matteo salvini putin

SALVINI FA L’EQUILIBRISTA: IN 11 MINUTI DI INTERVENTO AL SENATO È RIUSCITO A NON CITARE MAI PUTIN, TENENDOSI SUL VAGO - MA IL WEB NON DIMENTICA E SPUNTANO OVUNQUE LE SUE FOTO CON “MAD VLAD”, O LE PRESE DI POSIZIONE CONTRO LE SANZIONI ALLA RUSSIA - FRANCESCO MERLO: “BALBETTA, SI CONTRADDICE E PERSINO SI FINGE PACIFISTA FRANCESCANO. QUESTA SUA VERGOGNA VA SÌ SMASCHERATA E DERISA MA FORSE ANCHE INCORAGGIATA” - VIDEO: QUANDO NEL 2019 DICEVA “LO DICO GRATIS: PUTIN E' UNO DEI MIGLIORI UOMINI DI GOVERNO DEL MONDO” - VIDEO

MATTEO SALVINI NEL 2019 - PUTIN E' UNO DEI MIGLIORI UOMINI DI GOVERNO DEL MONDO

1 - SALVINI E LA SINDROME DI FONZIE

Niccolò Carratelli per “La Stampa”

LA CONVERSIONE DI SALVINI SU PUTIN BY ELLEKAPPA

 

A qualcuno ricorda il Fonzie di Happy Days, che non riusciva a chiedere «scusa». Ad altri il Veltroni delle elezioni 2008, che, per non nominare Berlusconi, parlava del «principale esponente dello schieramento a noi avverso».

 

Per Matteo Salvini l'innominabile è Vladimir Putin. Ieri, in 11 minuti di intervento al Senato, è riuscito a non citarlo mai, tenendosi sul vago, come fa sui social: un «aggressore», «chi ha scatenato la guerra», «chi bombarda». Già, ma chi? Amnesia comprensibile. Ma, per ricordare, a Salvini basterebbe cercare nei cassetti le magliette che in passato si è fatto stampare con la faccia del presidente russo.

 

salvini putin

Nel 2015 una l'aveva indossata anche al Parlamento europeo e, all'epoca, non lesinava elogi allo "Zar". Uno memorabile: «Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin». E qui tornerebbe utile la parolina proibita di Fonzie.

 

2 - L'ULTIMO EQUILIBRISMO DI SALVINI "SÌ CON DUBBI ALLA LINEA DEL GOVERNO"

Estratto dell’articolo di Emanuele Lauria per “la Repubblica”

MATTEO SALVINI AL SENATO

 

Pacifista, fautore dell'accoglienza, distante dalla Russia. Matteo Salvini, come Zelig, cambia volto e prova ancora a reinventarsi. La guerra, dopo la pandemia, lo costringe a una nuova trasformazione. Che si completa nell'aula di Palazzo Madama, intorno all'ora di pranzo.

 

I dieci minuti di intervento del leader della Lega (...) sono una veloce corsa sul filo dei distinguo, rappresentano una terza via fra l'interventismo e le vecchie posizioni filo-Putin. Accadde già nel periodo caldo del Covid, il capo del Carroccio non attaccava i No Vax ma votava con il governo a favore del Green pass.

 

SALVINI PUTIN

Il copione si ripete: quando parla in aula, Salvini, sembra inseguito dal suo passato che urla ancora sui social, magliette e smodati elogi all'inquilino del Cremlino. Ma la colpa non è di chi lo ha interpretato, quel passato, piuttosto di chi glielo ricorda: «Le polemiche oggi non fanno onore alla classe politica e giornalistica», tuona subito il numero uno di via Bellerio. Non c'è un pentimento, ma certo la Lega si ricolloca, perché «chi tira le bombe non ha giustificazioni» e la guerra «mette un punto fermo fra quello che c'era prima e quello che c'è dopo ».

putin salvini

 

(…)  L'importante, per il segretario leghista, è raccontare al meglio la nuova versione di sè. Sempre un passo indietro rispetto a Draghi: al premier pieno mandato, però dubbi sull'uso delle armi e un continuo richiamo al valore della diplomazia e della pace. (…) . Il tutto fra gli interrogativi di alcuni colonnelli che pensano che la terza via adottata possa essere vista come una conferma dell'ascendente putiniano non del tutto scomparso.

 

Mentre altri, nella Lega, ritengono giusto l'appello di Salvini a non mischiare i temi della guerra con la politica interna, però proprio per questa ragione restano perplessi rispetto all'uso di sondaggi e di una nuova campagna sull'immigrazione, che distingua fra profughi veri e finti. (…)

 

3 - LA VERGOGNA DI SALVINI VA INCORAGGIATA

Da “la Repubblica”

salvini con la maglietta di putin

 

Non mi meraviglia che tra i 5stelle ci siano filorussi sia nascosti e sia spudorati come il tarantino Vito Petrocelli, presidente, nientemeno, della commissione Esteri del Senato. Dai tempi del vaffa e delle gogne sono convinta, proprio come lei caro Merlo, che i 5stelle siano (siano stati?) il peggio d'Italia. Ora si conferma che sono i veri compari di Salvini.

Mariella Clemente - Altamura (Bari)

 

Risposta di Francesco Merlo

Salvini però si vergogna di Putin: balbetta, si contraddice e persino si finge pacifista francescano. Dopo essere stato il riferimento del partito russo d'Italia, ha appoggiato la fermezza di Draghi pur non eliminando "le ambiguità di una posizione che cambia ogni ora" come ha spiegato ieri Stefano Folli.

 

SALVINI PUTIN 22

Ma questa sua vergogna che, dal latino "verecondia", è "turbamento, imbarazzo, senso di fallimento e nascondiglio", va sì smascherata e derisa ma, trattandosi di una guerra d'aggressione da cui l'umanità uscirà abbrutita e depravata, forse va anche - lo dico a me stesso - incoraggiata. E vale la pena citare il vecchio Marx: "La vergogna è già una rivoluzione, una specie di collera che si rivolge contro se stessa, come un leone che prima di spiccare il salto si ritrae su se stesso"

salvini con la maglietta di putin

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