ernesto maria ruffini

“LE PRIMARIE NON POSSONO ESSRE UN TALENT SHOW: NON SERVONO PER INDIVIDUARE CHI BUCA MEGLIO IL VIDEO” – ERNESTO MARIA RUFFINI: “SE SERVONO A INDIVIDUARE UNA VISIONE DI PAESE E A COINVOLGERE I CITTADINI, SONO PRONTO A PARTECIPARE. PER ME L'ELEMENTO FONDAMENTALE SUI CUI COSTRUIRE UNA VISIONE È L'UGUAGLIANZA, IN UN PAESE CON 6 MILIONI DI PERSONE SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ E UN SISTEMA SANITARIO CON AMPIE DISPARITÀ. COSÌ COME LA POLITICA ESTERA E SARÀ IL PRIMO PUNTO DI UN'AGENDA DI GOVERNO - UNO DEI MESSAGGI CHE ARRIVA DAL VOTO PER IL REFERENDUM È CHE I CITTADINI RISPONDONO IN MODO MASSICCIO DI FRONTE A DOMANDE PRECISE. BISOGNA ESSERE CHIARI…”

Estratto dell’articolo di Alessandro Di Matteo per “la Stampa”

 

ernesto maria ruffini

Le primarie non possono essere un «talent show», bisogna prima definire una «visione di paese» e solo a questa condizione Ernesto Ruffini è pronto a partecipare. Il fondatore dei comitati "Più uno", ex direttore dell'Agenzia delle entrate, ribadisce la disponibilità a far parte della coalizione progressista, ma invita tutti a non dare per scontato che i voti per il "no" al referendum si traducano in preferenze per i partiti del centrosinistra e sconsiglia caldamente la strada dei "caminetti" o degli accordi a tavolino per scegliere il leader.

 

Ha dubbi sulle primarie?

«No, ho sempre detto che se sono solo un modo per individuare il leader della coalizione non ha nemmeno senso farle. Se invece sono uno strumento per individuare una visione di Paese e coinvolgere i cittadini, sono assolutamente pronto. […] È superficiale e irresponsabile pensare a individuare solo il leader. Bisogna mettere a fuoco la visione da comunicare. E poi individuare la persona che può incarnare al meglio».

 

ernesto maria ruffini

Quindi ha sbagliato Conte a parlare di primarie quando ancora si scrutinavano i voti per il referendum?

«Bisogna mettersi d'accordo su cosa sono le primarie. Nella prospettiva che abbiamo detto penso si possa trovare un terreno di lavoro comune. […]».

 

Sicuro che le cose che vi uniscono siano così tante? Non manca l'accordo proprio sui temi cruciali, dalla guerra in Ucraina, al posizionamento internazionale, fino al fisco e all'economia?

«Proprio per questo la visione viene prima dell'elenco dei singoli punti del programma.

ERNESTO MARIA RUFFINI - PIU UNO, LA POLITICA DELL UGUAGLIANZA

Se ci si mette d'accordo sulla visione i singoli provvedimenti vengono di conseguenza.

Per me l'elemento fondamentale sui cui costruire una visione è l'uguaglianza, in un paese con 6 milioni di persone sotto la soglia di povertà e un sistema sanitario con ampie disparità. Così come la politica estera e sarà il primo punto di un'agenda di governo […]».

 

Ma M5s dice: "Se vinciamo noi basta armi all'Ucraina". E si può dire "compriamo il gas russo perché costa meno" senza fare altre valutazioni?

«[…] la visione politica viene prima di qualunque convenienza economica. L'Ucraina è un tema che riguarda l'Europa, non si può non affrontare in maniera chiara. […] Io sono figlio di un partigiano preso da giovani delle Ss e messo in prigionia: giovani tedeschi contro giovani italiani. Adesso ci troviamo tutti sotto la bandiera europea. Tutto questo va difeso».

 

Ma poiché ci sono visioni così diverse le primarie non rischiano di essere laceranti?

«E cosa si fa? Si va a trovare la persona che buca meglio il video. Mi sembra che possibili alternative alle primarie non ce ne siano...».

ERNESTO MARIA RUFFINI

 

Molti pensano che l'alternativa possa essere il tavolo di coalizione.

«Bisogna capire quanto si crede ancora nella democrazia. Se il fine è coinvolgere i cittadini le primarie sono l'unico strumento. Gli accordi in una stanza chiusa potrebbero portare forse allo stesso risultato, o forse no. Ma con la differenza che i cittadini non verrebbero coinvolti e forse non andrebbero a votare. Negli Usa quando hanno fatto a meno delle primarie (per scegliere Kamala Harris, ndr) in alcuni Stati chiave la minor partecipazione degli elettori ha determinato la vittoria di Trump».

 

Il "no" al referendum ha preso tre milioni di voti più di quelli presi da Pd-M5s-Avs alle politiche 2022. Il "campo largo" non basta?

«[…] Uno dei messaggi che arriva dal voto per il referendum è che i cittadini rispondono in modo massiccio di fronte a questioni chiare e domande precise. Affrontare le politiche senza mettere bene in evidenza cosa si vuole fare è un modo per sprecare il voto del referendum. Bisogna essere chiari. […]».

 

ernesto maria ruffini costanza calabrese (2)

I suoi comitati "Più uno" saranno in una lista delle forze moderate?

«"Più uno" si sta muovendo in tutto il territorio nazionale proprio per ravvivare la partecipazione popolare. Contiamo di coprire tutto il Paese entro l'estate. […]. Il centrosinistra si è auto-ridotto nello spazio del "campo largo", ma il campo è molto più ampio e quello del centrosinistra non corrisponde ancora a quello degli attuali partiti».

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