GLI ATTENTATI DI PARIGI AIUTANO HOLLANDE: IL PRESIDENTE PIÙ IMPOPOLARE DI FRANCIA RECUPERA 21 PUNTI NEI SONDAGGI - ANCHE IL PICCIONE CHE LO HA SPORCATO SULLA SPALLA AL CORTEO LO HA RESO PIÙ SIMPATICO

merkel hollandemerkel hollande

Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera

 

È nato, o meglio rinato, un presidente. Non che François Hollande si sia inventato all’improvviso una nuova personalità in due settimane: è sempre lui, quello infinite volte criticato nei primi due anni e mezzo all’Eliseo. Ma nei giorni terribili delle stragi di Parigi i tratti di carattere di Hollande si sono rivelati dei pregi, ciò di cui la Francia aveva bisogno. 
 

Calmo senza essere freddo, empatico e degno, determinato ma non tronfio, il presidente finora più impopolare della V Repubblica ha trovato subito il tono giusto la sera di mercoledì 7 gennaio, il giorno della strage a Charlie Hebdo , quando è apparso in diretta tv per dire ai francesi «niente riuscirà a dividerci». La sua parola preferita — rassembler , riunire — che in passato Hollande è sembrato ripetere qualche volta per stanchezza, ha preso una forza nuova, quella di quattro milioni di persone che domenica 11 si sono riunite nelle strade di tutta la Francia. 
 

NETANYAHU 
HOLLANDE 
NETANYAHU HOLLANDE

Dall’inverno 2012 il sondaggio Ifop ha inflitto colpi tremendi, inesorabili e regolari al presidente che fu normale, ma per la prima volta ieri ne ha consacrato lo stato di grazia: balzo eccezionale di 21 punti, Hollande ormai raggiunge quota 40% di popolarità. «Si tratta di un caso rarissimo nella storia dei sondaggi di opinione — dice Frédéric Dabi della società Ifop —. Il solo episodio analogo riguarda François Mitterrand durante la guerra del Golfo del 1991, quando conquistò 19 punti di popolarità (comunque inferiori ai 21 di Hollande, ndr )».

parigi   manifestazione per charlie hebdo e la liberta' di espressione  i politici   hollande merkelparigi manifestazione per charlie hebdo e la liberta' di espressione i politici hollande merkel

 

L’altro uomo politico che rafforza i suoi consensi è il primo ministro Manuel Valls, autore il 13 gennaio di un trascinante discorso all’Assemblea nazionale con ovazione di tutti i deputati (tranne i due del Front National). Valls aumenta di 17 punti e arriva al 61% di popolarità. L’aspetto delicato di questa rinnovata fiducia dei francesi nel loro presidente e nel suo primo ministro è che arriva all’indomani di attacchi terroristici senza precedenti che hanno fatto 17 morti. Qualsiasi trionfalismo sarebbe scandaloso. Ma se Hollande balza in alto nei sondaggi è proprio perché ha dato l’impressione di non volere sfruttare la tragedia.

manifestazione a parigi   cameron e hollandemanifestazione a parigi cameron e hollande

 

I suoi avversari sono apparsi meno sereni: Marine Le Pen non è stata invitata ufficialmente alla manifestazione di Parigi e quindi ha preferito non partecipare, ma alla fine la sua assenza si è rivelata complicata da giustificare. Nicolas Sarkozy invece c’era, ma fotografi impietosi hanno documentato il suo darsi da fare di gomito per conquistare la prima fila nella foto di gruppo dei capi di Stato. Il web lo ha punito con centinaia di fotomontaggi: ecco Sarkozy accanto a Stalin nella foto di Yalta, con Neil Armstrong sulla Luna, Sarkozy con i Beatles sulle strisce a Abbey Road, in mezzo a Michelle e Barack Obama che si abbracciano, e così via. 
 

hollande arriva alla sede di charlie hebdohollande arriva alla sede di charlie hebdomanifestazione a parigi   hollande e junckermanifestazione a parigi hollande e juncker

Hollande, glielo hanno riconosciuto anche all’opposizione, ha realizzato un sans-faute , percorso netto. Il presidente che per due anni e mezzo ha fatto diluviare per ore in ogni occasione ufficiale — non era colpa sua, ma comunque —, alla marcia di domenica è stato accompagnato dal sole e persino da un arcobaleno.

 

Pure il piccione che lo ha sporcato sulla spalla, proprio mentre consolava i superstiti di Charlie Hebdo , gli ha reso servizio: «È stato il modo migliore per uscire dalla cappa di emozione e simbolismi di questi giorni — ha detto il vignettista Luz —. Hollande, e pure il piccione, possono venire a trovarci in redazione quando vogliono». Puro spirito Charlie Hebdo.

 

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In quei giorni spaventosi Hollande non si è agitato, ha guidato le operazioni delle forze dell’ordine senza proclami ma con efficacia, ha abbracciato Merkel ma soprattutto i parenti delle vittime. «Il Paese è cambiato — ha detto ieri a Le Monde —, e con esso lo sguardo che rivolge alla mia presidenza». Il difficile sarà, nei prossimi mesi, conservare almeno una parte del nuovo consenso. 

 

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