PIÙ CHE GALLETTI, SIAMO POLLI! - LO SCRITTORE ALEXANDRE JARDIN ACCUSA LA FRANCIA DI ESSERE IL VERO PAESE DI PULCINELLA: “MENTRE VOI ITALIANI ACCETTATE RIFORME REALI E TAGLI DI BILANCIO, IL DIBATTITO POLITICO FRANCESE SI È SVOLTO COME SE I NOSTRI 1.700 MLD DI DEBITO PUBBLICO FOSSERO EVAPORATI. HOLLANDE PROMETTE DI ASSUMERE 60 MILA INSEGNANTI, MELENCHON VUOLE LA RIVOLUZIONE PROLETARIA, MARINE LE PEN L’AUTARCHIA NAZIONALISTA E SARKO, INVECE DELLA CRISI, PARLA DELLA RIFORMA DELLA PATENTE”…

Articolo di Alexandre Jardin per il "Corriere della Sera" - (Traduzione di Daniela Maggioni)

Cari italiani saggi,
vi scrivo da un Paese folle, la Francia, dove il reale è scomparso. Nel lasso di tempo di una campagna elettorale presidenziale, il dibattito politico francese si è svolto - a parte qualche rara eccezione - come se i nostri 1.700 miliardi di debito pubblico fossero evaporati, come se la crisi finanziaria che sconquassa l'Europa non riguardasse la Francia.

Da qualche mese, a Parigi, siamo esonerati dalla realtà! Mentre voi, poveri italiani, siete abbastanza grulli da accettare riforme reali, tagli di bilancio spiacevoli, decisioni coraggiose... Suvvia, risparmiatevi questi guai, smettete d'essere virtuosi e fate come noi! Praticate l'arte della schivata! Dimenticate l'idea stessa di una coalizione nazionale e preferite una coalizione del diniego!

Imitateci e tutto andrà bene: eleggete un clone transalpino di François Hollande! Un tipo che ha l'aria totalmente normale, ma che promette comunque, parlando sul serio, di assumere 60.000 insegnanti supplementari quando il deficit francese rasenta i 100 miliardi di euro... Una miseria, una mancia! Creativo, il geniale Hollande insiste assicurando che ristabilirà l'età di pensionamento a 60 anni per coloro che lo meritano. Seguono altre generosità dello stesso tipo. Bravo! Chi meglio di lui? Il Paese è sull'orlo di una crisi di sfiducia dei mercati? Votate, vedremo più tardi! Mai a corto di battute, Hollande ha trovato una soluzione mirifica: tassare del 75 per cento la parte di reddito superiore a un milione di euro. Misura che, secondo i suoi stessi calcoli, non renderà... quasi nulla!

In questo momento, la Francia è così fatta: vi si possono annunciare, con l'approvazione entusiasta del popolo, imposte senza rendimento mentre l'incendio sta lambendo il bilancio della nazione! L'utilità di tale misura? Ristabilire la decenza. Viva la morale! Che tale misura possa avere solo effetti negativi sull'attività, e quindi sull'impiego - facendo fuggire investitori e imprenditori - importa assai poco.

Quel che occorre è vietare ufficialmente il successo per eccitare la passione ugualitaria. E lasciare il mondo intero correre verso la crescita senza compromettere il nostro nobile Paese nella sordida manovra che consisterebbe nell'arricchirsi. L'essenziale, vi dicono, è la morale! Quel che occorre ormai in Francia è il coito nell'estasi simbolica.

Cercando capri espiatori (gli orrendi banchieri, gli abominevoli ricchi, gli arabi, i sindacati, i padroni-mascalzoni, la lista è infinita). E soprattutto parlare agli elettori come se la crisi dei debiti sovrani non esistesse più. Come se fossimo tornati al 1981. Come se non dovessimo comunque pagare il conto di trent'anni di incuria. La realtà non ha più importanza per i cervelli francesi, ormai campioni del mondo nella scappatoia.

Forza, cari italiani, fate come noi! Scatenate nei vostri media un'ondata di entusiasmo per un Jean-Luc Mélanchon che parli italiano. Cercatevi un tribuno beffardo e demagogo che, gratuitamente, vi ricordi il comunismo passionale degli anni Cinquanta! Correte verso l'avvenire, prendete l'autostrada, premendo l'acceleratore a tavoletta, ma... a controsenso. Mimate la rivoluzione proletaria! È una goduria!

Vi riporterà alla vostra piacevole giovinezza al prezzo di una scheda elettorale. Visto che vi dicono che il reale non esiste più. Basta deciderlo. Oppure, se volete farvi ancora più piacere, votate per una Marine Le Pen lombarda o veneta, una matta che sia convinta che ogni Paese europeo possa ormai cavarsela da solo! È evidente, no? Perché annoiarsi a costruire una Unione?

Cercate di scoprire un'altra Le Pen, tanto per vedere, e votate in massa per una svitata dello stesso stampo: sentirete brividi come davanti a un videogioco! I giovani francesi adorano questo! Perché privare i giovani italiani di simile godimento?
Resta la soluzione - abbastanza eccitante, bisogna dirlo - di trovarvi un Sarkozy italofono per dargli addosso. Il che consente di sfogarsi, di vivere momenti piacevoli a basso costo.

Ma allora intimiditelo, stroncatelo se decidesse di mostrarsi troppo lucido o, meglio, coraggioso. In tal caso, fate come noi: aizzate i media per squalificarlo! E soprattutto fategli sapere con tutti i mezzi (sondaggi e così via) che non volete sentir parlare di crisi, del rischio di retrocessione sociale e di tutto quello che potrebbe rovinare l'atmosfera. Affinché non vada a dire la verità crepuscolare, l'orribile verità: la stravaganza del nostro deficit di bilancio che rappresenta quasi due volte il bilancio dell'Educazione nazionale!

Se il Sarkozy che voi avrete scovato è prudente, come quello che si agita a Parigi, avrà il buon gusto di non indicare troppo chiaramente i tagli di bilancio che prevede. Vi parlerà di una riforma della patente, di cose di scarsa importanza. Ricordategli innanzitutto la legge di ferro dei popoli frivoli: guai a chi dice la verità per primo! Ahimè, cari italiani, non riuscirete mai a imitarci. Siete ormai troppo seri! La Commedia dell'Arte è diventata francese. Il vostro Monti vi ha dato alla testa. Siete quasi berlinesi. Ma sbloccatevi, diamine! Venite a delirare con noi a Parigi! Fino al 6 maggio, data dell'elezione presidenziale. Il mattino del 7 maggio sarà meno divertente.

 

ALEXANDRE JARDINfrancois hollandeMARINE LE PENNICOLAS SARKOZY MélenchonHOLLANDE SARKO sarko e carlaMarine Le Pen

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...