marco minniti gianni de gennaro giorgia meloni alfredo mantovano luciano violante

SE AVEVATE QUALCHE DUBBIO SULLA VICINANZA DI MARCO MINNITI AL GOVERNO MELONI E ALLA SUA PRESENZA NEL “CERCHIO MAGICO” CON MANTOVANO, DE GENNARO E VIOLANTE, LEGGETE L’INTERVISTA CHE L’EX MINISTRO DELL’INTERNO HA RILASCIATO A “LA VERITÀ”: “GIORGIA MELONI HA DETTO UNA COSA SACROSANTA: L’ITALIA NON PUÒ ESSERE L’HOTSPOT DELL’EUROPA”, “HO APPREZZATO L’INTERVENTO DEL PREMIER MELONI ALL’ASSEMBLEA DELL’ONU”, “PRENDIAMO IL PIANO MATTEI, E FACCIAMOLO DIVENTARE UN PIANO EUROPEO”, “L’ITALIA È STATA LASCIATA SOLA”

Estratto dell’articolo di Federico Novella per “la Verità”

 

minniti marco

«Le racconto un aneddoto. A giugno del 2017, quando ero ministro dell’Interno, arrivarono in Italia 12.000 persone in 36 ore. Più di quelle arrivate a Lampedusa in questi giorni. Stavo volando a Washington e ordinai di girare l’aereo e tornare in Italia. Al successivo vertice internazionale, a Parigi, mi offrirono 100 milioni, sull’unghia, per rafforzare i centri di accoglienza in Italia».

 

E lei?

«Io ho risposto: “No. Quei soldi non li voglio. Perché altrimenti diventa solo un problema nostro, e non più vostro”».

alfredo mantovano giorgia meloni

 

Cosa ci insegna questa storia?

«La “postura” che assumiamo sul tema migratorio è decisiva. Giorgia Meloni ha detto una cosa sacrosanta: l’Italia non può essere l’hotspot dell’Europa. L’ho sempre pensato, e per questo mi sono sempre battuto».

 

Marco Minniti, ex ministro dell’Interno nel governo Gentiloni […]

gianni de gennaro foto di bacco

 

[…] «[…] Come scrive lo storico britannico Peter Frankopan, i problemi migratori, come quelli climatici, esistono da millenni. Siccome lo squilibrio demografico è un dato strutturale del pianeta, l’immigrazione non va gestita con “politiche emergenziali” che in realtà non risolvono nulla».

 

Dunque la redistribuzione è un miraggio?

«La partita non si può vincere guardando solo all’orizzonte italiano, e nemmeno europeo.

Non si va da nessuna parte insistendo sul tema della redistribuzione: quella è una trappola verbale, sono temi divisivi, e danno l’impressione che si tratti di un problema solo italiano. E poi siamo quasi sotto elezioni europee: nessun Paese ci farà il favore di accogliere le sue quote di migranti, perché tutti i leader sono esposti elettoralmente. Basti pensare alla sfida tra Macron e Le Pen in Francia, o alla Germania, dove i partiti di governo sono in coda ai sondaggi».

GIORGIA MELONI LUCIANO VIOLANTE

 

Dunque, servono politiche di più ampio respiro?

«È all’Africa che dobbiamo guardare: è in Africa che andai, da ministro, per stringere accordi in Libia e con le tribù sahariane. Ho apprezzato da questo punto di vista l’intervento del premier Meloni all’assemblea dell’Onu: le sue parole sono molto meno banali di come vengono giudicate nel dibattito politico».

 

[…] «La cifra fondamentale dei prossimi dieci anni si chiama “coopetition”. I rapporti internazionali saranno regolati da competizione e cooperazione nello stesso tempo. L’Italia deve attrezzarsi a vivere in un mondo del genere: un mondo che non regala nulla, e in cui tutto dev’essere guadagnato sul campo».

migranti a lampedusa 5

 

Mi faccia un esempio.

«Fino a due settimane fa il miglior amico europeo dell’Ucraina era la Polonia. Ma nel momento in cui l’Europa ha tolto le limitazioni al passaggio di grano dall’Ucraina, la Polonia stessa ha minacciato di togliere il sostegno militare a Kiev. L’Europa non si unisce con la solidarietà, ma bilanciando gli interessi nazionali».

 

Cosa significa questo per l’Italia?

«L’Italia è il Paese più esposto, sta pagando il prezzo più alto, ed è stata lasciata sola.

