riserve di metano nel mar adriatico 7

SE VOGLIAMO ABBASSARE LE BOLLETTE COMINCIAMO A SUCCHIARE IL NOSTRO GAS - SIAMO SEDUTI SU UN TESORO CHE VALE 150 MILIARDI DI EURO, CONSIDERATO IL PREZZO DI UN METRO CUBO DI METANO, IN FONDO AL MARE ITALIANO: MA LO LASCIAMO A CROAZIA, MONTENEGRO, ALBANIA E GRECIA PER COLPA DI UNO STOP VOLUTO DAL M5S DUE ANNI FA, E IL RESTO DEL FABBISOGNO LO COMPRIAMO ALL'ESTERO - ORA È ARRIVATO L'OK DEGLI ENTI LOCALI MA CI VORRANNO ANNI PER RIMETTERE IN MOTO LA MACCHINA DI ESTRAZIONE...

Roberta Amoruso per “Il Messaggero

 

riserve di metano nel mar adriatico 8

Ci sono oltre 90 miliardi di metri cubi di metano in fondo al mare italiano. Si può arrivare a quota 120-130 miliardi, se si considerano le risorse potenziali di gas non ancora accertate. Ma stanno lì in attesa da anni.

 

riserve di metano nel mar adriatico 5

Di sicuro sono passati due anni e mezzo da quando è scattata la moratoria su permessi e concessioni in attesa del Pitesai voluta da M5s. Ci sono impianti bloccati nell'Alto Adriatico, in Emilia Romagna, al largo di Ravenna e Comacchio. E ancora: nelle Marche al largo di San Benedetto del Tronto e Alba Adriatica, sospensioni davanti alla Puglia e forti potenzialità lungo le coste della Sicilia.

 

riserve di metano nel mar adriatico 4

C'è il caso Argo-Cassiopea, località Gela. Qui Eni-Med in jv con Edison puntava a investire fino a 1,8 miliardi per sfruttare il gas nel canale di Sicilia, attraverso 4 pozzi sottomarini collegati a una centrale di trattamento da realizzare nel perimetro della raffineria impiantata proprio a Gela.

 

riserve di metano nel mar adriatico 3

L'ARRIVO AL TRAGUARDO

Ora il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee, la mappa delle attività possibili, dovrebbe essere arrivato al traguardo dell'ok degli enti locali. Ma nel frattempo gli investimenti delle imprese si sono quasi azzerati.

 

riserve di metano nel mar adriatico 2

Ci vorrebbero comunque anni per rimettere in moto la macchina. Almeno un anno per riaprire i rubinetti già disponibili ma temporaneamente chiusi. Ben di più per andare a pescare in una vera miniera d'oro. È come essere seduti su un tesoro che vale almeno 150 miliardi di euro, considerato il prezzo di un metro cubo di gas, ma lasciare che a trarne beneficio siano altri.

 

La Croazia e il Montenegro, per esempio, o l'Albania e la Grecia, che succhiano senza sosta dagli stessi giacimenti in fondo al mare, ma lo fanno dalla loro cannuccia, dall'altro lato dell'Adriatico.

 

riserve di metano nel mar adriatico 6

Oggi di quei 120-130 miliardi di metri cubi, l'Italia ne estrae solo 3-4 l'anno. Ma ne consuma oltre 70. Quello che manca lo compra all'estero, dalla Russia, dal Qatar, dall'Algeria, dalla Norvegia e anche dagli Usa.

 

riserve di metano nel mar adriatico 12

Pensare che trasportare tutto questo gas ha comunque un impatto rilevante sull'ambiente. L'Italia potrebbe dunque produrre in casa al costo di 5 centesimi e anche rivenderne una parte e guadagnarci tanto. Invece è costretta ad acquistare al prezzo che decide il mercato. Ieri un metro cubo di gas è arrivato a sfiorare 140 centesimi.

 

riserve di metano nel mar adriatico 11

Quel che è peggio è che il metano ha trascinato con sé anche i prezzi dell'elettricità, ben oltre quota 300 per megawattora. La speranza per i prossimi mesi è che si allentino le tensioni tra Russia e Ucraina.

 

riserve di metano nel mar adriatico 10

Tensioni che oggi fanno temere interruzioni dei flussi nei gasdotti, in un periodo in cui l'Europa sta consumando a ritmi da primato le scorte. E magari potrebbe arrivare anche l'ok della Germania al NorthStrean 2, il nuovo gasdotto che collega la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, aggirando quindi l'Ucraina. Mancano i requisiti e permangono dubbi sulla sicurezza, dicono per ora da Berlino.

 

riserve di metano nel mar adriatico 1

Il premier Draghi ha però capito che non c'è tempo da perdere: va attuato un piano strutturale salva-bollette che metta al riparo l'Italia da una crisi energetica che può rivelarsi più lunga del previsto.

 

Acquisti e stoccaggi comuni in Europa, una trasformazione del meccanismo dei prezzi, insieme a una tassa verde per le società energetiche è una parte della missione. L'Italia deve poter mettere mano ai sui giacimenti di gas.

 

riserve di metano nel mar adriatico 7

GLI STOP E LA SVOLTA

La moratoria delle trivelle scattata a febbraio 2019 ha di fatto congelato circa 150 autorizzazioni: 73 permessi di ricerca già in vigore e altri 79 per i quali era pendente la richiesta.

 

riserve di metano nel mar adriatico 9

Più altre 5 richieste di prospezione, che significa sempre esplorazione del sottosuolo, ma senza l'utilizzo di macchine per la perforazione. Eppure già mesi fa, ad aprile. si era capito che l'aria stava cambiando quando è arrivato il via libera ambientale a 10 progetti per sfruttare i giacimenti nazionali di metano e petrolio nascosti nel sottosuolo emiliano (società Po Valley e Siam) e sotto i fondali dell'Adriatico (Po Valley ed Eni) e del Canale di Sicilia (Eni).

 

riserve di metano nel mar adriatico 13

In tutto, i diversi progetti prevedono la perforazione di più di 20 nuovi pozzi. Il 2022 è destinato ad essere l'anno della svolta. Perché spingere sull'estrazione del gas di casa è la strada che sono determinati a seguire Draghi e Cingolani.

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO