PARAGURI D’ITALIA - LANNUTTI CONTRO LA DIFESA BANKITALIA/CONSOB SCODELLATA DA GIANNINI - “SUL CASO MPS “REPUBBLICA” TENTA DI SCARICARE LE COLPE SU MUSSARI. MA L’OMESSA VIGILANZA È CHIARISSIMA: PERCHÉ HANNO AUTORIZZATO GLI AUMENTI DI CAPITALE, LE OPERAZIONI “CASAFORTE”, FRESH E SANTORINI?” - E PERCHÉ DARE IL NULLA OSTA AL FOLLE ACQUISTO ANTONVENETA NELL’APRILE 2008, IN PIENA CRISI DEL SISTEMA FINANZIARIO (BEAR STERNS ERA FALLITA A MARZO)?’’…

Comunicato Stampa di Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

In un'ampia velina di ben due pagine pubblicata oggi su un importante quotidiano che si è prestato alla bisogna, la Consob tenta di difendersi dalle sue precise responsabilità nello scandalo MPS, con la ricostruzione degli interventi effettuati dal 28 marzo 2008 fino al 31 gennaio 2013; rivendica di aver agito sempre nell'ottica della "trasparenza e correttezza degli intermediari nella prestazione dei servizi di investimento nei confronti della clientela, di trasparenza dell'informazione finanziaria e di abusi di mercato".

E l'attività di controllo si è sempre svolta "nell'ambito degli usuali rapporti di collaborazione" con Bankitalia. Infine, tra il 26 gennaio 2012 e il 14 gennaio 2013 la Consob ha trasmesso a Siena "quattordici note informative contenenti documentazione, approfondimenti tecnici e segnalazione di fatti di rilevanza penale su materie di competenza.

Consob e Bankitalia, nel gioco allo scaricabarile sulle loro pesanti responsabilità per l'omessa vigilanza sul Monpaschi e nella richiesta di più poteri, che già hanno, per averli esercitati con successo nel 2007 su Banca Italease, tentano di addossare le colpe a Giuseppe Mussari, che non era un passante qualsiasi, ma fino ad un mese fa il capo dei banchieri, nominato per acclamazione il 23 giugno 2010 alla presidenza Abi (con l'avallo ed alla presenza dell'intoccabile Mario Draghi), rinnovato la seconda volta il 16 maggio 2012, una settimana dopo il blitz della Guardia di Finanza nella sua abitazione su mandato della Procura di Siena, senza che Bankitalia e Consob avessero mosso alcun rilievo.

Nelle due pagine pubblicate, non viene posta una sola domanda sul perché, i cosiddetti "cani da guardia" del sistema bancario e finanziario", analoghi ai "cani da riporto dell'informazione", questi "sceriffi all'amatriciana" di Consob e Bankitalia, abbiano avallato i prospetti informativi degli aumenti di capitale del Monte dei Paschi di Siena, le operazioni "Casaforte" (cartolarizzazione dei fitti con 1,650 miliardi di muto concesso dal MPS ad una srl, con contestuale emissione di obbligazioni ibride, tramite veicoli olandesi, addossati alla clientela), Fresh e Santorini, senza muovere alcun rilievo dopo lo sciagurato nulla osta dell'aprile 2008 ed in piena crisi sistemica, all'acquisizione di Antonveneta al prezzo di 10 miliardi di euro, 3 miliardi in più di quanto non l'avesse pagato Santander pochi giorni prima, oltre annessi e connessi che portarono l'esborso complessivo a 18 miliardi di euro.

Consob, sfidando il senso del ridicolo, riesce perfino a far accreditare l'ipotesi di falso in bilancio, 'poiché un 'investitore che si fosse proposto di compravendere strumenti finanziari emessi dal MPS avrebbe rinvenuto nella relazione semestrale al 30 giugno 2008, indicazioni false e fuorvianti .....circa la reale consistenza del patrimonio di vigilanza e dell'effettiva consistenza dei coefficienti patrimoniali...', dimenticando che gli autentici sceriffi a guardia del mercato, non i loro surrogati, verificano puntualmente la bontà dei bilanci, impugnandoli tempestivamente in caso di sospetta falsità.

L'unico aspetto positivo della "velina", riguarda l'ammissione di responsabilità, una vera e propria ‘confessione' che inchioderà la Consob quando sarà chiamata in giudizio a risarcire i danni inferti ai risparmiatori. "La Consob non è soltanto organo di vigilanza del mercato dei valori, ma è anche organo di garanzia del risparmio pubblico e privato", come chiarito da un caso di risparmio tradito per omessi controlli, poi concluso con la sentenza 6681, depositata il 23 marzo 2011 dalla terza sezione civile della Corte di Cassazione, che ha chiamato la Commissione a risarcire i danni provocati dal proprio omesso obbligo di vigilanza e dalla responsabilità civile.

La sentenza mette in chiaro che la "Consob non deve limitarsi semplicemente a valutare il prospetto informativo, ma deve anche verificare se gli amministratori delle società sono dei truffatori, se sono stati condannati, o hanno subito sentenze passate in giudicato, di primo e di secondo grado". Il pm Lucia Russo, nel filone di inchiesta della Procura di Parma, usò parole pesanti anche per altri protagonisti per il crack della Parmalat, ma i termini più duri furono rivolti alla "culpa in vigilando' della Consob.«L'omessa vigilanza non è un evento sconosciuto quando si parla di Consob o di altri organi di vigilanza. Si tratta di un'autorità inidonea a esercitare tale attività».

«È impossibile ritenere che Consob non si fosse accorta che Parmalat iscriveva tra i debiti le emissioni di bond che debbono per legge essere classificate separatamente nei bilanci. Eppure Consob non fa nulla. Anche per il riacquisto di 2,8 miliardi di euro di bond che Parmalat sostiene di aver realizzato, Consob non fa nulla. Anche quando comincia la discesa negli abissi di Parmalat, Consob non fa nulla. Nel luglio del 2003 Tanzi, accompagnato dal figlio, incontra Berlusconi a Palazzo Grazioli per chiedergli aiuto. Berlusconi gli risponde che con le banche non si può fare nulla ma con la Consob sì».

Anche la Suprema Corte di Cassazione, nella sentenza n.37370, confermando la colpevolezza nel crac Parmalat dei manager Luciano Del Soldato e Gian Paolo Zini e del revisore dei conti Maurizio Bianchi, ha censurato duramente la disattenzione di Consob e Bankitalia, ossia quei controlli istituzionali spesso collusi con le banche, che non intervengono mai per prevenire truffe, frodi e raggiri dei banchieri coi quali vanno a braccetto a danno dei risparmiatori.

 

 

MASSIMO GIANNINI ELIO LANNUTTICONSOB bankitalia big MARIO DRAGHI monte paschi mps CALISTO TANZI MALATO IN TRIBUNALEgiuseppe mussari Silvio Berlusconi

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…