roberto lagalla e franco miceli

MA ALLORA HANNO RAGIONE JOHNNY STECCHINO E TOTÒ CUFFARO: IL PROBLEMA DI PALERMO È IL TRAFFICO – SECONDO IL SONDAGGIO PAGNONCELLI I PALERMITANI, CHE BOCCIANO IN MODO IMPIETOSO IL MANDATO DI LEOLUCA ORLANDO, LO INCHIODANO SUL TRAFFICO E SULLA MONNEZZA – ALLE PROSSIME ELEZIONI UN PALERMITANO SU DUE NON VUOLE VOTARE: LA PARTITA È APERTA TRA IL CANDIDATO DI CENTRODESTRA ROBERTO LAGALLA E QUELLO DEL CENTROSINISTRA E DEL M5S FRANCO MICELI, SEPARATI DA UN 2,5% (39,9% A 37,4%) – DELLA MAFIA NON FREGA NULLA A NESSUNO?

 

Nando Pagnoncelli per il "Corriere della Sera"

 

roberto lagalla e franco miceli 2

Sono quasi 9 milioni gli elettori chiamati al voto alle elezioni che si terranno domenica 12 giugno in 978 Comuni, di cui 26 capoluoghi di provincia e 4 di regione. Prima che scatti il divieto di pubblicazione dei sondaggi previsto per legge analizziamo il clima sociale e politico nei due Comuni al voto più popolosi, Palermo e Genova, iniziando dalla Sicilia.

A Palermo volge al termine il secondo mandato di Leoluca Orlando, che vanta una lunga esperienza alla guida della città, iniziata nell'85 e proseguita per altri 4 mandati per complessivi 22 anni.

LEOLUCA ORLANDO

 

I giudizi che i palermitani esprimono sull'amministrazione uscente non sono affatto lusinghieri: solo uno su quattro (27%) dà almeno la sufficienza (voto da 6 a 10), contro il 71% che risulta critico (voto da 1 a 5) e, tra questi, il 41% dà un voto tra 1 e 3. La graduatoria delle priorità della città aiuta a comprendere le ragioni della bocciatura: al primo posto si colloca con il 51% delle citazioni, il tema della raccolta e della gestione dei rifiuti che rappresenta un'emergenza e viene citato al primo posto da quasi tutti i segmenti sociali (con un picco più elevato tra i residenti nella zona sud), e dai diversi elettorati, con l'eccezione di quelli indecisi su quale candidato sindaco votare.

roberto lagalla e franco miceli 1

 

Al secondo posto ci sono il traffico, la viabilità e il trasporto pubblico locale (35%), seguiti da lavoro e occupazione (34%) e dal decoro urbano (28%), strettamente connesso alla pulizia della città. Citazioni più contenute per i servizi pubblici e la burocrazia (14%), le infrastrutture (13%), l'ambiente (12%), il degrado sociale (12%), la sicurezza (11%) e la situazione economica (10%).

 

roberto lagalla 1

Alla competizione elettorale sono in gara 6 candidati sindaco, il più conosciuto dei quali risulta Fabrizio Ferrandelli (63%), che fu il principale avversario di Orlando nel 2017 quando si presentò sostenuto dal centrodestra, mentre oggi è il candidato di Azione/+Europa e di due civiche. A seguire il candidato del centrodestra Roberto Lagalla (conosciuto dal 61%) e quello del centrosinistra e del M5S Franco Miceli (58%). Rita Barbera (Potere al Popolo) e Francesca Donato (Rinascita Palermo) sono conosciute rispettivamente dal 45% e dal 42%, mentre Ciro Lomonte è meno noto (35%).

franco miceli 7

 

Dal sondaggio odierno si delinea una partita a due tra Lagalla e Miceli, al momento separati da un 2,5% (39,9% a 37,4%). Il ballottaggio è previsto solo nel caso in cui nessuno dei candidati superi il 40% dei voti validi, dunque sulla base delle stime odierne l'incognita non riguarda solo il nome del vincitore del primo turno, ma anche la possibilità del ballottaggio. Al terzo posto c'è Ferrandelli (10,1%), quindi Barbera (5,6%) Donato (4,8%) e Lomonte (2,2%).

roberto lagalla

 

Quanto alle intenzioni di voto per le liste, il M5S è al primo posto con il 17,1% e precede il Pd (16,1%), FdI (10,9%), FI (9,9%) e la Lega che corre a Palermo con la denominazione Prima l'Italia (6%). Le liste che sostengono Lagalla si attestano al 41,8%, quelle in appoggio a Miceli al 39,9%.

 

franco miceli 1

Se si andasse al ballottaggio tra Lagalla e Miceli, al momento il primo prevale con 53,2% a 46,8%. E sebbene la maggioranza relativa dei palermitani (43%) non sia in grado di fare previsioni sul vincitore, Lagella prevale su Miceli anche nei pronostici dei cittadini (32% a 16%) e può contare su un ottimismo maggiore del proprio elettorato (84%) rispetto a quello dell'avversario (55%). Partita aperta dunque, con un leggero vantaggio del candidato di centrodestra che sfiora l'elezione diretta. Ma quasi un palermitano su due (47%) non intende andare a votare o si dichiara indeciso e, in assenza di un vantaggio netto, l'incognita dell'astensione potrebbe modificare lo scenario.

franco miceli 6franco miceli 3roberto lagalla 2 franco miceli 2roberto lagalla 1 franco miceli 4franco miceli 5

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)