netanyahu khamenei biden

STA PER SCOPPIARE UN’ALTRA GUERRA IN MEDIORIENTE? – SECONDO GLI USA, TEHERAN E' PRONTA A PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI: L’IRAN HA ARMATO 100 MISSILI CRUISE CON I QUALI COLPIRE ISRAELE. L’ATTACCO È UNA RITORSIONE PER VENDICARE IL RAID DELLO STATO EBRAICO CONTRO IL CONSOLATO DI IRANIANO DI DAMASCO – LE PORTAEREI DELLA MARINA AMERICANA IN MEDIORIENTE SI PREPARANO A DIFENDERE ISRAELE, BIDEN AVVERTE L’AYATOLLAH KHAMENEI: "NON ATTACCATE". MA L'IRAN MINACCIA ANCHE GLI AMERICANI – I QUATTRO SCENARI IN CAMPO, TRA I QUALI QUELLO IN CUI TEHERAN POTREBBE MANDARE AVANTI GLI HOUTI - HEZBOLLAH ALZA LA TENSIONE LANCIANDO 40 RAZZI DAL CONFINE LIBANESE CONTRO L'ALTA GALILEA...

CENTO MISSILI CRUISE, ASSET MILITARI E DRONI: «COSÌ L’IRAN SI PREPARA ALL’ATTACCO IMMINENTE CONTRO ISRAELE»

Estratto dell’articolo di Alessandro D’Amato www.open.online

 

test missilistico iraniano

Cento missili a traiettoria variabile pronti a colpire. E gli altri asset militari in movimento. Tra cui droni e missili cruise. Gli Stati Uniti hanno registrato un aumento dei movimenti militari all’interno dell’Iran. In vista di un attacco a Israele. Per vendicare il colpo contro l’ambasciata a Damasco, che ha portato la morte di due alti rappresentanti della guardia rivoluzionaria islamica.

 

L’obiettivo degli attacchi sono «molteplici obiettivi all’interno di Israele». E il rischio è che nell’operazione «possano essere coinvolti alleati di Teheran. Le dichiarazioni alla Cnn di una fonte vicina all’intelligence Usa fanno crescere la tensione in Medio Oriente e nel mondo per l’attacco «imminente» di Teheran. Mentre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden chiede all’Iran di fermarsi.

 

netanyahu biden

Secondo i funzionari dell’intelligence Usa l’attacco potrebbe avvenire entro una settimana. Non è chiaro se dal territorio dell’Iran. «La minaccia è molto chiara e credibile», ha detto una delle fonti. «Hanno preparato le basi per condurre l’attacco adesso. Aspettavano solo il momento giusto». Gli Stati Uniti hanno diverse forze militari in Medio Oriente. Ma è probabile che l’Iran non le prenda di mira per non scatenare vendette. […]

 

ISRAELE, WSJ: USA POSIZIONANO NAVI GUERRA PER DIFESA DA IRAN

(ANSA) - Il Wall Street Journal riporta che gli Stati Uniti hanno spostato le navi da guerra in posizione per proteggere non solo Israele ma le proprie forze in Medio Oriente, in mezzo alla crescente preoccupazione che l'Iran possa lanciare un attacco diretto contro lo Stato ebraico.

iran missile test

 

Gli Stati Uniti si aspettano che l'Iran effettuerà "attacchi contro molteplici obiettivi all'interno di Israele" e che nell'operazione "potrebbero essere coinvolti alleati di Teheran". Lo riferiscono alla Cnn un alto funzionario dell'amministrazione Biden e una fonte vicina all'intelligence Usa.

 

 

L’IRAN ATTACCHERÀ DAVVERO ISRAELE? LE 4 IPOTESI IN CAMPO

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

[…] All’opposto molte fonti ribadiscono che l’Iran è attento ad evitare un conflitto diretto con Israele o persino gli Stati Uniti, infatti i due alleati non per caso hanno ammonito che vi sarebbe una contro-risposta sottolineata dalla mobilitazione di forze e dallo spostamento di unità da parte del Pentagono «per accrescere la deterrenza».

 

PORTAEREI AMERICANA NEL MEDITERRANEO

I diplomatici ed esperti hanno considerato ogni scenario, con preoccupazioni reali che si sono sovrapposte alla guerra psicologica, «giocata» dai due contendenti a fini interni ed internazionali.

 

Ipotesi 1: l’Iran attacca basi militari di Israele con droni kamikaze e missili

La tesi numero 1: un’azione massiccia con droni-kamikaze e missili a lungo raggio, concentrata su siti militari. La base sul Monte Meron al confine con il Libano, snodo importante, potrebbe essere uno dei target. Oppure postazioni sulle alture del Golan. L’incursione «a sciame» servirebbe per superare lo scudo antiaereo israeliano, ben collaudato.

JOE BIDEN SI FA IL SEGNO DELLA CROCE DAVANTI A NETANYAHU

 

Ipotesi 2: l’Iran compie un attacco mirato con missili terra-aria

La tesi 2: un attacco mirato eseguito con missili terra-terra, circoscritto. Una ripetizione di quanto fatto dai pasdaran a gennaio contro una presunta «installazione» del Mossad a Erbil (Kurdistan iracheno), a Idlib (Siria) dove furono colpite posizioni dei ribelli/Isis, in Pakistan nei confronti dei separatisti baluchi.

 

ALI KHAMENEI IN PREGHIERA PER LA FINE DEL RAMADAN

I guardiani hanno nel loro arsenale un buon numero di vettori con i quali ingaggiare l’avversario, in terra come in mare. Più volte navi collegate a Tel Aviv, in modo diretto o indiretto, sono state oggetto di strike in acque lontane.

 

Ipotesi 3: l’Iran fa compiere la vendetta ai suoi alleati

La tesi numero 3: la vendetta è lasciata alle milizie, schieramento raccolto dall’Asse della resistenza che vede impegnati gruppi iracheni, siriani, libanesi, palestinesi, afghani e yemeniti (gli Houthi).

ALI KHAMENEI hassan rouhani

 

Ipotesi 4: l’Iran colpisce una sede diplomatica di Israele all’estero

La tesi numero 4: un colpo contro una sede diplomatica dello Stato ebraico, obiettivo analogo a quello centrato da Israele a Damasco con l’eliminazione di numerosi ufficiali. Un’operazione, però, che comporterebbe una scelta terroristica. A questo proposito vengono citati precedenti gravi avvenuti in Argentina, come le stragi dell’ambasciata israeliana (1992, 29 morti) e della sede dell’Associazione ebraica (1994, 85 le vittime). Proprio ieri un tribunale argentino ha stabilito che i massacri sono stati compiute da terroristi sciiti dell’Hezbollah su ordine dell’Iran. […]

 

HEZBOLLAH

Estratti da "Il Messaggero"

(...) Ma a preoccupare è anche la rete di milizie legate all'Iran. Quelle che si muovono in Iraq, Siria, a Gaza e in Cisgiordania, ma soprattutto Hezbollah, che ieri sera ha lanciato quaranta missili contro l'alta Galilea. Il capo di stato maggiore israeliano, il generale Herzi Halevi, ha spiegato che le Tsahal sono «pronte in qualsiasi momento e contro qualsiasi scenario».

ribelli houthi

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)