hillary clinton bernie sanders

SUICIDIAMOCI A SINISTRA - HILLARY VINCE LE (INUTILI) PRIMARIE DI WASHINGTON, RIFIUTA IL CONFRONTO TV CON SANDERS, E IL VECCHIO SENATORE CHE HA GIÀ PERSO CONTINUERÀ A SFIANCARLA FINO ALLA CONVENTION - TRUMP STRAVINCE E HA ANCHE LA FORTUNA DI ESSERE CONTESTATO DA GENTE CHE MENA E VIENE ARRESTATA: TUTTI VOTI IN PIÙ

1.USA 2016: HILLARY VINCE PRIMARIE WASHINGTON

hillary clinton da ellen degenereshillary clinton da ellen degeneres

 (ANSA) - Hillary Clinton vince le primarie nello Stato di Washington, un successo che puo' aiutarla ad uscire dall'angolo in cui tenta di spingerla Bernie Sanders ma che non le fa ottenere alcun delegato. Nelle primarie democratiche in questo Stato, infatti, non sono in palio delegati, sono gia' stati assegnati con i caucus tenutisi in marzo, dove Sanders ha incassato 74 delegati contro i 27 dell'ex first lady.

 

2.USA 2016: CLINTON CONCENTRATA SU TRUMP,NO A DIBATTITO SU FOX

 (ANSA) - Hillary Clinton ha rifiutato di partecipare all'ultimo dibattito televisivo con Bernie Sanders in California, moderato dalla rete Fox News. Si tratta dell'ennesimo segnale che oramai l'ex first lady e il suo staff sono concentrati completamente sulla lotta contro il rivale repubblicano Donald Trump.

 

bernie  sanders hillary clintonbernie sanders hillary clinton

"Gareggeremo duramente nei rimanenti stati delle primarie e in particolare in California, ma la nostra attenzione e' dedicata anche alla minaccia di una presidenza Trump", ha spiegato la portavoce di Hillary, Jennifer Palmieri. "Crediamo che il tempo di Hillary Clinton sia impiegato meglio incontrando direttamente gli elettori in tutta la California - ha aggiunto - e preparando una campagna elettorale che garantisca un nuovo mandato democratico alla Casa Bianca".

 

3.SANDERS, NON SORPRESO DA NO HILLARY A DUELLO TV

 (ANSA) - "Sono deluso ma non sorpreso dalla non volonta' del segretario Hillary Clinton di fare un dibattito prima delle grandi primarie in California": cosi' il candidato presidenziale democratico Bernie Sanders ha commentato il rifiuto dell'ex segretario di stato, sua rivale nella corsa alla Casa Bianca, ad un duello in tv prima del 7 giugno, data delle primarie della California, che mettono in palio in numero altissimo di delegati.

hillary clinton  bernie sandershillary clinton bernie sanders

 

4.USA 2016: SANDERS CHIEDE RICONTA VOTI PRIMARIE KENTUCKY

 (ANSA) - Bernie Sanders ha chiesto di ricontare i voti delle primarie democratiche in Kentucky, dove Hillary Clinton lo scorso 17 maggio si e' imposta di un soffio. Lo rende noto la campagna del senatore candidato alla Casa Bianca.

 

5.USA 2016: MEDIA USA, TRUMP VINCE PRIMARIE WASHINGTON

 (ANSA) - Donald Trump ha vinto le primarie repubblicane nello Stato di Washington. E' la proiezione di vari media Usa. Con oltre il 50% delle schede scrutinate e' al 76%. Anche se vincesse tutti i 44 delegati in palio comunque non raggiungerebbe ancora la maggioranza per conquistare ufficialmente la nomination.

 

6.USA 2016: TENSIONI A RADUNO TRUMP; ARRESTI

bernie sandersbernie sanders

 (ANSA) - La polizia ha riferito di aver effettuato alcuni arresti ad Albuquerque, New Mexico, all'interno dell'edificio dove il candidato presidenziale repubblicano ha tenuto un comizio. Durante l'intervento il tycoon e' stato ripetutamente interrotto dai suoi oppositori che hanno gridato, mostrato cartelli di protesta e hanno opposto resistenza all'intervento della polizia.

 

Trump li ha derisi dicendo loro 'andate a casa dalla mamma'' e a uno di loro ha chiesto 'quanti anni ha questo bambino? Ha ancora i pannolini'. I fan del magnate hanno replicato cantando 'costruire il muro', un riferimento al muro che Trump vuole erigere al confine col Messico. Tafferugli anche all'esterno con le forze dell'ordine, che secondo l'Ap hanno usato lo spray urticante e lacrimogeni, anche se la polizia smentisce. I manifestanti hanno bruciato e lanciato t-shirt e altri oggetti con lo slogan di Trump, 'Make America Great Again'.