Siamo d’accordo. Ma detto questo, io sono convinto che proprio l’Italia possa fare da apripista per un nuovo rapporto tra Europa ed Africa».

marco minniti (2)

 

Apripista, addirittura?

«Nessun Paese europeo può ricoprire questo ruolo, se non l’Italia: possiede la forza, la storia e la cultura giusta, peraltro con un governo fondato su un solido successo elettorale.

Può instaurarsi dunque una “egemonia” italiana, per giunta proprio adesso che la Francia sta vivendo una rottura epocale con i Paesi africani, e Macron arriva a dire che la “Françafrique è finita per sempre”».

 

LUCIANO VIOLANTE GIORGIA MELONI

In concreto, cosa consiglia al governo?

«Prendiamo il Piano Mattei, e facciamolo diventare un piano europeo, siglando un patto con Unione africana e Nazioni Unite. I termini dell’intesa sono questi: ogni Paese europeo offre una quota di ingressi legali, ma a due condizioni. Uno: rimpatrio immediato per chi arriva illegalmente. Due: lotta senza quartiere ai trafficanti di vite umane, che vanno equiparati ai terroristi. L’Italia ha fatto una scelta importante aumentando le quote di flussi legali: ora quell’atto di responsabilità va fatto pesare».

 

migranti a lampedusa 1

E quando si augura che questo piano venga presentato?

«Adesso. Non fra tre mesi: adesso. A gennaio ricadremo nel clima elettorale e sarà già troppo tardi. Nell’ordine del giorno del vertice di Granada del 6 ottobre ci sarà anche l’immigrazione: l’Italia deve presentarsi con una proposta concreta sull’Africa, e chiedere agli altri di pronunciarsi».

 

E se il resto d’Europa ci voltasse ancora le spalle?

«Non stiamo discutendo se accogliere o meno i “dublinanti” o su quale punto fare i respingimenti. Stiamo parlando di un cambio di paradigma. Nel proporlo, l’Italia deve essere nello stesso tempo rispettosa, ma anche molto esigente. Ci siamo noi italiani in prima linea, e avere una diplomazia esigente è nostro diritto».

giorgia meloni alfredo mantovano

 

Di nuovo: se Francia e Germania faranno finta di non sentire?

«Mettiamo che l’Italia presenti un piano realistico. Non ci ascoltano? Non lo mettono in votazione? Così facendo, si assumerebbero un’enorme responsabilità. Segherebbero il ramo su cui loro stessi sono seduti».

 

In che senso?

«Se qualcuno in Europa si illude che l’Africa sia solo un problema italiano, sbaglia clamorosamente. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, perché se arrivano 150.000 migranti in Italia, i movimenti secondari travolgeranno anche gli altri. È bene che l’Italia ricordi a tutti che non si potranno gestire i movimenti secondari, senza mettere il nostro Paese nelle condizioni di affrontare quelli primari dall’Africa. Peraltro, un accordo Europa-Africa consentirebbe di recuperare anche il ruolo della Tunisia».

migranti a lampedusa 3

 

Cosa rischiamo restando immobili?

«L’Africa sarà sempre più destabilizzata. Per dire: se collassa la Cirenaica, anche l’Egitto entrerebbe in fibrillazione, e si scatenerebbe un effetto a catena. È quello che dovremmo spiegare anche ai francesi che respingono i migranti a Ventimiglia, fermo restando che la Corte europea ha già condannato Parigi per queste pratiche».

 

Insomma, trovare un equilibrio con l’Africa gioverebbe a tutti?

migranti arrivano a lampedusa 1

«Sì, anche perché in Africa è attualmente in corso la tempesta perfetta: crollo di alcune democrazie, una guerra terribile in Sudan con possibile coinvolgimento della Russia, e da ultimo la ripresa del conflitto in Mali, dove esiste da tempo una presenza terroristica importante».

 

[…] Pensiamo alla Libia nel 2019: ha chiesto un intervento europeo, ci siamo girati dall’altra parte, e successivamente è arrivata la Russia in Cirenaica e la Turchia in Tripolitania. Vorrei ricordarlo ai nostri amici europei: Cina e Russia non fanno altro che riempire gli spazi. Non fanno altro, in definitiva, che coprire i vuoti dell’Europa».

migranti a lampedusa 2migranti al largo di lampedusamigrantimigranti arrivano a lampedusa 3

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO