giuseppe conte elly schlein gaetano manfredi

SCHLEIN O CONTE: E’ L’ORA DELLA SCELTA (MA ATTENTI AL TERZO INCOMODO MANFREDI) - SE LA COALIZIONE PROGRESSISTA VUOLE BATTERE LA MELONI, E’ BENE CHE TIRI FUORI PRESTO IL NOME DEL LEADER: CON LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, CI SAREBBE L’OBBLIGO DI INDICARE IL CANDIDATO PREMIER PRIMA DEL VOTO E TOCCA SBRIGARSI. SILVIA SALIS SMENTISCE UN SUO INTERESSE. IL SINDACO DI NAPOLI MANFREDI, INVECE, PUO’ ESSERE LA CARTA A SORPRESA (LUI NON DISDEGNEREBBE PER NULLA DI CORRERE) – SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, IL CAMPO LARGO E’ IN ALTO MARE. SULL’IRAN NON SI VEDONO LE PIAZZE PIENE COME PER GAZA. DOVE SONO I PRO-PAL? ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DAL RIFORMISTA DEM FILIPPO SENSI C’ERANO 30 PERSONE…

 

1 - SOSTEGNO DA SCHLEIN, PREOCCUPAZIONE DA CONTE SU CORTEI E INIZIATIVE SINISTRA IN ORDINE SPARSO 

Alessandra Arachi per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Non si vedono le piazze piene per la tragedia iraniana. 

GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE -

In questi giorni il regime di Khamenei sta soffocando nel sangue chi manifesta per la sopravvivenza quotidiana, per i diritti delle donne, dei giovani. Ma le manifestazioni in difesa di questo popolo in Italia si contano sulla punta delle dita. E non sono i leader dell’opposizioni che chiamano a raccolta. 

 

Filippo Sensi, senatore del Pd, ci ha provato ad organizzare una manifestazione. Dice: «La settimana scorsa sotto la statua di Ferdowsi ho chiesto di manifestare vicinanza e sostegno agli insorti iraniani. Hanno aderito +Europa, Italia viva e il Partito liberaldemocratico. Oltre al Pd, naturalmente».

monumento di Ferdowsi roma

 

Già, ma quante persone c’erano sotto quella statua?

«Una trentina in tutto». 

(...)

 

Elly Schlein, segretaria del Pd, ha scritto una nota, ieri: «Siamo da sempre e mai come oggi al fianco dei movimenti democratici che manifestano da giorni in Iran, delle tante donne e giovani che dimostrano coraggio, determinazione e voglia di libertà. 

Guardiamo a questi eventi con profonda solidarietà e ammirazione». 

 

Ma a manifestare fisicamente, in strada, oltre alle poche decine di persone sotto la statua di Ferdowsi, ad ora, ci sono stati i partiti della maggioranza, e associazioni come «Nessuno tocchi Caino» o Sinistra per Israele. Perché? 

 

MENAGE ATREJU - MEME BY EMILIANO CARLI PER IL GIORNALONE - LA STAMPA

Pina Picerno, europarlamentare dem, ha una sua opinione: «In Italia il sentimento di amicizia e sostegno alle proteste iraniane è diffuso, ma sulla mobilitazione popolare pesa un ancoraggio ideologico che alimenta un riflesso di ostilità verso l’Occidente e ci rende ciechi davanti alle enormi violazioni dei diritti umani del regime teocratico degli ayatollah, a partire dalle più elementari rivendicazioni di genere. Il femminismo non può essere piegato a una malintesa accettazione delle differenze culturali. Il rischio è l’indignazione selettiva: l’idea che la libertà degli altri sia un tema intermittente, soggetto alle mode». 

 

Arturo Scotto, deputato dem, era a bordo della ben nota Flotilla che ha sfidato il governo di Israele per portare gli aiuti a Gaza. E adesso dice: «Sono convinto che nei prossimi giorni la protesta monterà moltissimo perché quello che sta succedendo è gravissimo. Del resto ci è voluto tempo anche per organizzare le grandi manifestazioni per Gaza». Ieri Carlo Calenda, leader di Azione, ha lanciato un appello: «Quello che sta succedendo in Iran chiama tutti noi ad un gesto di solidarietà. 

Credo che tutte le forze politiche e sindacali dovrebbero unirsi in una dimostrazione pubblica di sostegno».

