ANGELINO NON È JOLIE - UN SONDAGGIONE DELL’AMICA GHISLERI SUL GRADIMENTO RISCOSSO DAI DIRIGENTI PDL CONFERMA L’INTUIZIONE DEL BANANA: ALFANO È SENZA ‘QUID’, MEGLIO DI LUI ANCHE LA SANTADECHÉ - LA MAZZATA IN ARRIVO DALLE AMMINISTRATIVE, PUÒ FAR SALTARE IL PARTITO DOVE GLI EX AN VOGLIONO DEPORRE MONTI E RIMANE APERTA LA QUESTIONE LEADERSHIP PER IL 2013 (PRIMARIE SELVAGGE O MONTEZEMOLO?)…

BERLUSCONI: "ALFANO NON PUÃ’ ESSERE IL CANDIDATO PREMIER"
Carmelo Lopapa per "la Repubblica"

Via, lontano dall´Italia nelle ore calde che seguiranno la chiusura delle urne e il probabile tonfo del Pdl alle amministrative. Silvio Berlusconi lascia Arcore per raggiungere l´amico Vladimir Putin e celebrarne l´insediamento di domani al Cremlino. Ma il responso di oggi pomeriggio è destinato a cambiare gli equilibri della maggioranza che sostiene Monti e quelli interni al Pdl. La sconfitta - adesso è anche l´ex premier a sostenerlo - sarà la conferma che la linea di sostegno al governo «non paga».

Dopo le amministrative «cambia tutto, cambierò tutto» ha ripetuto in una sorta di consiglio di guerra permanente coi dirigenti forzisti della prima ora. Li ha voluti rivedere e sentire uno a uno, tra Palazzo Grazioli e Arcore, per tutta la scorsa settimana. Due volte con Antonio Martino, poi per ore con Marcello Dell´Utri e Giancarlo Galan a Villa San Martino, ma anche Daniela Santanché e Giuseppe Moles, i contatti telefonici con Franco Frattini, tra gli altri. Il quadrato della vecchia guardia. E non a caso.

Il Cavaliere non ha intenzione di togliere la spina al governo Monti - è stato il refrain - ma ha aperto all´ipotesi sostegno esterno già all´indomani dei ballottaggi del 20 maggio. Tuttavia sono gli scenari interni al partito a impensierirlo di più. Quel «gioco a rompere» che, a suo dire, stanno portando avanti gli ex An La Russa, Gasparri, Alemanno, Corsaro e gli altri a seguire. Ma soprattutto, Berlusconi ha confessato agli interlocutori più fidati di essere impensierito per l´esito degli ultimi sondaggi commissionati alla Ghisleri relativi al gradimento dei dirigenti presso la base. In tutti e tre i rilevamenti, Angelino Alfano è risultato nettamente alle spalle rispetto allo stesso Berlusconi.

«Io non sono più spendibile, non ho alcuna intenzione di ricandidarmi: l´altro giorno sono stato a Monza e mi sono stancato, stufato» ha confidato prima di partire per Mosca. «Ma se le cose stanno così, non posso nemmeno candidare Angelino alla leadership della coalizione». Una segreteria, quella dell´ex Guardasigilli, che il pallottoliere delle amministrative delle sue roccaforti siciliane - da Agrigento a Palermo - potrebbe rendere ancor più claudicante.

Tanto più che in quelle stesse analisi comparate a scalare posizioni sembra essere Daniela Santanché, prima tra le donne e avanti rispetto a quasi tutti gli altri colleghi. Mandata per ciò in avanscoperta nei talk show tv, lei che è paladina della tesi del «sostegno esterno» al governo Monti. A questo punto Berlusconi ha prospettato agli ex forzisti due strade per tentare di ribaltare il pronostico delle Politiche: un leader esterno, e la carta in serbo sarebbe Montezemolo, oppure le primarie aperte nel Pdl.

Ai più insoddisfatti (e quasi con un piede fuori dal partito) incontrati a lungo di persona, da Galan a Martino, il leader ha predicato in queste ore pazienza e prudenza. Ha dato loro ragione sulla «deriva ideologica» che gli ex An starebbero imponendo al Pdl: «Non capiscono che la via da seguire è quella del Ppe italiano, del partito dei moderati, non certo di un partito neogollista».

E il risultato francese di ieri sera - apprezzato non senza entusiasmo da un Cavaliere anti-Sarkò («Ora ridiamo noi») - sarà usato per confermare la tesi. Così pure su Monti. Berlusconi ha ripetuto di non poteri permettere di staccare la spina, «torneremmo nel mirino della speculazione e saremmo additati come i colpevoli». Lo vogliono gli ex An. «Ma è una parte minoritaria e isolata del partito» come l´ha definita ieri sull´Avvenire Frattini. Scatenando una mezza rivolta tra i La Russa e Corsaro: «Saremo pure minoranza ma ci faremo sentire».

È un partito che all´indomani del voto rischia di saltare per aria. Anche per questo Berlusconi tenterà la mediazione del sostegno esterno. Un Ufficio di presidenza, raccontano, potrebbe essere convocato già in settimana. Più probabile che venga riunito subito dopo il ballottaggio: per prendere atto del risultato e tirare le somme. Quel che il l´ex premier ha già suggerito ad Alfano è di chiuderla qui con i vertici "ABC": «Se li facciano Bersani e Casini».

 

 

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