SUI MIGRANTI SI FRANTUMA ANCHE LA SINISTRA – I SOCIALISTI EUROPEI FANNO I CONTI CON UNA FRATTURA PROFONDA TRA LA RIGIDA LINEA DELLA PREMIER DANESE, METTE FREDRIKSEN, E QUELLA PIÙ “APERTURISTA” DELLO SPAGNOLO PEDRO SANCHEZ – NESSUNO HA IL CORAGGIO DI SBUGIARDARE LA POLITICA DI COPENAGHEN, CHE HA ATTACCATO IL PREMIER SPAGNOLO: OGNUNO HA LA SUA ESTREMA DESTRA DA CONTENERE (L’ELETTORATO È CONTRARIO ALL’ACCOGLIENZA) – NEL MIRINO FINISCE IRATXE GARCIA PEREZ, CAPA DEI SOCIALISTI E DEMOCRATICI AL PARLAMENTO UE. SOLO IL PD AVREBBE I NUMERI PER PROPORRE UN’ALTERNATIVA, MA ELLY SCHLEIN NICCHIA PER PAURA DI CONTE
Mette Frederiksen Giorgia Meloni
(Agenzia_Nova) - La crisi migratoria di Ceuta, l'exclave spagnola sulla costa africana, ha fatto emergere una profonda frattura all'interno della famiglia socialista europea, contrapponendo il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez alla prima ministra danese Mette Frederiksen e alimentando interrogativi sulle possibili conseguenze per il Partito dei socialisti europei (Pse) e per il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) al Parlamento europeo.
Lo riferisce l'edizione europea del potale "Politico", secondo cui il confronto riguarda direttamente il diverso approccio alla politica migratoria: Frederiksen, fautrice da anni di una linea restrittiva, il primo agosto si e' unita ad altri leader dell'Unione europea nell'accusare Sanchez di aver indebolito la sicurezza delle frontiere comunitarie dopo l'ingresso di decine di migliaia di migranti nell'exclave spagnola.
PEDRO SANCHEZ - GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY NARDI PER DOMANI
La posizione della premier danese ha provocato la reazione dell'eurodeputato socialista spagnolo Javi Lopez e dell'ex ministro italiano Peppe Provenzano, che la scorsa settimana hanno scritto al Pse accusando Frederiksen di essersi allineata alla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni invece di mostrare solidarieta' a un governo guidato da un altro partito socialista.
Secondo nove eurodeputati e funzionari S&D interpellati da "Politico", tuttavia, il centrosinistra europeo appare sostanzialmente paralizzato dalla necessita' di conciliare interessi nazionali e priorita' politiche differenti.
elly schlein e pedro sanchez - Global progressive mobilitation
"Dobbiamo sviluppare una strategia e restare uniti", ha dichiarato l'eurodeputato Vytenis Andriukaitis, membro della presidenza del Pse, riconoscendo che all'interno della famiglia socialista "gli approcci su questo tema sono un po' diversi".
Secondo Andriukaitis, la priorita' dovrebbe essere mantenere un'impostazione umanitaria sulla migrazione senza accentuare le divisioni interne, mentre l'estrema destra starebbe utilizzando il dossier migratorio proprio per approfondire tali fratture.
La questione dovrebbe arrivare ai vertici del Pse prima del Consiglio europeo di ottobre, mentre la leadership del gruppo S&D dovrebbe discuterne nella seconda o terza settimana di settembre. Fonti interne citate da "Politico" ritengono pero' possibile che prevalga la scelta di evitare uno scontro aperto.
A frenare un'eventuale offensiva contro Frederiksen contribuirebbe anche la forte solidarieta' tra i partiti socialdemocratici nordici: "Nessuno vuole davvero uno scontro con i danesi, perche' allora tutti gli scandinavi reagirebbero", ha spiegato un eurodeputato socialista.
La crisi ha inoltre alimentato ipotesi su una possibile contestazione della leadership di Iratxe Garci'a Pe'rez, considerata politicamente vicina a Sanchez, alla guida del gruppo S&D. Secondo quattro funzionari del gruppo, tuttavia, soltanto la delegazione italiana avrebbe numeri sufficienti per promuovere un'alternativa, ma la segretaria del Partito democratico (Pd) Elly Schlein non avrebbe interesse ad aprire questo fronte.
Schlein e' infatti impegnata a mantenere in Italia l'alleanza di opposizione alla maggioranza di governo insieme al Movimento 5 Stelle (M5s) e ai Verdi, e un maggiore coinvolgimento nella guida dei socialisti europei potrebbe accentuare le divergenze con i partner italiani.
"Dobbiamo concentrarci sulle elezioni. Non ci interessa la leadership del gruppo", ha spiegato una fonte italiana. Secondo "Politico", dunque, le divergenze sulla migrazione restano profonde e investono direttamente l'identita' politica del centrosinistra europeo, ma proprio il rischio di una rottura tra le sue diverse componenti nazionali potrebbe spingere il Pse e il gruppo S&D a evitare, almeno nel breve periodo, una resa dei conti aperta.
pedro sanchez elly schlein
Pedro Sanchez
pedro sanchez elly schlein
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