CANCELLIERI AMARI - LA PROCURA DI ROMA ACQUISISCE I TABULATI DI ANTONINO LIGRESTI PER VERIFICARE I CONTATTI CON IL MINISTRO

Giovanni Bianconi per il "Corriere della Sera"

Il caso non è chiuso perché merita i necessari approfondimenti, ma resta un fascicolo senza ipotesi di reato. La Procura di Roma ha cominciato ad affrontare la vicenda delle telefonate tra il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e la famiglia Ligresti, arrivata il 18 novembre da Torino, scegliendo la strada di ulteriori accertamenti.

In primo luogo con l'acquisizione dei tabulati del telefono di Antonino Ligresti, l'amico di famiglia nonché medico della Guardasigilli che proprio con l'antica conoscenza ha spiegato conversazioni e messaggi scambiati durante l'estate, quando la famiglia - il fratello Salvatore e tre nipoti - fu travolta dagli arresti nell'indagine torinese sul falso in bilancio e altro.

La verifica dei contatti tra Nino Ligresti e il ministro in un periodo più ampio rispetto a quello già controllato dalla Guardia di Finanza (dal 17 luglio al 29 agosto) servirà proprio a verificare se in quel lasso di tempo sono rimasti nella media del rapporto ultra-trentennale rivendicato dalla Cancellieri. Al periodo già analizzato risalgono gli sms e i colloqui di cui ha parlato la stessa Guardasigilli nella deposizione resa a Roma al procuratore aggiunto piemontese Vittorio Nessi, il 22 agosto scorso.

Si tratta delle due chiamate di Antonino al cellulare della Cancellieri del 18 agosto (una senza risposta e una della durata di 14 secondi; presumibilmente un messaggio alla segreteria telefonica) e della telefonata del ministro ad Antonino alle 13.39 del 19 agosto, di circa sei minuti. Poi c'è il messaggio di Ligresti nel pomeriggio del 21 agosto e la telefonata del ministro la stessa sera, intorno alle 22.30.

Rispetto a quanto risulta dal verbale riassuntivo della Guardasigilli, la Finanza ha rilevato le discrasie di cui s'è già ampiamente dibattuto: la Cancellieri disse di aver «ricevuto una telefonata da Antonino» mentre fu lei a chiamarlo il 19 agosto, sebbene a seguito di due precedenti tentativi dell'uomo; e quando affermò di aver ricevuto un sms il 21 aggiunse «gli ho risposto», senza specificare di averlo fatto con una telefonata di circa 7 minuti.

Inoltre, tra le chiamate fatte e ricevute da Antonino Ligresti dal 17 luglio al 29 agosto risulterebbero altri due contatti con il ministro: una telefonata di lei a lui del 19 luglio e un sms di lui a lei del 16 agosto. Della conversazione e del messaggio non si conoscono i contenuti, poiché il telefono di Ligresti non era intercettato, ma da quel che risulta da altri elementi non dovrebbero essere di particolare rilievo sul piano investigativo.

È infatti noto il testo dell'intercettazione del 17 luglio tra Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti appena arrestato, e la Cancellieri. Si tratta del famoso colloquio in cui il ministro della Giustizia dice alla Fragni «non è giusto, non è giusto», e poi «qualsiasi cosa io possa fare conta su di me», e altre espressioni di solidarietà di cui la Guardasigilli s'è pubblicamente «rammaricata».

Dopodiché, da un'altra registrazione tra la Fragni e Nino Ligresti risulta che il 17 agosto la famiglia degli imprenditori stava ancora cercando di arrivare alla Cancellieri per interessarla della salute di Giulia Ligresti in carcere (una delle figlie di Salvatore): ciò dovrebbe significare che fino a quella data contatti per raccomandare la situazione della donna non c'erano stati.

O comunque non erano andati a buon fine. E lo stesso può dirsi per i contatti tra Nino Ligresti e Sebastiano Peluso, marito del ministro. È solo dopo, tra il 18 e il 21 agosto, che Nino Ligresti parla alla Guardasigilli, la quale telefona ai vicedirettori delle carceri ricevendo assicurazione che le condizioni della detenuta sono già monitorare.

La Procura di Torino ha escluso il reato di abuso d'ufficio a carico della Cancellieri, e per adesso gli inquirenti romani a cui il fascicolo è giunto per competenza non hanno ipotizzato reati connesse a presunte bugie o omissioni nella deposizione del ministro. Ulteriori valutazioni andranno fatte dopo l'acquisizione e l'analisi dei nuovi tabulati telefonici; compresa l'eventualità di raccogliere altre testimonianze.

 

 

px Anna Maria Cancellieri Quirinale Anna Maria Cancellieri I XoRqQpYNsBU I HbfgBuhy cY ligresti salvatoreLO SHOPPING DI GIULIA LIGRESTI

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)