di maio appendino salvini

“ANCHE IL SALONE DELL’AUTO SCAPPA DA TORINO, DOPO LE OLIMPIADI E I RITARDI SULLA TAV. ALTRO DANNO DEI 5STELLE ALLA CITTÀ: BASTA, NON SI GOVERNA SOLO CON I NO” – MENTRE SALVINI MENA DURO SULLA APPENDINO, DI MAIO BLINDA LA SINDACA E ATTACCA I DISSIDENTI: "NEMICI DELLA CONTENTEZZA" – LA RIVOLTA DEGLI ATTIVISTI 5STELLE CONTRO LA TAV. E C’E’ CHI CHIEDE DI METTERE LA FIDUCIA…

Andrea Rossi per la Stampa

 

appendino di maio

 Nel giorno in cui doveva arginare i malumori degli attivisti, terrorizzati all' ipotesi di un sì alla Tav, Luigi Di Maio sceglie invece di spendere tutto il suo peso per blindare Chiara Appendino, a un passo dalla rottura con la sua maggioranza, in particolare con l' ala dura che si richiama alle origini del Movimento 5 Stelle.

 

E lo fa lanciando un messaggio diretto agli avversari della sindaca che potrebbe benissimo adattarsi ai suoi, a chi dentro il Movimento 5 Stelle mette in discussione la leadership, i compromessi necessari quando si sta al governo, i patti che rischiano di snaturare e disorientare. «Esiste sempre una piccola minoranza, io li definisco "i nemici della contentezza", rappresentata da chi preferisce chiudersi e alimentare rancori e tensioni, credendosi portatore della conoscenza divina su cosa significhi essere del Movimento».

 

salvini di maio

Parla ai dissidenti torinesi, il vice presidente del Consiglio, a quella pattuglia che dal no alle Olimpiadi alla fuga del Salone dell' auto ha compromesso l' immagine di Appendino. Parla a chi considera la Tav la madre di tutte le battaglie, l' argine che non può cedere, il Sì che trasfigurerebbe il Movimento facendogli smarrire tutta la credibilità residua.

E, con tutta evidenza, parla anche ai dissidenti romani, magari pure ad Alessandro Di Battista e Roberto Fico, e a chi in loro si riconosce.

 

Torino, in questo contesto, diventa simbolicamente la battaglia per la sopravvivenza. E così va letta la difesa appassionata di Chiara Appendino: «Rappresenta il futuro del Movimento, è un sindaco aperto al dialogo, che lavora ogni giorno per promuovere nuovi investimenti nella sua città, che non vive di pregiudizi».

 

CHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAV

L' esatto contrario della sindaca dei No, come ormai la definiscono le opposizioni e le forze produttive di Torino. Ed esattamente come la definisce Matteo Salvini, anche lui - probabilmente - utilizzandola come paradigma del suo rapporto con il Movimento 5 Stelle: «Anche il Salone dell' auto scappa da Torino, dopo le Olimpiadi e i ritardi sulla Tav.

 

Altro danno dei 5Stelle alla città: basta, non si governa solo con i no».

È proprio questa la retorica che Di Maio prova a smontare: «Appendino ha sempre avuto una visione di governo. Ha sempre mirato a governare non per bloccare qualcosa ma incarnando la voglia di costruire, evolvere, innovare, investire su nuove persone e nuove energie del Paese». Parla di lei forse anche per parlare di sé.

 

matteo salvini luigi di maio

La sindaca di Torino incassa il sostegno del capo politico - «sono con lei qualunque cosa decida» - su cui faceva affidamento per la resa dei conti con la sua maggioranza. La fuga del Salone dell' auto a Milano è stato il punto di non ritorno, l' ennesima sconfitta che Appendino non vuole intestarsi.

 

Mentre mezza città - a cominciare dalle associazioni di categoria - denunciava un' altra occasione persa, un pezzo della sua maggioranza salutava l' addio delle auto. In quel momento la sindaca ha deciso di andare allo scontro: si è presa tempo fino a lunedì, giorno in cui probabilmente toglierà la delega al suo vice Guido Montanari, a lungo punto di riferimento degli ortodossi ma soprattutto considerato responsabile di gaffe e uscite sguaiate che hanno compromesso l' immagine della sindaca e dell' amministrazione. Sfiderà i suoi, farà leva sugli stessi argomenti usati da Di Maio: siamo forza di governo e come tale dobbiamo comportarci.Chiederà unità e lealtà. Se non le otterrà - a cominciare dalla sostituzione del vice sindaco - le conseguenze saranno inevitabili: la caduta dell' amministrazione che dal 2016 guida Torino.Ma in quel caso non sarà Appendino a dimettersi; sarà stata sfiduciata.

