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CHI SPIA CHI, LA VERSIONE DI PALAZZO CHIGI - PARAGON NON HA ANCORA “REVOCATO” IL CONTRATTO CON IL GOVERNO PER VIOLAZIONI DEL CODICE ETICO. ANZI, QUEL CONTRATTO CON I SERVIZI ITALIANI, MAI RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE, SAREBBE ANCORA IN ESSERE – CROSETTO: “FORSE BASTEREBBE PENSARE A CHI PUÒ UTILIZZARE QUEGLI STRUMENTI OLTRE AI SERVIZI”. QUASI A SEGNALARE UNA CERTA CONSUETUDINE DELLE PROCURE ITALIANE CON STRUMENTI SPYWARE, ANCHE SE I PM NEGANO - QUALCUNO IN MAGGIORANZA EVOCA UN DISEGNO "INTERNAZIONALE" CONTRO IL GOVERNO E UNISCE I PUNTINI: ABEDINI E L'IRAN, ALMASRI E LA LIBIA, GLI SPYWARE E LE TENSIONI NEI SERVIZI….

Estratto dell’articolo di Francesco Bechis per “il Messaggero”

 

spyware Paragon

Un giallo tira l'altro. Le fughe di notizie sull'intelligence italiana, l'intreccio internazionale del caso Almasri. Ora il polverone intorno allo "spyware" Paragon, il software della società israeliana usato per spiare giornalisti e attivisti. Palazzo Chigi passa al contrattacco. Parte dalla fine, la storia ancora tutta da chiarire di uno spionaggio digitale ai danni, fra gli altri, del direttore di Fanpage Francesco Cancellato e di Luca Casarini, a capo dell'Ong Mediterranea.

 

GIOVANNI CARAVELLI - FOTO LAPRESSE

Il governo nega fermamente di utilizzare strumenti simili contro giornalisti - sette i cellulari "bucati" secondo la denuncia di Meta - e sul punto domani riferirà al Copasir il direttore dell'Aise Giovanni Caravelli. Mentre dalle stanze che affacciano su Piazza Colonna filtra una smentita delle indiscrezioni apparse sulla stampa internazionale, a partire dall'inglese Guardian.

 

No, l'israeliana Paragon non ha ancora «revocato» il contratto con il governo italiano per violazioni del codice etico. Anzi, come hanno fatto sapere due giorni fa fonti governative a questo giornale, quel contratto con i servizi italiani, mai riconosciuto ufficialmente, sarebbe ancora in essere.

 

GUIDO CROSETTO - GIORGIA MELONI

Almeno per il momento. Intanto sull'hackeraggio dei cellulari al centro dello spy-gate lavora l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale guidata dal prefetto Bruno Frattasi. E incaricata da Palazzo Chigi di "verificare" di fatto la versione fornita da Meta su come lo spyware "Graphite" è riuscito a prendere possesso dei sette telefonini incriminati.  […]

 

Sulla vicenda è tornato ieri il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Penso che le spiegazioni siano molto più semplici di quanto venga ipotizzato. Forse basterebbe pensare a chi può utilizzare quegli strumenti oltre ai servizi», commenta lapidario. Quasi a segnalare una certa consuetudine delle procure italiane con strumenti del genere, anche se i pm negano.

LO SPIONAGGIO SUI GIORNALISTI - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

 

Il tempo dirà. E se qualcuno in maggioranza evoca un disegno "internazionale" contro il governo e unisce i puntini di un inizio anno degno di una Bond-story- Abedini e l'Iran, Almasri e la Libia, gli spyware e le tensioni nei Servizi - la linea ufficiale è troncare e sopire. Come fa Crosetto: «Mi auguro che non ci siano mai scontri all'interno dei corpi dello Stato, tra corpi dello Stato, così come tra poteri».

 

Da Palazzo Chigi in queste ore è partita una forte frenata sulla narrazione di una guerra intestina agli apparati …..«per i primi diciotto mesi di legislatura non un solo vertice dei Servizi è stato toccato». E l'uscita di scena anticipata di Elisabetta Belloni, dal vertice del Dis a consigliera di von der Leyen? «Una sua scelta - sussurrano da Chigi - era già pronta una proroga e una legge ad hoc per farla restare...».

spyware whatsappspyware computer

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