L’AMERICA CI PRENDE A SBERLE E DOVREMMO ANCHE RINGRAZIARE – IL SEGRETARIO DEL TESORO USA, SCOTT BESSENT, INVITA I LEADER EUROPEI A FARE “UN RESPIRO PROFONDO E LASCIARE CHE LE COSE FACCIANO IL LORO CORSO” – L’ASSE FRANCO-TEDESCO VACILLA (MACRON CHIEDE LA LINEA DURA, IL CRUCCO MERZ HA PAURA DELLE RITORSIONI DI TRUMP E TENTA DI AMMORBIDIRE), E L’IRLANDA, PARADISO FISCALE DOVE HANNO SEDE LE MULTINAZIONALE DI BIG TECH PER NON PAGARE LE TASSE, FRENA: “ESSENZIALI SFORZI DIPLOMATICI…”
BESSENT ALL'EUROPA, FATE UN RESPIRO SUI DAZI E LA GROENLANDIA
(ANSA) - "Fate un respiro profondo e lasciate che le cose facciano il loro corso". Lo ha detto il segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent, ai partner europei degli Usa invitandoli a non prendere contromisure come nuovi dazi sulla volontà di Trump di annettere la Groenlandia.
Bessent, intervenuto a margine delle riunioni di Davos, ha detto che l'attuale situazione somiglia alla reazione di "isteria mediatica" che c'era stata per il 'liberation day' con cui Trump aveva annunciato la prima ondata di dazi, e che "è una falsa narrativa" l'idea che l'Europa possa vedere titoli di Stato americani in risposta allo scontro sulla Groenlandia: "sfida ogni logica".
Il segretario del Tesoro - di fronte alle osservazioni che l'annessione della Groenlandia possa far implodere la Nato - ha assicurato che "certo che l'Europa è un alleato" nel Patto atlantico.
IRLANDA, 'GRANDI SFORZI DIPLOMATICI UE-USA O LA SITUAZIONE ECONOMICA SARÀ PERICOLOSA'
(ANSA) - "I prossimi giorni saranno davvero cruciali per quanto riguarda le relazioni tra l'Ue e gli Stati Uniti, e non c'è un'ora da perdere. È assolutamente essenziale avviare sforzi diplomatici intensivi per cercare di disinnescare una situazione economica straordinariamente pericolosa. Sappiamo tutti che i dazi sono dannosi per l'economia irlandese, per l'economia europea e anche per quella statunitense.
Ma ora la questione va oltre questo: c'è il rischio di innescare una spirale di azioni destabilizzanti che potrebbe avere conseguenze gravissime. Devono prevalere il sangue freddo e il buon senso, e non c'è tempo da perdere". Lo ha detto il ministro dell'Economia irlandese Simon Harris, arrivando alla riunione del Consiglio Ue Ecofin a Bruxelles. "I prossimi giorni saranno decisivi", ha sottolineato. "Unione europea e Stati Uniti sono sempre più forti quando cooperano e collaborano".
BASI MILITARI E ROTTE DI NAVIGAZIONE SULL ARTICO
"Allo stesso tempo, non dobbiamo perdere di vista l'Ucraina: dobbiamo continuare a dimostrare piena solidarietà all'Ucraina - ha anche segnalato -. Attendo con interesse che oggi all'Ecofin venga fornito un aggiornamento su come sosteniamo finanziariamente l'Ucraina. Sul continente europeo è in corso una brutale invasione illegale: dobbiamo restare pienamente solidali con l'Ucraina e non perderlo di vista, nonostante tutto ciò che sta accadendo nel mondo".
E L’EUROPA PROVA A CERCARE IL DIALOGO «MA SIAMO PRONTI A REAGIRE PRESTO»
Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”
È un applauso fragoroso quello del Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, quando la presidente Roberta Metsola dice che «l’Unione europea sta con la Danimarca e il popolo della Groenlandia, e lo fa in maniera unita e determinata». In piedi, i deputati hanno battuto le mani a lungo. Metsola ha aggiunto che «le misure minacciate nel fine settimana dall’amministrazione Usa non contribuiranno alla sicurezza nell’Artico. Anzi, rischiano l’effetto opposto».
Poco prima dell’inizio della seduta i principali gruppi politici dell’Eurocamera hanno rinviato a data da destinarsi il voto sul rapporto sulle relazioni Ue-Usa, che era atteso per mercoledì, per essere aggiornato alla luce dei nuovi sviluppi (era di fatto troppo positivo). Il Parlamento rinvierà anche il voto sull’accordo Ue-Usa sui dazi chiuso nel luglio scorso.
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Gli Stati membri cercano di evitare un’escalation con Washington, nonostante stiano lucidando le proprie armi commerciali da usare nel caso in cui Trump dovesse far scoppiare un’altra guerra tariffaria introducendo, a partire dal primo febbraio, dazi del 10% sulle merci provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Finlandia.
Sul tavolo ci sono i contro-dazi su merci Usa per un valore pari a 93 miliardi di euro approvati il 24 luglio scorso e sospesi fino al 6 febbraio in seguito all’accordo tra Ue e Stati Uniti.
Ma c’è anche lo strumento anti-coercizione, mai usato finora e invocato dalla Francia.
Il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis ha detto che «siamo pronti a reagire se non siamo in grado di trovare accordi costruttivi» ma ha aggiunto che «siamo anche pronti a cercare una interazione costruttiva, una soluzione con gli Usa».
I leader Ue si riuniranno giovedì sera in un Consiglio europeo straordinario convocato da António Costa, mentre venerdì mattina sarà il Collegio dei commissari a tenere una riunione d’urgenza.
emmanuel macron friedrich merz. foto lapresse
C’è attesa per un possibile incontro a margine del Word Economic Forum di Davos tra il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente Donald Trump. Entrambi pronunceranno il loro intervento domani, mentre oggi saliranno sul palco la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron.
Benché i ministri delle Finanze di Berlino e Parigi, Lars Klingbeil e Roland Lescure, si siano presentati assieme davanti ai cronisti prima dell’inizio dell’Eurogruppo per sottolineare «l’unità» tra Francia e Germania di fronte al «ricatto» e alla «minaccia» di Trump e invocando fermezza da parte dell’Ue nel reagire, il cancelliere Merz sta lavorando per abbassare i toni perché, come ha spiegato ieri ai giornalisti a Berlino «la Francia è colpita dai dazi americani in misura diversa» dalla Germania che dipende fortemente dalle esportazioni negli Usa e dunque è «comprensibile» che Macron voglia «reagire un po’ più duramente di noi».
«Vogliamo semplicemente cercare di risolvere questo problema insieme — ha detto — e il governo americano sa che potremmo anche reagire da parte nostra». Klingbeil è stato più duro: «Dobbiamo reagire con determinazione, tutte le opzioni devono essere preparate e valutate».
VOLODYMYR ZELENSKY - KEIR STARMER - FRIEDRICH MERZ - EMMANUEL MACRON -
proteste in danimarca contro donald trump 2