 

giorgio gori lorenzo guerini filippo sensi marianna madia pina picierno lia quartapelle

 Ma anche Giuseppe Conte, leader del M5S, ha risposto soltanto con una nota: «Esprimiamo forte preoccupazione per quel che sta accadendo in Iran, con attacchi e violenze ai cittadini che manifestano, morti e gravissime violazioni dei diritti umani. La comunità internazionale e l’Europa siano protagoniste di un deciso e rapido lavoro diplomatico per porre fine al massacro». 

 

C’è un’altra voce che sta rimanendo drammaticamente silente in queste ore, quella della comunità Lgbt. In Iran per gli omosessuali c’è la pena di morte. «Ma in Italia il movimento Lgbt è ostaggio della sinistra radicale, come lo è il femminismo», dice Alessio De Giorgi, oggi responsabile della comunicazione del Pd in Europa, ieri tra i fondatori di Gay.it , storico sito del movimento. 

 

GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ANGELO BONELLI

2 - PRIMARIE, ATTESE E TERZI INCOMODI CONTE-SCHLEIN, LA PARTITA A «SHANGAI» PER LA LEADERSHIP DEL CAMPO LARGO 

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Ci sono i sondaggi riservati su un ipotetico turno di elezioni primarie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, che per la stragrande maggioranza premiano la prima, anche se i rapporti di forza non sono quelli del divario abbastanza ampio tra Pd e 5 Stelle (per alcune rilevazioni, l’ex presidente del Consiglio potrebbe persino prevalere nel testa a testa).

 

schlein salis conte

C’è un braccio di ferro invisibile tra i due leader, destinato a durare a lungo. Ma soprattutto, sulla scelta definitiva di chi sarà il candidato premier del centrosinistra destinato a sfidare Giorgia Meloni alle elezioni politiche, c’è la «variabile Giorgia», nel senso della presidente del Consiglio in persona; perché la tempistica sulla scelta definitiva del leader unico dell’opposizione sarà determinata, e sul punto convergono a microfoni spenti sia i vertici del Pd che il gotha pentastellato, proprio da Palazzo Chigi. 

 

CONTE SCHLEIN SALIS DECARO

Non a caso ieri mattina, quando ha iniziato a rimbalzare di smartphone in smartphone l’editoriale di Paolo Mieli (sul Corriere ) sulla necessità di accelerare la scelta del candidato premier per consentire anche alla sinistra italiana di giocarsela e vincere come ha fatto Pedro Sánchez in Spagna, dentro Pd e 5 Stelle c’è chi ha messo in fila i puntini di un percorso a ostacoli. Partendo, per l’appunto, da Meloni.

 

Perché, come spiega una delle personalità che fa da anello di congiunzione tra Schlein e Conte, che raramente si parlano, «se la legge elettorale rimane questa, allora il problema è contemporaneamente rinviato e risolto: il candidato premier si sceglierà dopo le elezioni, nel senso che tutti i partiti del campo largo, in caso di vittoria, si impegneranno ad andare al Quirinale col nome del leader del partito che ha preso più voti». Com’è accaduto a Giorgia Meloni e al centrodestra nel 2022. 

fratoianni schlein fico conte bonelli

 

Ma è un’opzione che praticamente nessuno prende più in considerazione, vista l’accelerazione di Palazzo Chigi su una riforma col premio di maggioranza che finisca per aggirare anche le resistenze della Lega (circola uno schema secondo cui i seggi aggiuntivi, quelli del «premio», verrebbero assegnati tramite un «listino di coalizione»). 

 

Con la riforma, è quello che si sentono dire un giorno sì e l’altro pure sia Schlein che Conte, ci sarebbe l’obbligo di indicare il candidato premier prima del voto.

 

schlein landini conte

E quindi tocca sbrigarsi. Optando per le primarie, che Schlein vorrebbe ma su cui Conte temporeggia, in attesa di capire se può vincerle oppure no, magari agevolandosi sulla presenza di due candidati del Pd che si ostacolino tra loro (la persona a cui tutti pensano, la sindaca di Genova Silvia Salis, continua a smentire in tutti i modi un suo interesse per la competizione); o magari, come qualcuno dentro i 5 Stelle comincia a far trapelare, proponendo un candidato terzo «che costringa anche Schlein a ritirarsi in nome dell’unità del campo largo» e che si faccia benedire da una consultazione senza rivali che non siano di bandiera. 

GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE - FOTO LAPRESSErenzi conte schlein

(…)

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