panino mcdonalds

SE COSTANO DI PIÙ PURE I PANINI DI MCDONALD'S, SIAMO FRITTI - DALLA ZUPPA IN BARATTOLO CAMPBELL CARA AL PITTORE ANDY WARHOL, FINO ALLE SALSE DI HEINZ, CARI AL RESTO DEGLI AMERICANI, NON C'È UN GENERE ALIMENTARE CHE SI SIA SALVATO DAL VERTIGINOSO AUMENTO DEI PREZZI NEGLI USA - A MAGGIO SONO SALITI DELL'11,9% NEI SUPERMERCATI E DEL 7,4% NEI RISTORANTI, MENTRE LA BENZINA È CRESCIUTA A 5 DOLLARI AL GALLONE, UN RECORD - "SLEEPY JOE" BIDEN È SOTTO ACCUSA, INTANTO MERCOLEDÌ LA FED POTREBBE ALZARE I TASSI PERSINO DI 0,75 PUNTI…

Paolo Mastrolilli per “la Repubblica

 

McDonalds e Mc Cafe

Dalla zuppa in barattolo Campbell cara al pittore Andy Warhol, fino agli hamburger di Mc-Donald's e alle salse di Heinz, cari al resto degli americani, non c'è un genere alimentare che si sia salvato dal vertiginoso aumento dei prezzi negli Usa. Secondo i dati pubblicati venerdì dal dipartimento al Lavoro, a maggio sono saliti dell'11,9% nei supermercati e del 7,4% nei ristoranti.

 

panino mcdonalds

In larga parte a causa del balzo del petrolio, e quindi della benzina, indispensabili per far arrivare i beni ai consumatori. L'effetto è un aumento immediato della pressione sulla Federal Reserve, che mercoledì deciderà come rispondere.

ZUPPA CAMPBELL ANDY WARHOL

 

Le incognite sono due: se dopodomani la Fed si limiterà - come previsto - ad alzare i tassi solo di mezzo punto, oppure salirà a 0,75; e se dopo si accontenterà di ritoccare ancora il costo del denaro soltanto a luglio, oppure estenderà i rialzi all'autunno. Di sicuro c'è che l'aumento dei prezzi, a partire dalla benzina arrivata alla media di 5 dollari al gallone, rafforza la pressione sul presidente Powell e i suoi colleghi, perché dalle loro decisioni dipenderà la possibilità di frenare l'inflazione evitando la recessione, e quindi l'esito delle elezioni midterm di novembre, e forse delle presidenziali del 2024.

 

joe biden

Il consenso è che i sussidi troppo generosi elargiti dal governo per contrastare la crisi del Covid, uniti a fattori contingenti come gli imbuti della supply chain, il raddoppio del prezzo del petrolio, e ora la guerra in Ucraina, hanno generato l'impennata dell'inflazione all'8,6% su base annuale. La banca centrale Usa è stata lenta a rispondere e adesso è costretta a rincorrere.

 

joe biden con i giornalisti

Domani inizierà la due giorni di riunione del Federal Open Market Committee, che si concluderà mercoledì con un nuovo aumento dei tassi. In origine doveva essere di mezzo punto, ma dopo il dato più negativo del previsto dell'inflazione pubblicato giovedì scorso, non manca chi pronostica lo 0,75%. Ancora più importante il linguaggio che sarà usato per preparare mercati, imprese e cittadini alle prossime mosse.

 

Finora la Fed aveva segnalato l'intenzione di alzare i tassi di mezzo punto a giugno e luglio, ma la vice presidente Brainard ha già avvertito che sarà difficile evitare almeno un altro intervento a settembre. In base al "dot plot", ossia le previsioni sull'andamento dei tassi, ci si aspettava che per la fine dell'anno il costo del denaro sarebbe aumentato dell'1,875%, mentre ora dovrebbe salire del 2,625%. Però c'è chi scommette che si arriverà al 3,1%.

 

joe biden 1

Molto discende dal costo del petrolio, che venerdì è arrivato a 120 dollari al barile, ossia il doppio di dicembre. La benzina è salita a 5 dollari al gallone, un record, con tutte le conseguenze sugli altri prezzi, a partire dagli alimentari.

 

L'aumento del greggio era in corso da tempo, per la ripresa della domanda dopo il Covid e per questioni strutturali di lungo termine, come la riduzione degli investimenti nelle raffinerie determinata dalla transizione verso le auto elettriche, e l'abbandono di progetti come l'oleodotto dal Canada al Golfo per motivi ambientalisti.

 

joe biden 3

Gli Usa restano il primo produttore mondiale, ma la capacità di raffinare benzina è calata di 900mila barili al giorno dal 2019. Carenza destinata ad aumentare per la guerra in Ucraina e il bando del petrolio russo.

 

Il presidente Biden ha rilasciato diversi milioni di barili dalle riserve strategiche e ha accusato le compagnie energetiche di speculare, ma senza riuscire a calmierare i prezzi. A luglio andrà in Arabia per convincere i sauditi ad aumentare ancora la produzione e isolare Putin, ma ha bisogno di risultati immediati per salvare i democratici dalla sconfitta elettorale a novembre.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…