 

 

7.SANDERS NON MOLLA HILLARY: NO AL DUELLO TV PRIMARIE A OLTRANZA

Federico Rampini per “la Repubblica

 

bernie sanders evo moralesbernie sanders evo morales

Il nome di Tafazzi non è entrato nel linguaggio politico americano. Ma la sostanza delle accuse di Hillary Clinton a Bernie Sanders evoca proprio quello: una sinistra autolesionista, che fa del suo meglio per perdere. Restando in corsa per la nomination, Bernie starebbe danneggiando la favorita. L’irritazione di Hillary traspare dal suo “gran rifiuto” di ieri: ha negato a Sanders un duello televisivo prima delle primarie in California. Per far pressione su Sanders scendono in campo molti esponenti del partito, da ultimo il senatore di New York Chuck Schumer.

 

Ma c’è da stupirsi, se Bernie non si ritira? Come minimo, pur piazzandosi secondo per voti e delegati, vuole arrivare alla convention di luglio per condizionarla. E costringere Hillary a sposare una piattaforma più di sinistra sui temi sociali che gli stanno a cuore. Ma non ha abbandonato la speranza (sia pure remota) di poter battere Hillary in California e con un colpo simile rimettere in discussione la nomination.

bernie sanders hillary clintonbernie sanders hillary clinton

 

La sua pervicacia, vista dal versante di Hillary, è distruttiva. Prolunga lo scontro interno al partito democratico. Radicalizza i seguaci di Sanders, rendendo più difficile ricompattare tutte le anime della sinistra in vista dello scontro finale. Distrae Hillary da quello che dovrebbe essere lo sforzo principale, cioè attaccare Donald Trump.

 

 Insomma è la solita sindrome della sinistra radicale che gioca a far perdere i suoi? Anche perché Sanders nel linguaggio che usa per condannare l’establishment politico venduto alle lobby, non sembra fare molte distinzioni tra politici democratici e repubblicani. Un po’ come Ralph Nader, il candidato verde che nel 2000 prese un misero 0,4 % dei voti, sufficienti però (con l’aiuto dei brogli e della Corte suprema) a regalare la Casa Bianca a George Bush. Alla fine Sanders si macchierà di una colpa storica, agevolando la vittoria di Trump?

 

La narrazione che viene dal campo di Sanders è molto diversa. E gli sviluppi degli ultimi giorni impongono di prestarle almeno un po’ di attenzione. Anzitutto le primarie: ne ha vinte molte nell’ultima tornata, compreso il caucus di Washington. Poi i sondaggi.

bernie  sanders hillary clintonbernie sanders hillary clinton

 

Per quel che valgono, dicono che è in atto una spettacolare rimonta di Trump sulla Clinton, il tycoon newyorchese avrebbe annullato l’ampio vantaggio di Hillary e sarebbe ormai al pareggio virtuale. Al contrario, in caso di duello Sanders-Trump gli stessi sondaggi continuano ad assegnare a Sanders una decina di punti di vantaggio. Infine c’è l’ennesimo scandalo o presunto scandalo di molestie sessuali che Trump ha tirato fuori contro Bill Clinton. Sondaggi e scandali convergono nel dire una cosa: Hillary ha molte debolezze, che si possono riassumere in una sola, lei è percepita come un’esponente dell’establishment.

 

Con tutti i segni negativi che questo comporta: dal peso della sua storia passata, ai legami con Wall Street. La novità della prima donna che può diventare presidente viene quasi cancellata dal fatto che questa donna è una professionista della politica da sempre, fa parte di quelleélite contro le quali soffia impetuoso il vento del populismo. Sanders fa politica da una vita anche lui, ma è sempre rimasto ai margini dell’establishment, in tutti i sensi. Non era neppure iscritto al partito.

bernie sandersbernie sanders

 

È senatore di un piccolo Stato rurale del profondo Nord. È sempre stato una voce fuori del coro. Non ha preso soldi dalle lobby. Per questo Sanders si sente non solo autorizzato ma obbligato a continuare la sua campagna: convinto che per battere Trump è proprio lui il cavallo giusto. D’altronde ha dalla sua un precedente storico: anche Hillary nelle primarie del 2008 andò avanti a oltranza prima di cedere le armi a Barack Obama.

 

Naturalmente i ragionamenti sui sondaggi sono effimeri. Valgono oggi, non descrivono quel che può accadere in 5 mesi. Non tengono conto di quel che accadrà nel calore dello scontro finale. Per esempio, mentre Trump è stato veloce a sfoderare gli scandali dei Clinton, finora ha attaccato raramente Sanders.

 

Se il senatore del Vermont arrivasse davvero in finale, la destra lo denuncerebbe come un pericoloso socialista, pronto a sferrare una formidabile stangata fiscale su tutto il ceto medio per finanziare progetti “statalisti” come il sistema sanitario nazionale. Sanders respinge le accuse di lavorare per il re di Prussia, e alla Cnn dichiara: «Se la nomination andrà alla Clinton, farò di tutto per impedire che Trump conquisti la Casa Bianca».

BERNIE SANDERS LAS VEGASBERNIE SANDERS LAS VEGAS

 

 

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