bruno tabacci

TABACCI, L'ULTIMO VERO DINOSAURO DELLA PRIMA REPUBBLICA - BELPIETRO: "DA ANNI ATTRAVERSA L'ARCO COSTITUZIONALE, RIMANENDO PERÒ SEMPRE A GALLA. EX DC "BASISTA", PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA PER VOLERE DI DE MITA. POI LE POLTRONE IN ENI, SNAM, EFIBANCA E AUTOSTRADE DELLA CISA. RITORNA IN POLITICA CON L'UDC, POI CREA "LA ROSA BIANCA" SFIORITA LA QUALE FONDA "ALLEANZA PER L'ITALIA" - NEL 2011 SI FA NOMINARE ASSESSORE AL BILANCIO DEL COMUNE DI MILANO, GIUNTA PISAPIA. POI FONDA "CENTRO DEMOCRATICO". RACCOGLIE RESPONSABILI PER CONTE E CON L'ARRIVO DI DRAGHI RIMEDIA UNA POLTRONA DA SOTTOSEGRETARIO…"

Maurizio Belpietro per "la Verità"

 

BRUNO TABACCI SI PRENDE LE DELEGHE ALLE POLITICHE SULLO SPAZIO

Conosco Bruno Tabacci da una vita, ma il sottosegretario mantovano (è nato a Quistello 74 anni fa) per me resta un mistero. È un uomo a modo, cortese e furbo, cresciuto a pane e politica, con un passato in numerosi consigli di amministrazione di grandi aziende e banche e una lunga storia da parlamentare della Repubblica. Tuttavia, se dovessi definire chi sia in realtà mi risulterebbe difficile. Tabacci è un ufo della politica, un onorevole non identificato che da anni attraversa l'arco costituzionale, passando da sinistra a destra e da destra a sinistra, rimanendo però sempre a galla.

 

CIRIACO DE MITA BRUNO TABACCI

Di lui si parla poco, anzi pochissimo, ma è sulla scena da mezzo secolo: forse è l'ultimo vero dinosauro della prima Repubblica. Gli esordi sono in provincia, nella campagna padana, ovviamente tra le fila della Dc. La corrente a cui si iscrive fin da principio è quella di Giovanni Marcora, leader della Base, ossia del gruppo scudocrociato più sensibile ai temi sociali. Infatti quando, agli inizi degli anni Ottanta, Marcora passa dall'Agricoltura alla guida del ministero dell'Industria, Tabacci gli siede accanto: capo dell'ufficio studi dell'importante dicastero.

 

CARLO ROMANO BRUNO TABACCI

E quando Marcora muore trasloca alla segreteria tecnica del ministero del Tesoro, con Giovanni Goria. È l'inizio di una scalata, perché nel 1987, per volere di Ciriaco De Mita, diventa presidente della Regione Lombardia, incarico che manterrà fino al 1989, quando la stella del leader di Nusco comincerà ad appannarsi. Certo, con Arnaldo Forlani, un coniglio mannaro (copyright Giampaolo Pansa), Tabacci ha poco da spartire e infatti in quel periodo è costretto a sparire.

 

tabacci

Poi, con l'arrivo di Tangentopoli e le accuse che annientano i partiti di governo a cominciare dalla Dc, la sua carriera politica sembra giunta al capolinea. Inchieste, processi, finanziamenti, un'onda che pare travolgerlo, come in effetti travolgerà decine di suoi colleghi. E invece no, rieccolo dopo un po', ossia dopo qualche anno trascorso fra Eni, Snam, Efibanca e Autostrade della Cisa, poltrone ben remunerate per chi ne ha persa una in Parlamento.

 

tabacci

Tabacci ritorna in pista a metà degli anni Novanta, non più con la sinistra Dc, che se n'è andata con il Pds e con l'Ulivo, trasformandosi nel Ppi, ma con la destra Dc, ossia con Pier Ferdinando Casini e la Casa delle libertà. È il 2001 quando si riaffaccia in Parlamento, eletto nel collegio 9 della Lombardia, sempre in provincia di Mantova. Il suo partito, l'Udc, lo sostiene quale presidente della commissione parlamentare che si occupa delle attività produttive, di commercio e turismo.

 

bruno tabacci, manfred schullian al quirinale

Nel 2006 è rieletto, sempre con Casini e i suoi fratelli, anche se pende dalla parte di Marco Follini, un ex dc che poi se ne andrà con Romano Prodi. Tabacci resiste un po', ma si capisce che durerà poco e infatti crea con Savino Pezzotta e Marco Baccini la Rosa bianca. Alle elezioni del 2008 si candida premier, ma riesce a entrare in Parlamento solo grazie all'intesa fra il suo gruppo e l'Udc. Passato un anno ed eccolo di nuovo in movimento: sfiorita la Rosa bianca, fonda l'Alleanza per l'Italia, questa volta con Francesco Rutelli, al quale è sfiorita la Margherita.

