anna maria lorusso donald trump

BENVENUTI AL GRANDE SHOW DI TRUMP – LA SEMIOLOGA ANNA MARIA LORUSSO, ALLIEVA DI UMBERTO ECO, SPIEGA NEL SUO SAGGIO PERCHE’ I SOCIAL SONO DIVENTATI UNA FOGNA E IL MOTIVO PER CUI ABBIAMO SMARRITO IL SENSO DELLA REALTÀ: "TRUMP È L'ESEMPIO PRINCIPE. SE PENSIAMO ALLO SHOW 'THE APPRENTICE', IL SUO SLOGAN 'YOU ARE FIRED' (SEI LICENZIATO) È DIVENTATO IL MANTRA DELLA SUA AMMINISTRAZIONE: CHI NON È DI SUO GRADIMENTO VIENE FATTO FUORI COME I CONCORRENTI DELLO SHOW. LO STESSO VALE PER LE FRASI AD EFFETTO DI CUI NON SI ASSUME LE CONSEGUENZE: È UNA TATTICA DA TRASMISSIONE TV, NATA PER COLPIRE E FARE AUDIENCE” – “‘UNO VALE UNO’ DA CHIAVE MEDIATICA È DIVENTATA UNA CHIAVE POLITICA...”

Lara Crinò per "La Repubblica" – Estratti

Anna Maria Lorusso - 1

 

Già allieva e poi collaboratrice di Umberto Eco, Anna Maria Lorusso insegna Semiotica all'università di Bologna. Nel suo nuovo saggio, Il senso della realtà (La nave di Teseo), riflette sul perché, ben prima dell'avvento dell'Intelligenza artificiale, quel "senso della realtà" l'abbiamo collettivamente perso. 

 

Cos'è successo al modo in cui vediamo il reale? 

«Ci siamo lentamente abituati, direi omeopaticamente, a una categoria di realtà che è elaborata, formata, modellata dai codici dell'invenzione, dell'intrattenimento, del thrilling: tutti codici della finzione.

 

La categoria di "realtà" l'abbiamo già compromessa da tempo. Questo significa che non ha senso pensare l'arrivo dell'Intelligenza artificiale come la fine del mondo, né come una sfera della nostra vita che è aliena e separata da tutte le altre.

Il senso della realta - anna maria lorusso

 

Viviamo in un ambiente mediale in cui l'Ia è nei film, nell'informazione, nella ricerca di un ristorante. Ma d'altra parte questa novità entra in un ambiente mediatico e culturale che ne ha "preparato" l'avvento, cambiando nel tempo la nostra concezione della realtà».

 

Lei individua le radici di questa alterazione del senso del reale nella tv verità, persino nella "tv del dolore", che nacque prima dei reality show. 

«La tv verità voleva far uscire i media dal puro giardino dell'intrattenimento. In Italia, ad esempio, ciò avvenne con il contributo fondamentale di un grande intellettuale come Angelo Guglielmi. Ma per paradosso, proprio da lì si è arrivati al Grande Fratello, a Temptation Island. Le parole chiave sono diventate esperienza e partecipazione.

 

Il passo successivo è stato il trionfo dell'esperienza diretta: "È vero perché te lo sto dicendo io e perché è successo a me". Io vedo in questo l'inizio della crisi dell'autorità e della competenza degli esperti. Nel momento in cui viene valorizzata l'esperienza, allora è valida l'esperienza di qualunque soggetto». 

 

il social network di donald trump truth 3

In che modo ciò si è traslato anche nella politica? 

«Le culture cambiano in modo abbastanza coerente, ci sono tratti che si ripetono nelle varie sfere: uno vale uno da chiave mediatica è diventata una chiave politica.  Trump è l'esempio principe. Se pensiamo allo show The Apprentice, in cui era protagonista, il suo slogan "You are fired" è diventato il mantra della sua amministrazione:

 

chi non è di suo gradimento viene fatto fuori come i concorrenti dello show. Lo stesso vale per le frasi ad effetto di cui non si assume le conseguenze: è una tattica da trasmissione tv, nata per colpire e fare audience. Per non parlare delle teorie cospiratorie...».

 

plug anale trump you're fired

Il complotto non è mai stato così mainstream. 

«Ci siamo abituati a convivere con l'idea che ci siano realtà alternative. 

Una cosa è dire che si possono avere interpretazioni diverse, partire da un nucleo di realtà su cui tutti ci intendiamo, anche facendo riferimento a competenze specialistiche. Un'altra è accettare i fatti alternativi di una teoria cospirazionista. Il tutto è amplificato dai social, che come sappiamo facilitano la creazione di echo chamber, comunità impermeabili». 

 

In questo panorama possiamo fare delle previsioni su dove saremo tra dieci anni? 

«L'Intelligenza artificiale si fonda su un meccanismo di combinazione di segni che tutto sommato è simile al funzionamento dell'intelligenza naturale: combiniamo pezzi di sapere pratico, teorico, disciplinare o etico, che riduciamo, memorizziamo a pezzi, traduciamo in segni che poi recuperiamo in funzione della nostra esperienza.  L'Ia fa qualcosa di simile, ma in un tempo infinitesimo e gestendo un'enorme quantità di dati». 

donald trump the apprentice you re fired

 

Ma può inventare? 

«Risponderei di no. O meglio, non può fare quella che Eco chiamerebbe un'invenzione radicale, qualcosa che prima non c'era. Non può inventare una domanda nuova. Inoltre, funzionando per lo più su base statistica, tende a privilegiare le soluzioni più usate. Una modalità di procedere che è fortemente uniformante». 

 

Anche conservatrice dunque? 

«La mente geniale è quella che vede ciò che è imprevedibile o si focalizza su ciò che a tutti gli altri sembrava un dettaglio. Questo l'Ia non può farlo e su questo dovranno puntare le nuove generazioni».

RITRATTO DI UMBERTO ECO TULLIO PERICOLIAnna Maria Lorusso - 3Anna Maria Lorusso - 2umberto eco

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…