mark rutte

UN RUTTE IN FACCIA - IL RITRATTONE DEL PREMIER OLANDESE DIMISSIONARIO VERGATO DA “THE ECONOMIST”: MARK RUTTE È UN “PRETE CHE PRENDE TROPPA CAFFEINA” - VIVE DA SOLO IN UN MODESTO APPARTAMENTO, VA AL LAVORO IN BICI E FA VOLONTARIATO INSEGNANDO STUDI SOCIALI IN UN LICEO - CON LA SUA INTRANSIGENZA, IL "DOTTOR STRARIGORE" HA TENUTO IN SCACCO L'EUROPA - QUELL'ASSE CON ANGELA MERKEL

Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

MARK RUTTE GIUSEPPE CONTE

 

«Mark Rutte si comporta come un poliziotto», ha detto ieri il premier bulgaro Bojko Borisov. Perfino Viktor Orbán, il tribuno ungherese, lo ha accusato di avere «uno stile comunista». E Antonio Costa, primo ministro del Portogallo, ha chiosato: «L'opposizione dei quattro frugali non è più accettabile». Se una narrazione rimarrà di questo Consiglio europeo, sarà quella del «cattivo» Mark Rutte, l'olandese volante che con la sua intransigenza ha tenuto in scacco l'Europa. È lui il leader morale e la punta di lancia della «banda dei quattro», Olanda, Austria, Danimarca e Svezia.

 

MARK RUTTE ANGELA MERKEL

È lui, dottor Strarigore, ad argomentare con alterigia tutta calvinista che la solidarietà non è mai gratis e chi la fornisce deve poter controllare come i soldi vengano usati. È lui ad ammonire con un eterno sorriso i Paesi del Sud, ricordando loro l'importanza di non vivere al di sopra dei propri mezzi. È una questione filosofica per Rutte, che ne fa regola di vita: il premier liberale vive da solo in un modesto appartamento, va al lavoro in bici e fa volontariato insegnando studi sociali in un liceo.

 

GIUSEPPE CONTE MARK RUTTE

Secondo l'Economist assomiglia a un «prete che prende troppa caffeina», in altre parole non avrebbe veramente il profilo del «cattivo». (...)

Cosa rende il premier olandese così forte e sicuro di sé? Un aspetto forse è stato trascurato. Al potere da dieci anni, Rutte è dopo Angela Merkel il capo di governo più longevo dell'Eurozona. Questo gli dà conoscenza dei meccanismi e autorevolezza. C'è stato un tempo in cui Merkel e Rutte viaggiavano in piena sintonia. Entrambi alla guida di Paesi storicamente legati al rigore dei conti in ordine, contrari a ogni ipotesi di comunitarizzazione del debito in Europa, intuitivamente diffidenti verso le «azzurre lontananze» dei Paesi mediterranei.

URSULA VON DER LEYEN E MARK RUTTE

 

Nei negoziati europei, si diceva sempre che l'Olanda costituisse la linea avanzata della diplomazia tedesca, con quest' ultima pronta a piazzare il compromesso vincente. Ma poi è successa una cosa, anzi due. La prima è stata la Brexit, che ha lasciato scoperta l'Olanda sul fronte del mercato unico, del libero commercio e del freno a ogni ipotesi di maggiore integrazione.

 

mark rutte 1

L'Aja, da sempre quinta colonna euroscettica, non si è potuta più nascondere dietro il Regno Unito ed ha assunto la leadership di fatto prima della nuova «Lega Anseatica» e ora dei «Frugal Four». Ma soprattutto c'è stata la pandemia. Alla quale, complici le rispettive parabole politiche ma non solo, Rutte e Merkel hanno reagito in modo totalmente opposto. Ormai entrata nel lungo addio al potere, decisa a guadagnarsi il suo posto nella Storia, la cancelliera ha usato il capitale politico guadagnato con l'ottima gestione della crisi del coronavirus per fare il grande passo, convinta che la solidarietà finanziaria sia allo stesso tempo un dovere europeo e un atto di interesse nazionale tedesco.

 

mark rutte

 

PAOLO GENTILONI MARK RUTTEmark rutte 2

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...