enrico pazzali attilio fontana giorgia meloni

LA SINTESI DELL’INCHIESTA SU "EQUALIZE": “ESPONENTI DI DESTRA SPIAVANO ALTRI ESPONENTI DI DESTRA” – IL PD CHIEDE ALLA MELONI DI RIFERIRE CON URGENZA IN PARLAMENTO SUGLI HACKERAGGI ALLE ALTE CARICHE DELLO STATO - IL VERDE ANGELO BONELLI: “PER MESI, LA PRESIDENTE MELONI HA EVOCATO COMPLOTTI CONTRO LA SUA PERSONA, FACENDO DEL VITTIMISMO UNA STRATEGIA POLITICA: OGGI APPRENDIAMO CHE IL CENTRO DI DOSSIERAGGIO ERA SOTTO LA GESTIONE DELLA SOCIETÀ EQUALIZE, GUIDATA DA ENRICO PAZZALI, NOMINATO AL VERTICE DELLA FIERA DI MILANO DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA, IL LEGHISTA ATTILIO FONTANA. È IN GIOCO LA NOSTRA DEMOCRAZIA…”

francesco boccia

1. DOSSIER: BOCCIA E BRAGA, MELONI CON URGENZA IN PARLAMENTO

(ANSA) -  "Il quadro che emerge dall'inchiesta hacker e dalle notizie che quotidianamente leggiamo sulla vicenda è inquietante.

 

Siamo di fronte ad un sistema di sicurezza del Paese che fa acqua da tutte le parti e che, come è evidente, viene usato dalla destra al governo per pericolosi dossieraggi e faide interne".

 

"A questo punto è necessario che la Presidente del Consiglio venga con urgenza in Parlamento: vogliamo sapere come sia possibile che sia stato violato il sistema dello SDI, con hackeraggi di dati che, a quanto pare, toccano le più alte cariche dello Stato". Così in una nota i capigruppo del Pd Francesco Boccia e Chiara Braga.

 

CHIARA BRAGA 2

2. DOSSIER: BONELLI, E’ UN ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA. DESTRA CHE SPIA SE STESSA. FINISCE IL COMPLOTTISMO A SENSO UNICO DELLA MELONI

Da https://europaverde.it/

 

"La scoperta da parte della Procura di Milano del centro di dossieraggio gestito da una società privata non è solo lo scandalo più imponente della storia della Repubblica, ma rappresenta un vero e proprio attentato alla democrazia.

 

GIORGIA MELONI A GENOVA

Apprendere che tra coloro che hanno commissionato richieste di informazioni tramite accessi illegali alle banche dati dello Stato ci siano anche esponenti politici di destra o a essa legati, oltre a società a partecipazione pubblica, solleva interrogativi seri e drammatici sulla democrazia del nostro Paese.

 

Il fatto che tutte queste informazioni riservate, e addirittura l'intera piattaforma, siano state offerte ad un partito di maggioranza evidenzia la gravità della situazione". Così Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde e parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.

ANGELO BONELLI

 

"Per mesi, la presidente Meloni ha evocato complotti contro la sua persona, facendo del vittimismo una strategia politica: eppure, le notizie che emergono dall'inchiesta di Milano dimostrano che esponenti di destra spiavano altri esponenti di destra e non solo".

 

"Per mesi – continua Bonelli –  la Meloni ha parlato di complotti ai suoi danni e oggi apprendiamo che il centro di dossieraggio era sotto la gestione della società Equalize, guidata da Enrico Pazzali, nominato al vertice della Fiera di Milano dal presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana.

 

È in gioco la nostra democrazia, e il Parlamento deve essere convocato in seduta comune per ascoltare quanto hanno da dire la presidente Meloni e il ministro dell'Interno Piantedosi sulla vulnerabilità dei nostri sistemi di sicurezza. La senatrice Ronzulli dovrebbe essere immediatamente ascoltata dalla commissione Antimafia, insieme ai vertici delle società pubbliche che hanno commissionato report su imprenditori, avversari politici e personaggi pubblici. Vogliamo sapere dal ministro Piantedosi se vi sia una profilazione degli esponenti politici del nostro Paese nelle banche dati del Viminale e, se sì, per quale motivo", conclude Bonelli.

Enrico Pazzalienrico pazzali

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…