giorgia meloni emmanuel macron

GIORGIA, C’HAI LA FACCIA COME IL…CAMALEONTE - SCARICATA DA TRUMP, GIORGIA MELONI S’ACCUCCIA AI PIEDI DI MACRON – E INFATTI VA A PARIGI AL VERTICE SULLA GUERRA IN IRAN ED E’ TUTTO UN BACI, ABBRACCI E SORRISI (UN ANNO FA AL VERTICE SULL’UCRAINA LA DUCETTA, IN PIENA SBORNIA TRUMPIANA, MOSTRAVA IL GRUGNO) – NON SOLO: LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA DECISO, UDITE! UDITE!, DI ADERIRE A UNA MISSIONE IDEATA DA MACRON, QUASI CERTAMENTE CON NAVI CACCIAMINE E CON TUTTO L’APPORTO LOGISTICO-MILITARE CHE POTRÀ FORNIRE L’ITALIA…

 

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI E EMMANUEL MACRON AL VERTICE SULL UCRAINA DI FEBBRAIO 2025

Prendete due fotografie scattate nello stesso luogo, con gli stessi protagonisti. Nella prima, di un anno fa, Giorgia Meloni appare adombrata in volto, al tavolo dei leader e nelle foto di rito, poco convinta del senso del vertice organizzato all’Eliseo da Emmanuel Macron e Keir Starmer, in quel caso per discutere delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina contro la minaccia russa.

 

La seconda foto, ieri: la premier scende dall’Alfa Romeo rossa dell’ambasciata italiana, e sulle scale del palazzo presidenziale francese regala a Macron sorrisi e abbracci che sembrano far dimenticare tre anni di tensioni, liti e difficili ricuciture.

giorgia meloni emmanuel macron - vertice dei volenterosi a parigi

 

L’espressione di Meloni è una buona sintesi politica delle sue riflessioni. Non maschera la svolta compiuta negli ultimi complicati giorni dello strappo con Donald Trump, la scelta di restare agganciata agli europei, di partecipare in presenza qui a Parigi e di aderire a una missione ideata da Macron, quasi certamente con navi cacciamine e con tutto l’apporto logistico-militare che potrà fornire l’Italia.

 

Un’iniziativa che definisce «estremamente importante». Emerge immediato anche un altro aspetto: quanto per Kiev la premier considerava un elemento imprescindibile, la partecipazione americana a qualsiasi architettura di sicurezza europea ai confini con la Russia, sfuma invece in ipotesi per la tutela della navigazione nello Stretto di Hormuz.

 

Il coinvolgimento degli Stati Uniti alla spedizione internazionale per garantire la libera circolazione in Medio Oriente e riossigenare le economie stritolate dalla crisi energetica, non appare più come una condizione necessaria.

GIORGIA MELONI E EMMANUEL MACRON AL VERTICE SULL UCRAINA DI FEBBRAIO 2025

 

Stesso discorso per l’Onu. Durante le dichiarazioni a quattro, con Macron, Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la premier non cita le Nazioni Unite, nonostante il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani avesse certificato in un’intervista a Il Giornale l’importanza «dell’ombrello Onu». […]

 

Prima e dopo il vertice di Parigi, allargato in videocollegamento a 49 Paesi, compresi Cina e India, i quattro leader si parlano per pochi minuti. La notizia di una telefonata prevista con Trump e poi non avvenuta, non trova conferme.

 

L’unità è totale sugli obiettivi, ma non lo è su come bisogna raggiungerli. Macron e Starmer hanno escluso dal summit i Paesi belligeranti, dunque anche gli Stati Uniti, assieme a Israele e Iran.

 

GIORGIA MELONI E EMMANUEL MACRON AL VERTICE SULLA GUERRA IN IRAN DI APRILE 2026

È implicito che la forza militare Usa sarà presente nel Golfo a prescindere, e non ha bisogno di lasciapassare per fare il suo ingresso in un club internazionale.

 

Merz è comunque per tenere gli americani dentro il più possibile, ed è lui, il cancelliere, l’unico a ringraziare Washington, e a citare una telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Meloni, invece, sveste il ruolo dell’ultratrumpiana e lascia cadere, senza replicare, pure l’ultima accusa del tycoon che le rinfaccia di non aver messo a disposizione la base di Sigonella, minacciando di non aiutare più l’Italia. La presidente del Consiglio preferisce concentrarsi sui paletti e sulle modalità della partecipazione italiana.

 

[…] Il passaggio in Parlamento servirà a Meloni e alla maggioranza anche per coinvolgere le opposizioni in una decisione che a Palazzo Chigi danno per scontata, perché a favore della ripresa dei commerci e destinata a calmierare il costo impazzito dei carburanti. Sarà anche l’occasione per rispondere pubblicamente a chi, come il M5S, chiede chiarimenti sulle regole d’ingaggio e si è immediatamente domandato, in una nota, se l’assenza dell’Onu nel discorso della premier sia «un primo tentativo di tornare nelle grazie del presidente Trump».

GIORGIA MELONI E EMMANUEL MACRON AL VERTICE SULLA GUERRA IN IRAN DI APRILE 2026

 

Già al tavolo dei leader, prima di ribadirlo anche pubblicamente, Meloni chiarisce che l’Italia farà parte della flotta se sarà rispettata «la natura difensiva della missione» e solo «dopo il cessate il fuoco». La preoccupazione della premier è se la tregua in Libano e l’accordo di riapertura di Hormuz […] saranno «durevoli». Chiede che lo Stretto «venga riaperto e senza pedaggi».

 

Come Macron e come Starmer, Meloni non rivolge i suoi appelli solo all’Iran. Perché quelle tariffe, imposte alle navi occidentali, non le avevano immaginate solo gli ayattolah per ritorsione, ma anche l’ex immobiliarista fissato con i dazi, Donald Trump.

GIORGIA MELONI E EMMANUEL MACRON AL VERTICE SULLA GUERRA IN IRAN DI APRILE 2026

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