TACI, L’AMICO TI ASCOLTA! - VINCENT CANNISTRARO, EX CAPO DELLA CIA PER L’ITALIA: “SIAMO TUTTI ASCOLTATI DAL GRANDE ORECCHIO. NON CREDO CHE ROMA POSSA ESSER STATA RISPARMIATA”

Ennio Caretto per il "Corriere della Sera"

«Posso dirle alcune cose. Il direttore della National Security Agency e uno o due suoi vice verranno sostituiti tra non molto: mi risulta che in linea di principio Obama lo abbia già deciso. E l'uso del "Megadata", il sistema di sorveglianza elettronica della Nsa, verrà severamente controllato: per ciò che concerne l'Europa, il presidente vuole che sia applicato soltanto all'antiterrorismo e non sconfini nello spionaggio politico o economico.

Obama ne ha abbastanza degli scandali e ha a cuore l'integrità dell'Alleanza atlantica. Gli altri Paesi, tra cui l'Italia, dovranno aiutarlo. Non so se sia noto da voi, ma l'Italia produce sistemi analoghi al nostro e li vende a terzi. Sono sistemi molto sofisticati e il vostro governo, che è al corrente del loro smercio, dovrà sincerarsi che non finiscano in mano a potenziali nemici. C'è urgente bisogno di una regolamentazione globale di questi prodotti e del loro impiego».

Al telefono da Washington, Vincent Cannistraro dichiara che con la raccolta dati elettronica di massa «non esiste più privacy e non esiste più segreto», e che è giunta l'ora di tutelare dalle «intercettazioni universali» i cittadini, le imprese e le nazioni.

L'ex direttore dell'Ufficio italiano della Cia, dell'intelligence del Consiglio di sicurezza della Casa Bianca e dell'antiterrorismo a Washington difende il ricorso al «Megadata» da parte della Nsa, ma ammette che si presta «ad abusi e soprusi». «I progressi di queste tecnologie estreme - osserva - ci hanno colto impreparati. Possiamo essere ascoltati, letti e visti 24 ore su 24. Di più: ignoriamo quasi tutto delle guerre elettroniche clandestine che sono attualmente in corso. Cinque anni fa non era così».

Incominciamo con l'Italia. È stata intercettata decine di milioni di volte come la Francia?

«Non saprei. Ma dovete rendervi conto che "Megadata" è un sistema di intercettazione globale che scatta quando i computer leggono certi nomi o numeri, sentono certi suoni, vedono certe immagini, ecc. Non solo: una volta così allertato, "Megadata" può selezionare i Paesi su cui concentrarsi per qualche tempo. Io lo paragono a un aspirapolvere planetario che si dirige automaticamente dove ce n'è bisogno. Se è vero che la Nsa spia anche sui governi e sulle industrie, cosa di cui non sono affatto sicuro, non credo che Roma, e persino Washington, possano essere state risparmiate».

Lei conosce i sistemi italiani analoghi a «Megadata»?

«Sì e so chi li produce, ma non posso dirvelo. È ovvio che vengono usati per intercettarvi, gli scandali non sono mancati neanche in Italia, ma vengono altresì esportati. E questo potrebbe diventare un problema. Si ricorda il cosiddetto Cocom dei tempi della Guerra fredda, il Comitato di coordinamento? Fu istituito dall'America e dall'Europa per impedire le forniture dei prodotti hi-tech più avanzati al blocco sovietico. Oggi ci vuole qualcosa del genere contro i Paesi fuorilegge. E come le dicevo, ci vuole anche una regolamentazione ragionevole, che sia condivisa da tutti, impresa molto difficile».

Che cosa intende per guerre elettroniche clandestine?

«Soprattutto quelle tra le grandi potenze, come l'America e la Cina o l'America e la Russia. Ma purtroppo ogni tanto hanno luogo battaglie anche tra gli alleati. Nessuno è senza peccato. Chi può garantire ad esempio che saltuariamente il General command headquarters inglese, che è all'altezza della nostra Nsa, non intercetti le comunicazioni di altri Stati europei? Per non parlare poi dello spionaggio privato. Forse il termine è eccessivo, ma è un fatto che server come Google sanno molto di noi. Non a caso l'Europa ha posto loro dei limiti».

Come si sta muovendo Obama?

«Obama vuole che la Nsa operi nella massima legalità e con obbiettivi ben definiti, che prevenga violazioni della privacy e del segreto di Stato degli alleati, che non si presti a operazioni che non hanno nulla a che fare con la difesa dell'America. Sa che in caso contrario ne soffrirebbe anche il rapporto tra i nostri servizi segreti e quelli europei che finora è stato eccellente, e sono consapevoli gli uni delle attività degli altri e viceversa. "Megadata" è stato creato unicamente per sconfiggere il terrorismo, ma è chiaro che viene adoperato anche per altro, sebbene non con la frequenza e la vastità di cui ci accusate».

Il Congresso è d'accordo?

«Non proprio. Le Commissioni all'intelligence della Camera e del Senato, dove si trovano ex agenti dell'Fbi ed ex militari, spalleggiano la Nsa. Per la maggioranza dei loro membri la lotta al terrorismo giustifica quasi tutto. Ma è sbagliato: "Megadata" è indispensabile per debellare il terrorismo, però il suo impiego deve essere selettivo. Non penso che le commissioni accetteranno volentieri la riforma della National Security che il presidente ha in mente e la sostituzione del generale Keith Alexander, il suo direttore. Comunque, Obama prevarrà».

Non ci sarà quindi una crisi di fiducia tra l'America e l'Europa?

«Ritengo di no. La democrazia è radicata da noi e da voi, e quello che ci unisce è molto più importante di quello che ci divide. A poco a poco tutti insieme adotteremo le misure più opportune a imbrigliare i grandi fratelli elettronici. Rassegniamoci però alla realtà dell'era digitale. Una volta si ammoniva: "Taci, il nemico ti ascolta". Adesso si ammonisce anche: "L'amico ti ascolta". Persino la nostra conversazione potrebbe essere intercettata. Ma non è il caso di tacere, anzi».

 

VINCENT CANNISTRARO VINCENT CANNISTRARO IL GENERALE KEITH ALEXANDER national security agency tn sede national security agency SPECIALE LUGLIO I PERSONAGGI PI RAPPRESENTATIVI DEGLI USA EDWARD SNOWDEN YES WE SCAN OBAMA INTERCETTAZIONI intercettazioni email prism article A F DC x

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI ERA MILENA GABANELLI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI QUATTRO COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DI RANUCCI, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”