ignazio marino water cesso

STORIA BUFFA DI VENTOTTO MESI DA SINDACO DEL “MARZIANO” MARINO - LA SCOPERTA DI “MAFIA CAPITALE”, IL GIUBILEO E LE TELEFONATE A BERGOGLIO, LA CHIUSURA DI MALAGROTTA, LA PANDA ROSSA IN DIVIETO DI SOSTA NELL'AREA PEDONALE E LE PUNTUALI ASSENZE OGNI VOLTA CHE SERVIVA UNA SUA (ANCHE) SIMBOLICA PRESENZA

Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”

 

ignazio marino

Messia quando entrò in Campidoglio, amministratore naive delle pratiche amministrative. Capitano con istinti da suicidio politico nei marosi delle polemiche, innovatore nelle battaglie che l' hanno caratterizzato. Insofferente arruffone o boicottato visionario a seconda delle letture.

 

Ignazio Marino, sempre e comunque «Marziano» nei suoi 28 mesi da sindaco. Due anni o poco più densi di fatti storici, non tutti innescati dal primo cittadino. Come il crollo del sistema Mafia (che mafia per ora non è) Capitale e lo scioglimento di Ostia per le infiltrazioni dei clan. O il Giubileo di Bergoglio, subìto dal chirurgo genovese fino ad andarci a sbattere.

 

maria elena boschi ignazio marino

Ma anche pieni di cambiamenti voluti dal chirurgo in prima persona: la pedonalizzazione dei Fori, la chiusura di Malagrotta, l' approvazione del progetto stadio della Roma, la celebrazione delle nozze gay in Campidoglio, la lotta ai camion bar in centro, la candidatura (sfumata) alle Olimpiadi 2024.

 

Obbiettivi che Marino ha voluto e con determinazione portato a termine. E forse avrebbe meritato di gestire Roma per tutti i cinque anni previsti se per i rifiuti, ad esempio, il progetto (varato con Daniele Fortini all'Ama) era di accompagnare il fine vita di Malagrotta con un nuovo sistema di impiantistica, poi accantonato in cambio del nulla che c'è oggi.

ignazio marino er piu matto

 

Quello che per unanime valutazione dei commentatori è mancato all' ex senatore è stata la capacità di convivere con le inevitabili critiche e trappole che ha trovato al pari di chiunque sieda sulla poltrona di sindaco. E così di lui si ricorderanno anche le infinite gaffes e le piccole furbizie dalle gambe corte. La predilezione per la bici, ostentata oltre il reale utilizzo. La Panda rossa in divieto di sosta nell' area pedonale (bastava forse starci attento in attesa di vedersi dare ragione). L'insulto alla donna che lo contestava a San Lorenzo («Ha solo due neuroni») e le tardive scuse.

 

Ma soprattutto le puntuali assenze ogni volta che serviva una sua (anche) simbolica presenza. Era ai Caraibi senza rientrare nei giorni del funerale al boss Casamonica. Era negli States quando il consiglio dei ministri decideva i fondi per del Giubileo (sbloccati perfidamente dal nemico Renzi solo dopo le sue dimissioni e quando aveva nominato Gabrielli commissario di gestione).

ignazio marino su chi 6

 

Marino era altrove anche mentre i black bloc impazzavano in centro o la città si allagava. Avrebbe fatto bene a restare a Roma pure quando scelse di essere a Filadelfia col Papa, pensando di essere al posto giusto e tornando invece con il colpo di grazia alla sua immagine («Non l'ho invitato io», Bergoglio dixit).

 

Difficile anche la valutazione politica del suo mandato (12 giugno 2013- 30 ottobre 2015). Da un lato i nove assessori su dodici cambiati (tre volte quello al Bilancio, vi ricorda qualcuno?) in modo spesso burrascoso, dall'altro il terreno scavato sotto i suoi piedi dal Pd che doveva sostenerlo e pensava erroneamente di poterne gestire a proprio vantaggio la popolarità.

SOSTEGNO A IGNAZIO MARINO

 

Alla fine Marino si è dimesso il 12 ottobre, ci ha ripensato 18 giorni dopo, è tornato al cospetto dell'aula Giulio Cesare ed è stato sfiduciato in blocco da 26 consiglieri comunali, 21 dei quali del centrosinistra (Sel e il vice sindaco Luigi Nieri erano usciti da tempo dalla giunta). Complotto, boicottaggio?

 

Come per la spinta antipolitica, Marino e i suoi fan anche in questo sono stati precursori dei Cinque Stelle, sempre pronti a identificare un nemico alle porte e a scacciarlo con un tweet. Anche l'inchiesta su scontrini e onlus può essere letta in questo modo: svicolando, negando, sminuendo, camuffando il fatto di essere indagato (anche qui: vi ricorda qualcuno?) fino ad ammettere tardivamente e a dirsi pronto a versare di tasca propria l'eventuale maltolto. E forse la questione in sé non sarebbe stata per forza dirimente: la lettura opposta della stessa norma data in primo e secondo grado di giudizio sarebbe anzi un argomento a sostegno della buona fede.

 

IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

Ignazio Marino, che fu uno dei fondatori del Pd, torna invece a fare il chirurgo all'estero, accantonando per ora il bellicoso proposito di rientro in politica e al Campidoglio come aveva fatto intuire dopo l'assoluzione in primo grado. Ci riproverà dopo la Cassazione? Come il personaggio di Flaiano al quale si è ispirato, o forse no, per il titolo della sua biografia in fascia tricolore, il Marziano rischia di diventare uno dei tanti. E che, come scriveva Paolo Franchi sul Corriere, rischia di avere «una rappresentazione vagamente surreale, e ossessivamente ripetitiva, di se stesso».

IGNAZIO MARINO PARRUCCHIERE ROCCOla scorta di marino travolge un fotografo 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!