matteo salvini donald trump ursula von der leyen

“FARE DEBITO PER ACQUISTARE ARMI È LA SCELTA GIUSTA PER LASCIARE LA PACE AI NOSTRI FIGLI?” – SALVINI, ORMAI SU POSIZIONI PUTINIAN-TRUMPIANE, BOCCIA IL “RIARMO EUROPEO” PROPOSTO DA VON DER LEYEN. IL LEADER LEGHISTA PARLA A TITOLO PERSONALE VISTO CHE TAJANI PLAUDE AL PIANO DI URSULA: "BENE, MA ORA VA REALIZZATO" (QUAL E' LA POSIZIONE DELLA MELONI?) – LA NOTA DELLA LEGA CONTRO LA “DERIVA BELLICISTA” DELL’EUROPA (TOH, USA LO STESSO LINGUAGGIO DI GIUSEPPE CONTE...)

friedrich merz antonio tajani

Tajani, 'bene il piano von der Leyen, ora va realizzato' 'Finalmente concreti passi in avanti per una difesa europea'
ROMA (ANSA) "Bene von der Leyen: finalmente si fanno concreti passi in avanti per costruire una indispensabile difesa europea. Era il grande sogno di De Gasperi e Berlusconi. Ora bisogna realizzarlo, senza indugi, nel modo migliore possibile per rendere più forte l'Europa nel contesto di una solida alleanza con gli Stati Uniti". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

 

 

SALVINI

Francesca Del Vecchio per lastampa.it - Estratti

MATTEO SALVINI ALLA STAMPA ESTERA

 

«Per me l'interesse nazionale prevale su quello europeo, premesso che dovrebbero coincidere. Il problema non sono i dazi di Trump ma quelli europei che ci auto-infliggiamo». Matteo Salvini torna a parlare a Milano dopo alcune settimane di assenza dalla sua città e mentre nel governo la sua linea in politica estera è messa sotto la lente.

 

Parla dell'Auditorium di Assolombarda in occasione della nona edizione del convegno “Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry”. «È un momento in cui occorre calma, occorre ragionare, non servono le tifoserie a prescindere - tu stai con tizio o con caio?, ha ragione Trump o Zelensky?». Frasi che, in qualche modo, ricalcano l'invito della premier Meloni a «evitare le tifoserie» ma che sul ruolo europeo dell’Italia divergono significativamente.

 

matteo salvini come donald trump 1

«Partiamo dai numeri, dalla prospettiva di ciò che probabilmente può accadere», spiega il ministro dei Trasporti -. «Certezze non ne abbiamo, e lo dimostrano le visioni di 2 anni fa su come la guerra sarebbe andata a finire e su come le sanzioni avrebbero pesato sulla Russia». Poi aggiunge: «Se mi chiedono se per me prevale l'interesse europeo o quello nazionale, fatto salvo che in un mondo ideale dovrebbero coincidere, rispondo che per me prevale quello italiano».

 

Ancora la critica a Bruxelles: «Oggi pomeriggio vado nel mio ufficio e sto trattando con la Commissione europea sui balneari e sulle spiagge: ditemi voi se in un momento come questo, l'urgenza di un ministro debbano essere le spiagge». E aggiunge: «A Bruxelles probabilmente qualcuno non ha capito il cambio di paradigma in corso nel mondo». Quello dell’Europa è «un ragionamento sovietico, - tu devi comprare l’auto elettrica o ti multo - quindi “il problema non è Trump o la Cina” perché “i dazi ce li stiamo auto-imponendo da anni con regolamenti e vincoli che arrivano da Bruxelles».

 

 

matteo salvini raduno patrioti a madrid

Cosa fare con Trump?, si chiede il vicepremier leghista: «L'Italia può dialogare con la prima potenza al mondo. L'Italia non è l'obiettivo di Trump in fatto di dazi. Noi esportiamo prodotti di fascia molto alta: Ferrari e Parmigiano. Non penso che se Trump vuole ridurre il disavanzo commerciale sia questa la strategia. Trump usa i dazi come strumento commerciale, per chiedere lo schieramento di militari per bloccare traffico di droga e immigrazione».

 

Poi sulla guerra in Ucraina: «Fatto salvo che so bene chi è l'aggredito e chi l'aggressore, al momento non ci sono vincitori sul campo. Trump vuole chiudere i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente per motivi anche commerciali. Non penso che l'invio di truppe italiane sia all'ordine del giorno, come ha detto la premier. Il governo, nonostante quello che si scrive, è assolutamente compatto su questo». Quanto al “riarmo europeo” proposto da Ursula von der Leyen, si chiede «fare debito per acquistare armi è la scelta giusta per lasciare la pace ai nostri figli? Continuo a sostenere che serva cautela e mi chiedo, se al posto di Roma, che ha una sintonia con Washington, ci fosse Parigi o Berlino, Macron o Scholz curerebbe gli interessi europei o quelli nazionali?».

 

 

(…)

orban salvini le pen

Intanto, in una nota la delegazione della Lega al Parlamento europeo, dichiara che «È preoccupante la deriva bellicista intrapresa dall'Unione Europea, che mentre l'America di Donald Trump lavora per la pace e parla di fine del conflitto in Ucraina, corre al riarmo e parla di soldati al fronte. Investire nella difesa è importante, ma è prerogativa dei singoli Paesi, non della Commissione Europea» afferma in una nota. Per gli eurodeputati leghisti, è «allarmante anche che Ursula Von der Leyen propone di investire in armamenti sottraendo risorse ai fondi di coesione, che sarebbero in realtà destinati a promuovere lo sviluppo economico e sociale degli Stati membri». «L'Ue non riesce a reperire fondi per le altre priorità, ma trova 800 miliardi per il riarmo? Una escalation militare inquietante, che non è per nulla proporzionale agli sforzi effettuati da Bruxelles, negli ultimi tre anni, per fare sì che la diplomazia si sostituisca ai fucili e alle bombe: se qualcuno in Europa vuole la terza guerra mondiale, non lo fa a nostro nome», concludono.

matteo salvini

donald trump matteo salvinisalvini versione trump

 

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...