1. OGNI VOLTA CHE QUALCUNO ADOMBRA IL SOSPETTO CHE DIETRO UNA BATTUTA, UN ATTACCO POLITICO, UN’IMITAZIONE, UNA VOLGARITÀ, UNO SBERLEFFO QUALSIASI, CI SIA QUESTA FAMIGERATA “CULTURA SESSISTA”, APRITI CIELO! SI SPALANCA IL CATALOGO DELLE IPOCRISIE DEL NOSTRO MONDO, IL MONDO DELLA POLITICA E DELL’INFORMAZIONE 2. “MI ATTACCANO PERCHÉ SONO DONNA”. QUANTE VOLTE LO ABBIAMO SENTITO RIPETERE NELLE ULTIME SETTIMANE? E VA BENE COSÌ, PER CARITÀ. MA C’È ANCHE CHI VIENE ATTACCATO, ANZI, CHI SUBISCE UNA GOGNA MEDIATICA SPAVENTOSA E SENZA PRECEDENTI, SOLO PERCHÉ È IL MARITO DI UNA DONNA. DI UNA DONNA IN POLITICA DA SEMPRE. DI UNA DONNA DI DESTRA. DI UNA DONNA CON UN COGNOME CHE DIVIDE. MUSSOLINI. MUSSOLINI ALESSANDRA 3. UNA DOMANDA PER I CHIERICI DEL POLITICAMENTE CORRETTO E LE PAPESSE DELLA PARITÀ’: SBATTERE IN PRIMA PAGINA UN PRESUNTO PUTTANIERE SOLO PERCHÉ’ MARITO DI UNA DEPUTATA, CHE COS'È? UN ALTRO GRAVE CASO DI INSOPPORTABILE SESSISMO?

- La parità di genere nelle liste elettorali è una "questione di civiltà e qualità della democrazia" (Appello di novanta deputate).
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- Basta con la "satira sessista" (Laura Boldrini sull'imitazione della Boschi).

- "Il sessismo, se da volgare battuta da bar sale nelle sfere politiche, se si esprime in Parlamento, se usando blog e siti si diffonde, legittimato da fonti autorevoli, diventa un virus da estirpare" (Giorgio Napolitano, per la festa della Donna).

- "Tutto il ‘politicamente corretto' è una cosa sbagliata; ma necessaria" (Michele Serra sulle quote rosa).

"L'insulto del deputato De Rosa esprime una cultura machista, sessista. Non mi fai una critica politica, nel merito, ma mi dici ‘taci che tu fai i pompini'. E' anche un atto intimidatorio, molto violento. Credo sia senza precedenti" (Alessandra Moretti, pd, intervistata da Repubblica).
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DAGOANALISI
Il catalogo delle ipocrisie del nostro mondo, il mondo della politica e dell'informazione, potrebbe proseguire all'infinito. Queste, erano solo alcune frattaglie del "politicamente corretto" che è tutto intorno a noi.

Battaglie da talk show contro questa famigerata "cultura sessista". Levate di scudi generali ogni volta che qualcuno adombra il sospetto che dietro una battuta, un attacco politico, un'imitazione, una volgarità, uno sberleffo, ci sia un'inammissibile questione di genere.

"Mi attaccano perché sono donna". Quante volte lo abbiamo sentito ripetere nelle ultime settimane? E va bene così, per carità. Ma c'è anche chi viene attaccato, anzi, chi subisce una gogna mediatica spaventosa e senza precedenti, solo perché è il marito di una donna. Di una donna in politica da sempre. Di una donna di destra. Di una donna con un cognome che divide. Mussolini. Mussolini Alessandra. Oggi non la chiamano "Duciona" perché hanno rispetto del suo "grande dolore di madre e di moglie". Come no.

Ora pare che da alcuni tabulati telefonici, questo ex capitano della Finanza che lavora alle Ferrovie fosse cliente di una delle baby squillo dei Parioli. Storia che appassiona molto tutti i quotidiani nazionali per due ragioni: perché i lettori-genitori sono molto preoccupati per le loro figliole e perché vicende del genere sono illustrabili con meravigliose foto ammiccanti di Lolite pixellate, in lingerie e tacchi a spillo. Foto che tra l'altro s'intonano molto bene con certe pubblicità un po' pedofile sulle quali si guadagna bene.

Storie del genere, quando riguardano professionisti e manager, raramente finiscono sulle prime pagine del Corriere della Sera ("Il marito della Mussolini. La telefonata alla minorenne dei Parioli: ‘Ci vediamo?", ieri) o del Messaggero (‘'Baby squillo: l'ammissione di Fiorani", oggi). Di solito ci si limita a quella penosa stiracchiatura di titoli come "Trema la Roma bene", "Trema la Milano bene", "Trema la Trapani bene" e via tremando.

Ma in questa storia, no. Ci sono i cronisti asserragliati davanti alla casa del (presunto) manager puttaniere. Che a verbale ha detto di non aver compreso che andava con una minorenne. Tentano l'assalto alla "moglie Alessandra". Tendono l'orecchio per capire se litigano o fanno la pace. "Forse lei lo caccia di casa", mormorano e scrivono. Interpellano "i portinai della Nomentana" (Messaggero). Non si fermano neppure davanti al figlio piccolo che esce per andare alla scuola calcio. Vorrebbero un commento, una notizia (notizia?).

Il padre fa segno che non può parlare e indica il bambino. Già, c'è sto cavolo di bambino, tra noi e la libertà di informazione. Questo cavolo di bambino. Questa maledetta infanzia "da tutelare" a cui si dedicano innumerevoli convegni e programmi tv.

Gli stessi giornali che lottano in modo sconcio (perché la sconcezza è anche questa) per scovare notizie sul presunto papà puttaniere si sdilinquiscono per le parole di Bergoglio. E le vendono in edicola in ogni modo e con ogni mezzo. Che bello, scrivere che il Papa ha detto: "La Chiesa non rifiuta i peccatori. Pensare che sia solo per i puri è un'eresia". Com'è aperto, il nuovo Papa. Com'e moderno, il nuovo Papa. Com'è buono, il nuovo Papa. E noi con lui.

Poi c'è da occuparsi delle ragazzacce dei Parioli e dei loro clienti, e si passa a un altro format. Un format lercio e anche un po' infame. Un format in cui ci si dovrebbe specchiare e basta. Un format dove alla fine non è chiaro il risultato "di genere". Ossia se dobbiamo solidarizzare con la deputata Mussolini, sbattuta sui giornali solo ed esclusivamente per colpa del coniuge, oppure rallegrarci del fatto che finalmente i peccati dei maschi non resteranno impuniti. Ovviamente se "mariti di".

 

 

 

ALESSANDRA MUSSOLINI E IL MARITO MAURO FLORIANIALESSANDRA MUSSOLINI E IL MARITO MAURO FLORIANIALESSANDRA MUSSOLINI E MARITO ALESSANDRO FLORIANIALESSANDRA MUSSOLINI E MARITO ALESSANDRO FLORIANILAURA BOLDRINI FOTO LAPRESSE MICHELE SERRA MARIA ELENA BOSCHI ALESSANDRA MORETTI

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