stati uniti proteste aborto

SCONTRI E PROTESTE IN TUTTA AMERICA DOPO L’ABOLIZIONE DEL DIRITTO ALL’ABORTO – ORA IL TERRENO DI SCONTRO DIVENTA’ LA PILLOLA ABORTIVA: OGGI IL 50% DELLE INTERRUZIONI DI GRAVIDANZA NEGLI USA AVVIENE ENTRO LE PRIME 10 SETTIMANE, TRAMITE IL RICORSO AL FARMACO - AL MOMENTO SETTE STATI USA HANNO BANDITO L'ABORTO SUBITO DOPO LA SENTENZA, ALTRI SETTE LO FARANNO NEI PROSSIMI 30 GIORNI. SI TRATTA DI STATI A GUIDA REPUBBLICANA CHE AVEVANO GIÀ VARATO RESTRIZIONI MA SONO IN TUTTO 26 QUELLI IN CUI L'ABORTO POTREBBE ESSERE BANDITO PER SEMPRE…

Francesco Semprini per “la Stampa”

 

STATI UNITI - PROTESTE PER L'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI ABORTO

È un'onda che si alza dai quattro angoli del Paese e passa attraverso i palazzi del potere di Washington, quella della protesta contro la sentenza della Corte Suprema che decreta il diritto a vietare l'aborto. Un'onda destinata inesorabilmente a tenere in scacco il dibattito in vista dell'appuntamento elettorale di novembre.

 

«La decisione presa dalla Corte Suprema è devastante e dolorosa, difenderemo i diritti delle donne», afferma Joe Biden, firmando la legge bipartisan sulla stretta delle armi, prima di partire per i vertici del G7 e della Nato. Con lui nella Roosevelt Room la First Lady Jill Biden. La norma su pistole e fucile arriva all'indomani di un'altra sentenza della Corte Suprema a trazione conservatrice che ha smontato una legge newyorkese vecchia più di un secolo che imponeva limiti alla detenzione di armi in pubblico.

FURGONE INVESTE MANIFESTANTI PRO ABORTO IN IOWA

 

«È il provvedimento più significativo degli ultimi 30 anni. Voglio ringraziare le famiglie delle vittime da Columbine a Sandy Hook a Uvalde. Niente potrà colmare il loro vuoto, ma hanno aperto la strada per arrivare a questo punto», ha aggiunto il Presidente, dimostrando come il potere legislativo, con la maggioranza democratica in entrambe le Camere, è determinato a contrastare quello giudiziario a colpi di norme.

 

FURGONE INVESTE MANIFESTANTI PRO ABORTO IN IOWA

Dopo le armi, sarà la volta dell'aborto, come lo stesso Biden ha auspicato dopo il ribaltamento della storica sentenza Roe vs Wade del 1973. La Casa Bianca, intanto, tiene alta la guardia in vista di altre battaglie sui valori che sembrano profilarsi all'orizzonte.

L'amministrazione Biden ha diffidato gli Stati antiabortisti dal vietare la vendita della pillola abortiva, col ministro della Giustizia Garland che ha fatto riferimento al principio dell'ubi maior, secondo il quale gli Stati non possono opporsi a una legge federale.

 

L'accesso alla pillola, approvata dalla Food&Drug Administration (l'autorità del settore farmaceutico) dopo il voto del Congresso, è il nuovo teatro della lotta per l'aborto. Oggi il 50% degli aborti in Usa avviene entro le prime 10 settimane, tramite il ricorso alla pillola.

 

clarence thomas

Intanto la senatrice Susan Collins, repubblicana del Maine, punta il dito verso i giudici conservatori della Corte Suprema, Brett Kavanaugh e Neil Gorsuch, rei - a suo dire - di aver infranto un impegno fatto a Capitol Hill. «La decisione - tuona - non è coerente con ciò che i togati hanno affermato nella testimonianza e con me, entrambi avevano insistito sull'importanza di sostenere precedenti di lunga data».

 

brett kavanaugh 1

Da segnalare il botta e risposta tra le due «pasionarie» dei poli opposti, Alexandria Ocasio Cortez e Marjorie Taylor Greene. La deputata liberal è scesa in piazza, esortando gli americani e le americane a fare lo stesso, «perché le elezioni non bastano, dobbiamo riempire le strade». Ha replicato su Twitter la collega ultraconservatrice: «Aoc ha appena lanciato un appello all'insurrezione. Se ci saranno violenze e sommosse saranno il risultato diretto degli ordini di squadra democratici».

 

proteste contro la decisione della corte costituzione sull aborto 6

Non ha avuto sosta anche ieri l'afflusso di manifestanti davanti alla Corte Suprema a Washington, mentre le proteste si sono allargate ad altre città, come Denver, Atlanta, Chicago, New York, Philadelphia, e Austin, in Texas, uno degli Stati in cui è già in vigore una legge iper-restrittiva sull'aborto e che si avvia a vietarlo del tutto nei prossimi giorni. Paura durante una manifestazione pro-aborto a Cedar Rapids, Iowa, quando un pick-up si è lanciato contro la folla, una donna è stata ricoverata in ospedale.

 

proteste contro la decisione della corte costituzione sull aborto 5

A Phoenix, Arizona, la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere una protesta pro-aborto: secondo gli agenti, i manifestanti avevano «ripetutamente preso a pugni la porta di vetro dell'ingresso del Senato». A Seattle un'attivista antiabortista è stata aggredita da attivisti di Antifa che le hanno anche spruzzato spray urticante.

 

Anche il mondo dello spettacolo insorge con l'attrice di «Sex and the City», Cynthia Nixon, che è portavoce della comunità Lgbtqi+. «Inorridita perché in America le pistole hanno più diritti delle donne», è Kim Kardashian che, sebbene in passato si stata vicina a Trump sui temi della riforma penale, ha preso le distanze da un verdetto che per l'ex Presidente «è venuto da Dio». Mobilitato anche il basket, con la star Nba LeBron James che parla di «un abuso di potere», e la Corporate America con Google che concede ai dipendenti di chiedere il trasferimento in altro Stato «senza giustificazione».

 

proteste contro la decisione della corte costituzione sull aborto 4

Al momento sette Stati Usa hanno bandito l'aborto subito dopo la sentenza, altri sette lo faranno nei prossimi 30 giorni. Si tratta di Stati a guida repubblicana che avevano già varato restrizioni sull'interruzione di gravidanza, ma sono in tutto 26 quelli in cui l'aborto potrebbe essere bandito per sempre. L'onda delle proteste preoccupa la destra, a partire da Trump. Per quanto volubile, l'ex Presidente ha da tempo difficoltà nell'affrontare l'argomento dell'aborto, che ha sostenuto per anni come diritto, ma ha affermato di detestare personalmente. Ora però subentra il fattore politico: ha ammesso ad amici e consiglieri che la sentenza è «nociva per i repubblicani», in vista della riconquista di Camera e Senato su cui punta alle elezioni di novembre. -

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