SVELATO IL MISTERO: FASSINO E BAZOLI ERANO SULLA BARCA OFF-SHORE DI UN BEL TIPINO, TUTTO DA LEGGERE: GIORGIO FANTONI, UN ARCITALIANO DA ANTOLOGIA

Alberto Crepaldi e Giorgio Meletti per Il Fatto quotidiano

È la maledizione delle Cayman. Pier Luigi Bersani è stato trascinato in tribunale dal finanziere Davide Serra, il supporter di Matteo Renzi che l'anno scorso si sentì diffamato dalle parole del leader Pd sui paradisi fiscali: "Chi ha base alle Cayman non dovrebbe permettersi di dare consigli". Intanto il sindaco di Torino, Piero Fassino, che è appena salito sul carro di Renzi, viene beccato dalla blogger Consuelo Canducci mentre sbarca su un'isola greca, in compagnia del presidente di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, dal lussuosissimo yacht "Electa", 38 metri di puro lusso, celebrato dai principali siti di yachting: costruito nel 1990 dai cantieri Ccyd di Venezia su progetto di Ron Holland, arredato dall'architetto Tommaso Spadolini. Ha posto per dieci passeggeri e sei membri dell'equipaggio. Se manca il vento dispone di due motori da 800 cavalli e un serbatoio da 16 mila litri (25 mila euro per un pieno).

È proprio vero che chi trova un amico trova un tesoro. Fassino e Bazoli hanno trovato un tesorone. L'amico fortunato che regala fortunate vacanze all'ex segretario del Pci di Torino e al sobrio banchiere si chiama Giorgio Fantoni, ha 87 anni ben portati, e rivendica una giovanile partecipazione alla guerra partigiana, proprio come il padre di Fassino. Solo che dall'opposizione al nazismo ha fatto molta strada e ha finito per arruolarsi nella battaglia contro il fisco italiano.

La Electa, che porta il nome della casa editrice di cui Fantoni fu proprietario, è di stanza allo Yacht Club di Monaco, e nel Principato Fantoni risulta residente. La barca è di proprietà della società Tigerbridge Limited, con sede all'isola di Man, paradiso fiscale situato tra la Gran Bretagna e l'Irlanda. Fantoni ne risulta proprietario al 99 per cento. Il restante 1 per cento è della Alcor, società che ha sede a Guernsey, una delle isole del canale della Manica.

Fassino, che nella celebre telefonata con Gianni Consorte, dopo il mitico "abbiamo una banca?", mostrava qualche lentezza nell'afferrare la complessa tela societaria che il boss di Unipol stava tessendo per conquistare la Bnl, avrà avuto tutto il tempo della navigazione per farsi spiegare dall'amico Fantoni la geografia delle sue residenze fiscali. Ma è probabile che abbiano più piacevolmente rievocato le origini della loro amicizia.

Erano gli anni 80 e Fassino era stato incaricato da Enrico Berlinguer di collaborare ai tentativi di salvataggio della Einaudi, la prestigiosa casa editrice che stava in pessime acque. Guido Accornero, manager torinese che se ne occupava, ha raccontato che fu proprio Fassino a presentargli Fantoni, il quale comprò l'Einaudi attraverso la Electa, di cui era proprietario insieme a Massimo Vitta Zelman.

L'operazione, chiusa nel 1987, si rivelò un colpaccio. Prima i due soci si associarono con la Mondadori di Carlo De Benedetti, formando la Elemond di cui tennero il 51 per cento. Poi, quando la Mondadori finì in mano a Silvio Berlusconi e tutta la sinistra italiana temeva di vedere il prestigioso marchio dello struzzo in mano al capo della destra, Fantoni fu abilissimo: esercitò l'opzione cosiddetta put che aveva contrattato con De Benedetti, e mollò il 51 per cento a Mondadori per 131 miliardi di lire, ma nello stesso tempo fece credere a tutti di essere stato vittima dell'espansionismo berlusconiano. Il numero uno di Mondadori, Franco Tatò, spiegò di essere stato costretto a svenarsi per un'operazione che mai avrebbe fatto, ma passò l'idea che fossero parole di circostanza, lacrime di coccodrillo.

CON I SOLDI INCASSATI,
Fantoni e Vitta Zelman comprarono subito la Skira, prestigioso marchio dell'editoria d'arte, che subito ha iniziato una intensa attività di collaborazione con le banche, tra cui Intesa Sanpaolo, per la quale ha stampato numerosi volumi fotografici giubilari. Fantoni, che è persona di indubbio fascino personale e culturale, ha conquistato facilmente l'amicizia di un uomo colto come Bazoli, che nel 2008 l'ha designato come consigliere della Fondazione Cini di Venezia, dove il presidente (da molti anni Bazoli) ha il potere di nominare cinque membri del consiglio: insieme a Fantoni scelse un altro noto uomo di cultura, l'imprenditore tunisino Tarek Ben Ammar.

Anche con Bazoli l'ormai anziano imprenditore veneziano può aver rievocato i bei tempi. Dieci anni fa la Skira è entrata in affari con la Rcs Mediagroup, di cui Bazoli è grande azionista attraverso Intesa Sanpaolo e dominus per designazione dell'avvocato Gianni Agnelli in punto di morte. Dopo anni di collaborazione la Rcs ha di fatto assorbito Skira, che dal 2006 è consolidata nel bilancio del gruppo.

Di tutto questo, la sera a cena nel quadrato o nel ristorantino greco, i tre hanno potuto chiacchierare piacevolmente e con cognizione di causa: Fassino ha appena nominato il suo predecessore Sergio Chiamparino alla presidenza della Compagnia di San Paolo, la fondazione torinese che è primo azionista di Intesa Sanpaolo con il 10 per cento del capitale.

All'inizio del 2013 Chiamparino è stato grande sponsor dell'ennesimo rinnovo al vertice di Bazoli, nonostante avesse varcato la soglia degli 80 anni. Una mano lava l'altra e tutt'e due reggono il timone della lussuosa barca di Fantoni. Richiesti di un commento sulle loro vacanze intelligenti, sia Fassino che Bazoli hanno opposto un asciutto no comment, in nome della privacy.

 

FASSINO E BAZOLI IN BARCAlo yacht di fantoni, electaDeBenedetti Bazoli Geronzi ELECTAGIOVANNI BAZOLI FOTO ANSA TARAK BEN AMMARBERLUSCONI E DEBENEDETTI IN UNA IMMAGINE DEGLI ANNI

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)