 

 

chiara appendino guido montanari

 

"MA NON VOGLIAMO LA TAV" LA RIVOLTA TRA GLI ATTIVISTI

 

Lodovico Poletto Irene Famà per la Stampa

 

Quando mancano pochi minuti alle sette arriva il vice premier Luigi di Maio. Applausi. Parla della sindaca Chiara Appendino che «sta risollevando dalle macerie le sorti di questa città». Applausi. Parla delle leggi approvate e dell' anticorruzione. Applausi. Ma oggi in questa maxi sala dell' elegante hotel Royal, dove i Cinquestelle del Torinese discutono di loro stessi, ci sono meno persone del previsto. Ci sono sedie vuote verso il fondo. I curiosi venuti a sentire il verbo del vicepremier, se ne vanno dopo i 40 minuti di intervento. Gli altri si iscrivono alla maratona dei due minuti di esposizione delle proprie speranze e opinioni che andrà avanti fino alle 23, quando Di Maio tirerà le somme della giornata.

guido montanari chiara appendino

Non ci sono annunci di rivoluzioni straordinarie in arrivo.

 

Ma c' è la base che vuole farsi sentire. Ci sono i «grillini» della Valle di Susa che vogliono ascoltare dalla bocca del boss che nulla è cambiato rispetto all' alta velocità. Vogliono che «il capo» rassicuri. Perché c' è poco da fare: l' alta velocità e la linea Torino - Lione sono il grande tema del territorio. Le polemiche sulla fuga del Salone dell' auto da Torino e diretto verso la «nemica» Milano quasi non entrano. E Di Maio, che vede lungo, nella sua introduzione mette subito le mani avanti: «Il Movimento è sempre stato "No Tav". Quel che stiamo facendo lo facciamo perché ci sono accordi internazionali da rispettare». Ma quando la parola passa alla base il tema torna potente.

 

matteo salvini luigi di maio

La rivolta degli attivisti C' è addirittura chi, come Nilo Durbiano, il capace ex sindaco di Venaus, uno dei paesi simbolo della lotta al super treno, che chiede di porre la fiducia sulla cancellazione del tunnel da 57 chilometri che tanto mal di stomaco ha causato in Valle e non soltanto. «La Fiducia, non il voto parlamentare, sennò sappiamo già adesso come finisce». Ecco la Tav. Francesca Frediani capogruppo in Consiglio regionale è quella che scalda subito i cuori e la pancia del Movimento. Lo fa con quella verve che ha fatto di lei un vero punto di riferimento per Cinquestelle e No tav: «Questo territorio si aspettava molto da noi e noi siamo vicini ai No TAV sempre. Spero questo sia chiaro anche a Roma.

 

Ho cercato disperatamente di fare da portavoce del territorio ma mi sono trovata di fronte un muro». E la sala esulta.

 

Applausi. C' è chi urla «brava».

matteo salvini luigi di maio

Chi dice: «Così bisogna parlare. Così anche al Governo capiscono come la pensiamo». Già, il Governo. Frediani non risparmia una staffilata al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: «Non sono riuscita a incontrarlo una volta che sia una. E dire che ci ho provato più e più volte. Perché non ha mai ascoltato la Valle di Susa che è un territorio che ci sostiene da sempre?».

Ancora applausi.

 

beppe grillo no tav

Dai vaccini ai facilitatori I temi nazionali navigano sullo sfondo. «Approveremo una legge sui vaccini» dice Di Maio. Ripete all' infinito che i Cinquestelle sono al governo con il 32 per cento «e non il 51», come a sottolineare che ogni risultato portato a casa è frutto di una mediazione lunga e talvolta complessa. E spiega che bisogna partire dal basso.

«Non c' è nulla di male a non sapere. Ma è importante la formazione delle persone che lavorano con noi». Ritorna sul tema dei «facilitatori». Che devono coordinate i processi e seguire i progetti: «Non serve un master, basta un percorso di vita». È la nuova linea del Movimento, quella di cui il vicepremier parla appena entrato in sala. Questioni molto alte per questa assemblea che vuole invece sentirsi dire che Torino è il suo territorio sono importanti. «Ci sono stati momenti in cui abbiamo percepito la lontananza delle istituzioni governative. Ma qui la sfida è importante. Il progetto Tav è il cardine per la tenuta della base».

francesca frediani no tav m5s

 

Il mandato al leader Ecco. È tutta lì la questione. Dare risposte ai «bisogno» degli elettori. Non tradire le promesse. Di Maio ascolta in silenzio, come aveva promesso di fare.

Invitando tutti a non gridare perché tanto «ci capiamo lo stesso». Ma quando mancano pochi minuti alle 22 la sala è sempre più vuota. Al microfono qualcuno dice che i vertici devono tornare «ad ascoltare i paesi e le città: la nostra base».Ecco, questo è il mantra della giornata.

alberto perino no tavscontri con i no tav al corteo del primo maggio a torino 3scontri con i no tav al corteo del primo maggio a torino 1

Ultimi Dagoreport

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…