spadafora sabelli

REGALI DI FINE MANDATO - IL 20 DICEMBRE ROCCO SABELLI NON FIRMÒ SOLTANTO LE PROPRIE DIMISSIONE DA PRESIDENTE E AD DI “SPORT E SALUTE”. PRIMA DI LASCIARE L'ENTE CHE GESTISCE I 368 MILIONI DEL FINANZIAMENTO DI STATO ALLO SPORT, SIGLÒ ANCHE SEI ORDINI DI SERVIZIO PER L'ASSUNZIONE E LA PROMOZIONE DI 18 DIVERSE FIGURE PROFESSIONALI - MA SPADAFORA ORA HA BLOCCATO TUTTO…

Matteo Pinci per “la Repubblica”

 

vincenzo spadafora foto di bacco

Nella frenetica giornata del 20 dicembre scorso, Rocco Sabelli non firmò soltanto le proprie dimissione da presidente e ad di Sport e Salute. Prima di lasciare il timone dell' ente che gestisce i 368 milioni del finanziamento di Stato allo sport, Sabelli siglò anche sei ordini di servizio. Che riguardavano l' assunzione e la promozione di 18 diverse figure professionali. Ordini di servizio diventati oggetto di una missiva recapitata venerdì al reggente di Sport e Salute, il consigliere delegato Francesco Landi, e per conoscenza al collegio dei revisori.

 

Una lettera firmata dal direttore dell' Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio Giuseppe Pierro, ma - si legge - "d' ordine del Ministro", ossia su esplicita richiesta di Vincenzo Spadafora, titolare del Ministero dello Sport: l' ultima prova della "sintonia mai nata" tra i due, come scriveva Sabelli nella sua lettera di dimissioni.

 

VINCENZO SPADAFORA GIOVANNI MALAGO'

La lettera chiede a Sport e Salute "una relazione avente oggetto ordini di servizio e incarichi di collaborazioni esterne disposti nel mese di dicembre 2019" e "in particolare quelli dal numero 11 al numero 16" del 2019. Ossia i 6 con data 20 dicembre, stesso giorno delle dimissioni di Sabelli.

 

In tutto il mese, sarebbero una quarantina di persone a beneficiare dei provvedimenti , che faranno impennare i costi per la società partecipata al cento per cento dal Ministero dell' economia e finanze di alcune centinaia di migliaia di euro all' anno. Per questo la lettera chiede di spiegare "in modo circostanziato l' ammontare complessivo dei maggiori costi sostenuti", "le motivazioni delle scelte operate" e "l' eventuale sussistenza di precedenti informative al Cda".

vincenzo spadafora francesco landi foto mezzelani gmt 09

 

Da giorni a Palazzo H quei sei ordini di servizio erano diventati oggetto di discussioni. In tempi di "esuberi", colpiva l' assunzione ex novo di Giusy Dini, ex dipendente dello studio legale Ghiretti, e Maria Teresa D' Angelo, ex dipendente Coni, entrambe con la qualifica più alta dopo i dirigenti. E alla promozione con retribuzione superiore a quella dirigenziale di Annalisa De Luca, rientrata dall' aspettativa dopo un incarico nello staff dell' ex Sottosegretario Giorgetti.

 

GIANCARLO GIORGETTI ROCCO SABELLI

A dicembre è anche stata confermata la collaborazione di Giuseppe Sammartino, il capo staff di Sabelli, l' incarico di "Assistenza e supporto nello sviluppo delle attività di Comunicazione e Affari Generali", a 115 mila euro annui: la stessa cifra percepita per i primi sei mesi, per non sforare il tetto dei 240 mila euro previsti nella retribuzione pubblica, visto che Sammartino ha già una pensione di 125 mila euro.

 

Per la legge Madia, però, potrebbe avere incarichi nella pubblica amministrazione solo a titolo gratuito. Una delle spine su cui Spadafora chiede chiarimenti, impugnando implicitamente la striscia di promozioni. In attesa che la palla passi a chi erediterà la guida di Sport e Salute.

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