 

Il minuscolo partito con l'ex sindaco di Roma non deve dargli però molte soddisfazioni, perché nel 2011, tra la fondazione di una cassa di credito e l'altra, si fa nominare assessore al Bilancio del comune di Milano, giunta Pisapia. Cosa c'entri un democristiano della prima Repubblica con un ex parlamentare che aspira a rifondare il comunismo non si sa. E infatti anche qui la coabitazione dura poco, perché le dimissioni arrivano un anno e mezzo dopo, giusto il tempo di partecipare a nuove elezioni con Centro democratico, partito fondato con Massimo Donadi, ex Italia dei valori, e affondato presto. Nel mentre, Tabacci ha trovato tempo di candidarsi contro Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi per la leadership del centrosinistra: inutile dire che perderà.

 

MAGI DELLA VEDOVA TABACCI BONINO

Così arriviamo nel 2014, quando aderisce al gruppo parlamentare denominato Per l'Italia, ma passati quattro mesi, l'irrequieto ex presidente della Lombardia è capolista di Scelta europea alle elezioni per il Parlamento di Bruxelles. Nonostante 10.000 preferenze non ce la fa, e dunque resta a Montecitorio. Tuttavia, Tabacci non è uomo che si perda d'animo, così nel 2018 mette a disposizione di Emma Bonino il simbolo di Centro democratico, contribuendo alla nascita di + Europa, di cui diverrà presidente, salvo poi lasciare perché contrario alla linea di opposizione al governo Conte. Vi chiedete che cosa c'entri uno come Tabacci con Pisapia, Rutelli, Bonino e compagnia cantante?

 

bruno tabacci

Niente, ma l'ex allievo di Marcora ed ex parlamentare dell'Udc è fatto così: è un uomo generoso. Tanto generoso che dopo cambia nome al suo movimento, aggiungendo un Italiani in Europa per poter accogliere meglio qualche fuoriuscito dai 5 stelle. Il meglio l'ufo di Montecitorio lo darà però nei giorni della crisi del Conte bis, quando il suo minuscolo partito si trasformerà in un'arca di Noè per accogliere chi teme che la caduta dell'ex avvocato del popolo si trasformi anche nella propria, con lo scioglimento delle Camere. Sulla barca dei cosiddetti Responsabili salgono in tanti, alcuni sono ex grillini, altri ex forzisti, ma c'è anche un'onorevole del Pd e un ex leghista.

 

Il gruppo è una tale macedonia che si fa chiamare Europeisti-Movimento autonomista italiani all'Estero-Centro democratico: manca solo un chiaro riferimento alla pace nel mondo, alla difesa dell'ambiente e a Papa Bergoglio e poi c'è tutto. Purtroppo, nonostante gli sforzi di approntare una scialuppa di salvataggio per Giuseppe Conte, il governo naufraga e a Palazzo Chigi si insedia Mario Draghi. Pensate a questo punto che la nave di Tabacci affondi?

STALIN TABACCI

 

Niente affatto, perché morto (politicamente parlando) un presidente del Consiglio, se ne fa un altro, e dunque ecco l'onorevole non meglio identificato offrire i suoi servigi all'ex governatore della Bce. In cambio, Tabacci rimedia una poltrona da sottosegretario di Stato, con delega alla gestione delle politiche dello Spazio. Non si tratta di un modo per spedirlo in orbita, cioè fuori dai piedi, dove non possa fare danni, ma, in memoria dei suoi trascorsi da amministratore di aziende pubbliche, di un incarico delicato per seguire un settore strategico, ossia le aziende che operano nel settore aerospaziale.

 

PISAPIA TABACCI

Neanche il tempo di insediarsi, che scoppia il caso del figlio assunto in Leonardo, il gruppo pubblico che fabbrica elicotteri, aerei, elettronica per la Difesa e per la sicurezza, ovvero proprio ciò di cui si occupa Tabacci. A seguito dello scandalo, il fondatore del Centro democratico restituisce le deleghe, ma tiene l'incarico di sottosegretario e il posto per il figlio.

 

Ovviamente, il pendolo dell'uomo che da mezzo secolo attraversa i partiti, passando da destra a sinistra e viceversa, neanche in questi giorni ha smesso di oscillare. In passato, quando ancora la Dc era una cosa seria, a Enzo Scotti, per sette volte ministro e per altrettante deputato, fu affibbiato il soprannome di Tarzan, per l'abilità con cui si aggrappava a una corrente dopo l'altra dello Scudocrociato, riuscendo sempre a rimanere attaccato al potere.

bruno tabacci

 

Ma a confronto di Tabacci, l'onorevole che diede vita alla corrente del Golfo (da napoletano si alleò ad Antonio Gava) era un dilettante. Scotti infatti rimase sempre nella foresta democristiana, mentre l'ufo di Montecitorio passa da una parte all'altra oltrepassando i confini di partito. Per lui, Casini, Rutelli, Bonino, Donadi, Pisapia, Conte o Draghi pari sono. Nella collezione mancano solo Salvini e la Meloni e poi potrà dire di aver completato l'album. Nel frattempo, la famiglia è sistemata.

MARXISTI PER TABACCI bruno tabacci MARXISTI PER TABACCI MARXISTI PER TABACCI MARXISTI PER TABACCI MARXISTI PER TABACCI TABACCI MANGIA LA BANANA

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO