi economici della disputa commerciale.
"Sottovaluta il Canada. Siamo tutti dentro", ha dichiarato Ford. "Qui sopra siamo al culmine, tutti si aspettano una guerra economica. Sanno che dovranno sacrificarsi". Le tensioni sono aumentate dopo l'annuncio di Trump, secondo cui i nuovi dazi del 50% su automobili, componenti auto e acciaio canadesi entreranno in vigore il prossimo anno.
Il presidente americano ha sostenuto che "il Canada ha truffato gli Stati Uniti d'America per anni", criticando quelli che ha definito i dazi "ridicolmente alti" applicati da Ottawa ai prodotti agricoli statunitensi.
LA CORTE SUPREMA USA BOCCIA I DAZI DI DONALD TRUMP
Ford ha replicato accusando Trump di aver "dichiarato guerra, guerra economica contro il suo amico e alleato piu' stretto", richiamando le posizioni storicamente contrarie ai dazi di Reagan, il cui ritratto, ha osservato, e' esposto accanto alla scrivania del presidente americano.
DAZI: NON SOLO CARNEY, STRALI TRUMP ANCHE SU PREMIER ONTARIO
(AGI/EFE) - Toronto, 24 ago. - Non c'e' solo il primo ministro canadese nel mirino delle invettive di Trump. La disputa commerciale tra Canada e Stati Uniti, scatenata dai dazi imposti da Washington e' sfociata in un'aperta guerra di parole tra Donald Trump e il premier dell'Ontario Doug Ford.
Ford ha dato inizio alle ostilita' dichiarando in un'intervista radiofonica che Trump poteva "baciargli il culo" dopo che il presidente statunitense aveva annunciato l'intenzione di aumentare al 50% i dazi doganali su automobili, componenti auto e acciaio canadesi a partire da gennaio 2027.
Il leader dell'Ontario, la provincia in cui si concentra gran parte dell'industria automobilistica canadese, ha anche invocato l'uso di "tutti gli strumenti disponibili" contro Washington, compresa la possibile restrizione delle forniture di elettricita' e minerali critici agli Stati Uniti.
Trump ha risposto sui social, definendo Ford un "lacche'" del primo ministro Mark Carney e il fratello "meno carismatico, intelligente e generalmente insignificante" del "defunto e grande Rob Ford", che e' stato sindaco di Toronto. Doug Ford, leader del Partito Conservatore dell'Ontario, ha replicato poco dopo definendo Trump un "dittatore", un "tiranno", un "re dei fallimenti" e un "perdente".
"Ho avuto a che fare con gente come te per tutta la vita, e sai una cosa? Finiscono tutti per essere dei perdenti, perche' tu sei un perdente", ha detto Ford alle telecamere. Il riferimento di Trump a Rob Ford ha riportato alla ribalta una delle figure piu' controverse della recente politica canadese. Mentre era sindaco di Toronto, Rob Ford ha acquisito notorieta' internazionale nel 2013 dopo aver ammesso di aver fumato crack, cosa che, a suo dire, era avvenuta durante uno dei suoi eccessi alcolici.
La rivelazione segui' mesi di polemiche relative a un video che lo ritraeva presumibilmente mentre faceva uso di droga. Ford rifiuto' di dimettersi nonostante gli scandali legati a droga, alcol e prostituzione, e il Consiglio comunale di Toronto alla fine lo privo' di molti dei suoi poteri esecutivi.
Rob Ford e' morto di cancro nel 2016. Il rapporto tra Trump e Ford, le cui politiche sono state etichettate come populiste dai commentatori politici del Paese, non e' sempre stato ostile. Nel novembre 2016, poco dopo la prima vittoria di Trump alle elezioni presidenziali statunitensi, Ford dichiaro' che avrebbe votato per lui nonostante i suoi commenti denigratori su donne e messicani.
Tre anni dopo, nel 2019, Ford ribadi' il suo sostegno a Trump: "Dio benedica il presidente, e non fraintendetemi. Sono un grande repubblicano, un sostenitore di mentalita' conservatrice". Ma le politiche protezionistiche di Trump portarono Ford ad assumere una posizione piu' intransigente nei confronti del leader repubblicano nel 2020, quando Washington impose dazi sulle esportazioni di alluminio canadese.
La rottura definitiva avvenne nell'ottobre 2025, quando Ford decise di utilizzare estratti di un discorso dell'ex presidente Ronald Reagan negli spot televisivi statunitensi per attaccare i dazi di Trump. Il presidente degli Stati Uniti reagi' sospendendo i negoziati commerciali con il Canada e successivamente aumentando i dazi doganali.





