buzzi totti napolitano piso cordova

NELLE SUE DICHIARAZIONI AI PM, SALVATORE BUZZI SPARA A PALLETTONI CONTRO TUTTI: LASCIA SCIVOLARE IL NOME DI GIORGIO NAPOLITANO, DI TOTTI E CICCIO CORDOVA

buzzi e odeavaine buzzi e odeavaine

Carlo Bonini e Maria Elena Vincenzi per “la Repubblica”

 

Fin dove si è spinto Salvatore Buzzi? E perché la Procura si convince che nelle sue parole non vi sia traccia di “collaborazione”, ma, al contrario, gli indizi della manipolazione? Le risposte sono nel drammatico verbale del 22 luglio (quarto dei cinque interrogatori sostenuti nel carcere di Cagliari).

 

Quando le voci e le contestazioni del procuratore aggiunto Michele Prestipino e del pm Paolo Ielo salgono di tono e di durezza di fronte al cocktail di reticenza e spregiudicatezza con cui l’uomo chiave di Mafia Capitale affronta il tema dei suoi rapporti con i sindaci Alemanno e Marino e lascia scivolare il nome di Giorgio Napolitano evocando inconfessabili “verità” che tali non sono.

SALVATORE BUZZI FRANCO PANZIRONISALVATORE BUZZI FRANCO PANZIRONI

 

Quelle che spiegherebbero la «miopia della Procura» nelle indagini di Finmeccanica. Peggio, che le impedirebbero di «comprendere» “er cecio” (il vero segreto) di Mafia Capitale — gli appalti per la costruzione della linea C della Metropolitana — e la destinazione della tangente da 500 mila euro pagata dalla Breda Menarini (gruppo Finmeccanica) per la fornitura di filobus durante la giunta Alemanno. «Quei soldi erano per Vincenzo Piso», ex deputato Pdl, oggi Ncd.

 

“I FINANZIAMENTI A MARINO E ALEMANNO”

VINCENZO PISO VINCENZO PISO

I pm martellano Buzzi su un punto decisivo. Fino a perdere la pazienza. Dice Ielo: «Le faccio questa domanda, in tutte le lingue, e per l’ultima volta. Perché ha finanziato in chiaro Alemanno e Marino? ». «Perché il sindaco di Roma conta più di un ministro. Abbiamo finanziato tutti. La prima campagna di Veltroni, 150 milioni (di lire), i 60 mila ad Alemanno, perché gli altri in nero se li è tenuti Panzironi e i 30 mila a Marino. Lo abbiamo fatto per avere un occhio di riguardo. Se mi serve una cosa col sindaco, io lo chiamo e mi riceve. Ti fai un’assicurazione sulla vita. È una fiches in più da giocarsi ». I pm insistono: «Concretamente, che significa?».

 

«Gare riservate a cooperative sociali, un aiuto quando la cooperazione non riesce più ad avere proroghe o affidamenti ». Ielo non è convinto: «Lei copre Alemanno». Buzzi si accende: «Ma che me frega a me de Alemanno?Io se devo ave’ paura, c’ho paura de Carminati. Se sto’ ad accusa’ Carminati, te pare che copro Alemanno? Ma che lei pensa poi che Marino è meglio de Alemanno?».

BUZZI CARMINATIBUZZI CARMINATI

 

E il pm: «Penso che non mi ha spiegato perché un uomo di sinistra dovrebbe finanziare un sindaco di destra. E perché lei avrebbe dato 650 mila euro in nero alla Fondazione di Alemanno senza preoccuparsi che lui lo sapesse. È come fare un regalo di nozze e non preoccuparsi se gli sposi non lo ricevono». E Buzzi: «A me, Panzironi, che s’era preso i soldi, mi disse: “Ma chi se lo incula, Alemanno”. E io, dotto’, se c’ho un amico cui la moglie mette le corna, mica glielo vado a di’».

 

NAPOLITANO E IL CECIO

SALVATORE BUZZI - LUCIANO CASAMONICA - GIANNI ALEMANNOSALVATORE BUZZI - LUCIANO CASAMONICA - GIANNI ALEMANNO

Buzzi ha un canovaccio da cui non si muove. Che contempla un colpo di scena, recitato da attore consumato. «Carminati c’aveva due segreti…Portò 4 milioni ai partiti per Finmeccanica. E proprio lui mi disse che la Procura, nell’inchiesta Finmeccanica, arrivò alla nipote del Presidente della Repubblica (Napolitano, ndr) e per questo la archiviò». Ielo diventa una furia: «Il pm dell’inchiesta Finmeccanica sono io. E non c’è nessuna nipote del Presidente. In quell’inchiesta c’è stata una sola donna archiviata.

 

giorgio e clio napolitano lasciano il quirinale  3giorgio e clio napolitano lasciano il quirinale 3

E il motivo è che chi l’aveva accusata si è fatto registrare mentre smentiva quelle accuse. È una storia che il suo avvocato, Alessandro Diddi, conosce bene». «Boh — rincula Buzzi — che gli devo di’, dotto’. Gira ‘ sta voce». Ed è una voce, meglio, «un’ipotesi mia», anche quella che svelerebbe «er cecio», il segreto di Mafia Capitale. Dice Buzzi: «M’hanno appioppato Carminati perché dovevano compensarlo per i veri giochi che voi non vedete. Gli appalti della Metro C. Carminati è stato parte integrante di un’operazione: Caltagirone, Finmeccanica, cooperative ».

 

I 500MILA PER PISO E I VIGILI PER TOTTI

TOTTI MAGLIETTA GAME OVERTOTTI MAGLIETTA GAME OVERderby roma lazio   francesco totti  1derby roma lazio francesco totti 1CICCIO CORDOVACICCIO CORDOVA

Voci, ipotesi. Pochissimi fatti. E anche questi, a dire di Buzzi, appresi da altri. Da Carlo Pucci (manager di Eur spa). «Mi disse che i 500 mila euro della tangente Breda non erano per Mancini, che erano andati tutti a Vincenzo Piso». Come di altri (da Luca Odevaine) sarebbe la paternità della nuova “rivelazione” sul capitano della As Roma Francesco Totti («Odevaine, che con Totti aveva rapporti strettissimi, mi disse che ai suoi facevano la scorta i vigili urbani. E gli straordinari li pagava il Comune»). Buzzi ne ha anche per un altro ex capitano giallorosso: Ciccio Cordova. «Gestiva la mensa del centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto. Per lavorare gli abbiamo dovuto da’ 130 mila euro al mese».

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?