EUTANASIA DI UN PARTITO - PER CANCELLARE “FARSA ITALIA” NON SERVONO LE FAIDE INTERNE: CI PENSANO GLI ELETTORI - NEI SONDAGGI PER LE REGIONALI, NON SUPERA IL 10% - E FITTO DÀ BATTAGLIA SULL’USO DEL SIMBOLO

Carmelo Lopapa per “la Repubblica”

silvio berlusconi forza italiasilvio berlusconi forza italia

 

Pronti via, si parte, ed è già un disastro annunciato. Alla sede di Forza Italia di San Lorenzo in Lucina vengono recapitati i sondaggi riservati sulle regioni più importanti in cui si vota il 31 maggio. E il quadro va oltre le più fosche previsioni. Quasi ovunque l’asticella si fermerebbe sotto la soglia di sopravvivenza delle due cifre. Mentre Raffaele Fitto muove ora la guerra del simbolo e al Senato gli ormai ex Sandro Bondi e Manuela Repetti votano a favore della fiducia posta dal governo sul decreto anti terrorismo.

 

michaela biancofiore con i giovani di forza italiamichaela biancofiore con i giovani di forza italia

Il pallottoliere delle regioni, dunque. Fa eccezione la Campania, dove grazie al traino della lista Caldoro, governatore uscente, Forza Italia ancora raggiunge il 20 per cento. Altrove, va molto peggio: nel Veneto della Lega pigliatutto il partito si ferma al 10, in Liguria la lista varrebbe il 6, nella Puglia della faida con Fitto l’8 per cento, fanalino di coda la rossa Toscana col 5,5. L’ex Cavaliere, consapevole della situazione, la addebita a chi «sta rovinando tutto», anche se sperava in un quadro complessivo leggermente migliore. Se finisse così, Salvini avrebbe vita facile nella scalata alla leadership.

giovane di forza italiagiovane di forza italia

 

«Ma vedrete che una cosa sono i sondaggi, quando ancora la campagna non è iniziata, altra i voti reali», spiegava ieri Berlusconi ai vari parlamentari andati a trovarlo a Palazzo Grazioli, fino al coordinatore della tormentata Puglia, Luigi Vitali, ultimo in serata. Comunque sarà una corsa in salita, non c’è tempo da perdere, ecco perché il capo ha convocato per oggi a pranzo tutti i coordinatori delle regioni interessate dal voto e la commissione per le regionali: Denis Verdini, Altero Matteoli, Giovanni Toti, Licia Ronzulli.

 

Dovrà chiudere sulle alleanze nelle piazze ancora in bilico, a cominciare dalla Toscana di Verdini e Matteoli, cercando di ricucire col primo (o rompere del tutto) nella sua regione, dopo mesi di gelo. In ogni caso, la decisione finale sulle alleanze e la composizione delle liste sarà portata entro fine mese all’Ufficio di presidenza e messa ai voti. «Chi non ci starà si metterà automaticamente fuori dal partito» è la linea dettata dall’ex premier con chiaro riferimento a Fitto.

cena fund raising di forza italia    silvio berlusconi cena fund raising di forza italia silvio berlusconi

 

Sta di fatto che proprio Raffaele Fitto non intende deporre le armi. Oggi altra conferenza stampa, ci sarà una sua lista distinta da Fi (anche se in supporto a Caldoro) anche in Campania, mentre un migliaio di suoi simpatizzanti lavora a una sorta di class action per contestare uso del simbolo e liste da parte dei vertici del partito.

 

CANI CHE SCAPPANO DALLA SEDE DI FORZA ITALIA CON BERLUSCONI CANI CHE SCAPPANO DALLA SEDE DI FORZA ITALIA CON BERLUSCONI

È stato chiesto un parere all’avvocato Gianluigi Pellegrino, che ha così risposto: «Berlusconi è solo il fondatore del partito», il congresso previsto dopo la rifondazione del 2013 «non è mai stato indetto » e ora «sostenere che Mariarosaria Rossi o Berlusconi stesso possano presentare simboli e liste per Fi è come affermare che Prodi e una sua delegata presentino liste e simboli a nome del Pd».

 

Come dire, non hanno l’esclusiva. Il leader ignora la battaglia legale, intende replicare sul campo. Candiderà tutte donne capolista in Puglia, professioniste e imprenditrici locali (stile Renzi alle Europee), quindi si prepara a sbarcare nella regione più tormentata, con probabile puntata al santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, del quale la madre Rosa era devota.

BERLUSCONI ALL'INCONTRO CON I GIOVANI DI FORZA ITALIABERLUSCONI ALL'INCONTRO CON I GIOVANI DI FORZA ITALIA

 

A caccia di una rimonta che richiede un miracolo. «Il consiglio che darei al presidente è di prendersi un anno sabbatico, andare dove vuole, anche ad Antigua, rigenerarsi allontanandosi dai tanti nemici interni che lo assediano — racconta a Montecitorio la fedelissima Michaela Biancofiore — Dopo, tornerebbe più forte e motivato di prima».

 

I GIOVANI DI FORZA ITALIAI GIOVANI DI FORZA ITALIA

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...