mogherini renzi ban ki moon 2

GLI EFFETTI SPECIALI NON BASTANO – RENZI TRASCINA BAN KI-MOON IN MEZZO AL CANALE DI SICILIA SU UNA NAVE DA GUERRA MA QUELLO NON CI CASCA E CI SFANCULA – IL SEGRETARIO ONU: “NON ESISTE UNA SOLUZIONE MILITARE. LA PRIORITÀ È QUELLA DI SALVARE VITE”

Massimiliano Scafi per “il Giornale

 

 

renzi mogherini ban ki moon 5renzi mogherini ban ki moon 5

Lo porta subito al «fronte». Lo carica su un aereo e lo fa scendere in mezzo al mare di Sicilia, dove la settimana scorsa sono morte 725 persone, per «fargli vedere fisicamente, plasticamente, quello che l'Italia sta facendo». Il segretario generale dell'Onu quasi non fa in tempo ad arrivare a Roma che Matteo Renzi lo infila sull'Airbus della presidenza del Consiglio e, insieme a Federica Mogherini, lo trasporta a bordo di una delle navi che pattugliano il Canale.

renzi mogherini ban ki moon 4renzi mogherini ban ki moon 4

 

Vertice sul campo, in zona operativa, nel quadrato della San Giusto, preceduto da uno scambio di opinioni in alta quota fotografato e messo in rete dallo staff dell'Alto commissario europeo. Una scelta d'immagine, di grande impatto, che colpisce Ban Ki-moon ma non abbastanza da fargli cambiare idea sulla lotta all'immigrazione. «Non esiste una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo in Mediterraneo. La priorità è quella di salvare vite».

 

renzi ban ki moonrenzi ban ki moon

Insomma, al di là della scenografia, per il premier l'incontro parte in salita. L'Italia infatti è per la linea dura, vuole affondare i barconi direttamente nei porti libici e cerca appoggi e coperture internazionali. Nei giorni scorsi Renzi ha chiesto «il sostegno di Francia, Germania e Spagna a una risoluzione dell'Onu sulla Libia». Le Nazioni Unite però non sono per niente d'accordo. Del resto Ban Ki-moon prima di atterrare a Roma si è fatto precedere da un messaggio preciso: non si può usare la forza, ha dichiarato in un'intervista, la priorità è salvare le vite e combattere il traffico di esseri umani.

 

 

E poco importa che l'Italia definisca «un'azione di polizia internazionale» il sabotaggio dei gommoni: per l'uomo del Palazzo di Vetro colpire i barconi «è sbagliato».

mogherinimogherini

Più aperto invece Ban Ki-moon si mostra sulle altre due parti della strategia di Roma per combattere gli scafisti, e cioè un aumento dei fondi, delle sforzi e delle responsabilità europee e un coinvolgimento degli Stati di partenza. Quanto però alla Libia, «non c'è alternativa al dialogo», e il rappresentante speciale delle Nazioni Unite a Tripoli Bernardino Leon «continua a lavorare in maniera instancabile».

 

mogherini renzi ban ki moon 3mogherini renzi ban ki moon 3

Ce n'è abbastanza perché Renzi si dichiari comunque soddisfatto. «Prima l'Italia era sola a fronteggiare questo tema, ora l'intera comunità internazionale è consapevole che si tratta di un problema globale e non di una questione che riguarda un Paese. Qualcosa finalmente si muove». Certo, aggiunge, per arrivare a un risultato servirebbe molto di più. «Fermare i trafficanti di esseri umani per evitare una catastrofe umanitaria è una assoluta priorità su cui contiamo di avere il sostegno delle Nazioni Unite. Dopo Lampedusa, l'Italia ha dato prova di generosità. Ma dobbiamo farci sentire a livello internazionale, sia in Europa che all'Onu Unite. Questa è la nostra linea». E la presenza di Ban Ki-moon e della Mogherini «è un segnale importante» della fine dell'isolamento.

 

mogherini renzi ban ki moon 2mogherini renzi ban ki moon 2

 

Il segretario generale, «preoccupato per la situazione degli immigrati nel Mediterraneo», chiede invece di «focalizzarsi sul salvataggio delle vite». Per il Palazzo di Vetro, ha spiegato l'altro giorno, «la cosa cruciale è la sicurezza e la protezione dei diritti umani dei migranti e di coloro che chiedono asilo». Certo, anche fermare il traffico e colpire gli scafisti è importante e l'Italia, concede, non può essere lasciata da sola. Però, dal suo punto vista, la priorità sono le operazioni di aiuto in mare. Nel linguaggio diplomatico non sono solo sfumature.

BERNARDINO LEONBERNARDINO LEON

 

 

Di emigrazione Ban Ki-moon ne parlerà oggi pure con Papa Francesco e, soprattutto, nei giorni successivi, quando andrà in visita nei Paesi che non vogliono accollarsi i profughi: i fondi Frontex triplicati e l'incarico esplorativo alla Mogherini non possono bastare.

 

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?