trump manafort

LA SENTI QUESTA MANAFORT? SCANDALO RUSSIAGATE, IN CELLA L’EX CAPO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI TRUMP – LA DECISIONE DI REVOCARE I DOMICILIARI PER IL RISCHIO DI INQUINAMENTO DELLE PROVE - IL PRESIDENTE USA PRENDE LE DISTANZE DA MANAFORT: "HA LAVORATO CON NOI SOLO POCHI GIORNI". E POI SCAGLIA CONTRO L’EX DIRETTORE  FBI COMEY

Paolo Mastrolilli per la Stampa

trump manafort

 

Da ieri pomeriggio Paul Manafort, ex manager della campagna presidenziale di Donald Trump, è in prigione. La giudice Amy Berman Jackson del Distric of Columbia ha deciso di rinchiuderlo, perché aveva cercato di condizionare i testimoni di un processo relativo al "Russiagate" in cui è incriminato.

 

Il capo della Casa Bianca ha preso subito le distanze, dicendo che Manafort aveva lavorato per lui pochi giorni, senza rivelare le sue connessioni con Mosca. Trump invece ha ribadito la sua innocenza, scagliandosi contro l' ex direttore dell' Fbi Comey per come ha gestito l' inchiesta. Il problema però è che l' incarcerazione di Manafort potrebbe spingerlo a collaborare con il procuratore speciale Robert Mueller, che lo considera una pedina fondamentale per scoprire le eventuali collusioni fra Putin e Trump durante le scorse elezioni.

 

Paul Manafort

Manafort era stato nominato presidente della campagna del candidato repubblicano a marzo, quando sembrava che la nomination del Gop si sarebbe giocata in una battaglia procedurale alla Convention di Cleveland. A fine agosto però era stato cacciato e sostituito con Steve Bannon, quando era emerso che aveva ricevuto finanziamenti discutibili per aiutare il presidente filorusso dell' Ucraina Yanukovych.

 

Nei suoi 144 giorni di servizio Paul aveva avuto un ruolo potenzialmente rilevante nei rapporti tra la campagna di Trump e Putin, e a giugno aveva partecipato all' incontro organizzato a New York dal figlio del candidato repubblicano, per vedere emissari di Mosca che promettevano informazioni compromettenti su Hillary Clinton.

 

trump

Manafort è stato incriminato da Mueller per due potenziali reati: il riciclaggio di 30 milioni di dollari, ricevuti dalla Russia, e l' azione di lobby a favore di Yanukovych non registrata come richiederebbe la legge. Un primo processo è in programma in Virginia il 25 luglio, e un secondo a Washington in settembre. Le imputazioni non sono legate alla collusione elettorale con Putin, ma potrebbero rappresentare una pista da seguire per scoprirla. Mueller poi le ha usate per fare pressioni sull' ex manager della campagna, in modo da spingerlo a collaborare.

 

Manafort ha rifiutato ogni cooperazione, restando agli arresti domiciliari in Virginia e proclamando la propria innocenza.

Nel frattempo però ha cercato di contattare due membri dell' Hapsburg Group, un gruppo di ex statisti che aveva costituito in Europa, per sostenere la sua azione di lobby a favore di Yanukovych. Lo ha fatto attraverso il suo collaboratore Konstantin Kilimnik, uomo legato all' intelligence russa, e lo scopo era spingerli a sostenere che lui aveva lavorato a favore del presidente ucraino solo in Europa, in modo da smontare l' accusa di aver violato le leggi Usa sulle lobby. Questi due interlocutori però erano anche testimoni nel processo istruito da Mueller, che quindi ha approfittato del passo falso di Manafort per incriminarlo di un altro reato, e chiedere al giudice di mandarlo in prigione.

 

Trump ieri ha reagito prendendo le distanze dal suo ex manager: «Ha lavorato per me pochi giorni, non aveva molto a che fare con la nostra campagna». Il presidente invece si è scagliato contro James Comey, perché giovedì è stato pubblicato un rapporto dell' Ispettore generale del dipartimento alla Giustizia che accusa l' ex direttore dell' Fbi di aver gestito male l' inchiesta sulle mail private di Hillary Clinton e sul "Russiagate": «Era un criminale, ho fatto bene a licenziarlo. Passerà alla storia come il peggior direttore del Bureau». Il rapporto dice che Comey ha sbagliato, ma non aveva motivazioni politiche. Trump lo sta usando per screditare anche Mueller, chiamato ad indagare proprio per il licenziamento di Comey, e il suo avvocato Giuliani ha chiesto di sospendere il procuratore. Mueller però va avanti, e con l' incarcerazione di Manafort spera di avere in mano una carta decisiva per incastrare il presidente.

PAUL MANAFORT

 

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