trump russiagate

SVOLTA NEL RUSSIAGATE, IN ARRIVO I PRIMI ARRESTI: TREMANO GLI UOMINI DI TRUMP – NEL MIRINO PAUL MANAFORT, EX RESPONSABILE DELLA CAMPAGNA PRESIDENZIALE, E MICHAEL FLYNN, EX CONSIGLIERE PER LA SICUREZZA DELLA CASA BIANCA – LA PRESIDENZA SI PREPARA ALLA BATTAGLIA LEGALE

Francesco Semprini per la Stampa

 

TRUMP FLYNN MANAFORT

Mancano ventiquattr' ore a quello che è considerato il giorno della resa dei conti del Russiagate, lo scandalo sulle presunte interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali americane, che hanno decretato la vittoria di Trump. Domani saranno infatti resi noti i nomi delle persone coinvolte nella vicenda, nei confronti delle quali sono stati spiccati i primi capi di imputazione.

 

E pertanto, secondo la procura, meritevoli di arresto. Si tratta del primo passo in quello che potrebbe diventare il processo Russiagate, risultato della maxi-indagine condotta dal procuratore Robert Mueller. Massimo riserbo per ora sui nomi dei possibili accusati, spiega la Cnn, la prima a diffondere la notizia, così come i capi di accusa convalidati dal giudice. Ma tutto sarebbe pronto per l' intervento di un tribunale federale di Washington.

 

Dall' intera vicenda, iniziata oltre un anno fa alla fine della fase delle primarie di Usa 2016, sono emersi alcuni nomi noti che si pensa possano essere tra i primi finiti nel mirino di Mueller. Il primo è Paul Manafort, ex responsabile della campagna presidenziale di Trump, e Michael Flynn, ex consigliere per la Sicurezza della Casa Bianca.

 

FLYNN TRUMP

Entrambi a vario titolo coinvolti in legami sospetti con Mosca. I media statunitensi hanno tirato in ballo persino Jared Kushner, marito di Ivanka Trump e genero del presidente, sospettato di contatti con ambienti legati al Cremlino.

 

È il 14 giugno 2016 quando il Democratic National Committee annuncia di essere stato bersagliato da pirati della rete di provenienza russa. A questa data si fa risalire lo scoppio del Russiagate. Un hacker di nome Guccifer 2.0 pubblica documenti del Dnc compromettenti per Hillary Clinton e, poco dopo, WikiLeaks divulga circa 20 mila email che confermano le trame democratiche per mettere fuori gioco Bernie Sanders. Il tutto avviene nel bel mezzo delle Convention. La presidente del Dnc, Debbie Wasserman Schultz, si dimette per salvare l' ex First Lady.

 

Si ipotizza che fedelissimi dell' entourage trumpiano abbiano legami col Cremlino, tanto da agevolare l' intervento dei pirati della rete russa.

 

TRUMP FLYNN - 2

Il 17 agosto Donald Trump nomina Kellyanne Conway come manager della sua campagna e Steve Bannon come ceo, mettendo in panchina Paul Manafort, il più compromesso con la Russia. Lui si dimette. Ma a insediamento avvenuto l' anello debole della catena risulta Michael Flynn, il generale nominato da Trump suo consigliere per la Sicurezza nazionale. Emerge che il militare ha avuto contatti con i russi, in particolare con l' ambasciatore Kislyak, durante la campagna e immediatamente dopo la sua nomina, pur non avendone titolo in quanto il suo incarico alla Casa Bianca non è ancora esecutivo. Flynn si dimette a metà febbraio tra le ire del presidente, che inveisce contro media e fake news.

PROCURATORE SPECIALE MUELLER

 

Il 20 marzo il capo dell' Fbi James Comey conferma al Congresso che l' indagine su Flynn prosegue, mentre emergono nuove prove su Manafort e i suoi servigi al soldo del Cremlino. Il 9 maggio Comey viene silurato dal tycoon perché non in grado di gestire a dovere il Russiagate.

Trump spiega come a raccomandare il licenziamento sia stato il vice ministro della Giustizia Rosenstein, che al suo posto nomina Mueller.

DONALD TRUMP FLYNN

 

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