giorgia meloni aborto

I MALDESTRI NON SONO D'ACCORDO SU NIENTE - MA SE LA MELONI NON È CONTRO L’ABORTO PERCHÉ I CONSIGLIERI LIGURI DI FRATELLI D'ITALIA SI ASTENGONO SU UN ORDINE DEL GIORNO (PROPOSTO DAL PD) PER “GARANTIRE ALLE DONNE IL PIENO DIRITTO A SCEGLIERE L'INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA”? – UNA SCELTA CHE SPACCA IL CENTRODESTRA VISTO CHE TOTI, FORZA ITALIA E LEGA HANNO VOTATO A FAVORE...

Emanuele Rossi per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI

Un'astensione che fa subito rumore. I consiglieri regionali di Fratelli d'Italia in Liguria non hanno votato un ordine del giorno (proposto dal Pd) con cui si impegna la giunta regionale a «garantire alle donne il pieno diritto a scegliere l'interruzione volontaria di gravidanza».

 

Ordine del giorno che ha avuto il parere favorevole della giunta e del governatore e assessore alla Sanità Giovanni Toti. E che è stato invece votato da tutti gli altri gruppi del consiglio, compresi Lista Toti, Lega e Forza Italia (con qualche assenza). Un documento - va detto - senza alcuna implicazione concreta, nei fatti.

 

aborto

Ma il caso ha evidenziato la posizione di FdI sull'aborto, proprio all'indomani della vittoria elettorale: «La 194 va applicata tutta, anche nella difesa della maternità». Un «non voto» che peraltro arriva dopo il controverso disegno di legge regionale (presentato ormai anni fa, mai arrivato alla discussione in aula) che prevede di «rimuovere le cause che portano alla decisione di abortire» e, tra le altre cose, la concessione di spazi negli ospedali alle associazioni anti abortiste. L'ordine del giorno è stato approvato con 21 voti favorevoli, tre astenuti e sei non espressi. «I dati più bassi della media nazionale confermano che in Liguria sosteniamo il diritto di tutte le donne che vogliano interrompere volontariamente la gravidanza - afferma Toti in aula -. Il personale non obiettore è sufficiente ad assicurare il servizio in tutta la regione».

GIORGIA MELONI

 

Il capogruppo di FdI in regione, Stefano Balleari, ex vice sindaco genovese, spiega che avrebbero votato il documento se fosse stato inserito un richiamo alla discussione della loro proposta di legge: «Le polemiche sono strumentali, la verità è ben altra: ci siamo astenuti perché avremmo voluto la possibilità di emendare l'ordine del giorno ponendo l'accento sull'applicazione dell'articolo 5 della suddetta legge che è, tra le altre cose, oggetto di una nostra Proposta di legge presentata nel 2021 ed ancora in attesa di iniziare l'iter di discussione.

 

feto di plastica

Per noi la legge 194 è una seria conquista che consente alle donne di affrontare una scelta, spesso dolorosa, fatta di lacerazioni morali interiori, in maniera consapevole. Una legge che ha dentro di sé un germoglio di speranza nell'articolo quinto, che impone di rimuovere le cause che porterebbero la donna all'interruzione della gravidanza e di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre. La legge 194 è ben più della legge sull'interruzione di gravidanza».

 

aborto 4

Per il consigliere del Pd Roberto Arboscello, che ha presentato il documento, l'astensione dei consiglieri meloniani è un atteggiamento «vergognoso non solo per essersi astenuto su un ordine del giorno volto a rafforzare un diritto delle donne, ma non ha neanche partecipato alla discussione, astenendosi in silenzio su un provvedimento così importante». Rincara la dose Luca Garibaldi, capogruppo Pd: «La scelta da parte di FdI di astenersi, è un'ulteriore segnale di una regressione nel campo dei diritti che preoccupa particolarmente». Per Selena Candia, lista Sansa, «Fratelli d'Italia, forte del risultato elettorale nazionale, ha già messo in dubbio il diritto di aborto».

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