giuseppe conte - massimo morale della casina valadier - emmanuel macron salvini

MAL DI FRANCIA - CONTE PROVA A RICUCIRE I RAPPORTI CON PARIGI MENTRE SALVINI E DI MAIO CONTINUANO A RANDELLARE MACRON - TRA IL 2000 E IL 2018 SONO STATE REALIZZATE OPERAZIONI ITALO-FRANCESI PER 112 MILIARDI DI EURO CHE, PER I DUE TERZI, HANNO VISTO LORO COME ACQUIRENTI - CANTIERI, TAV, BANCHE E AEREI GLI AFFARI A RISCHIO CON PARIGI…

conte macron

1 - PARIGI CONTE VUOLE RICUCIRE MA I VICEPREMIER INSISTONO

Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

Giuseppe Conte prova a ricucire. Dopo che Emmanuel Macron lunedì ha fatto convocare al Quai d' Orsay l'ambasciatrice italiana Teresa Castaldo per una protesta ufficiale, il premier italiano in una nota parla di «amicizia forte e salda» con la Francia. E il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi garantisce: «Rimaniamo Paesi amici e alleati».

 

giuseppe conte emmanuel macron 5

L' uno-due della parte del governo giallo-verde più attento ai consigli del capo dello Stato Sergio Mattarella però non frena né Luigi Di Maio, né Matteo Salvini, determinati a fare di Parigi il nemico sul fronte dei migranti in vista delle elezioni europee del 26 maggio. In più la Commissione europea, chiamata dal leader 5Stelle a «sanzionare chi sfrutta l' Africa come la Francia», risponde picche: «Nessun Paese europeo fa politiche coloniali. Sarebbe meglio collaborare e dialogare invece di lanciarsi accuse».

 

Il tentativo di mediazione di Conte, dopo le ripetute accuse di «neocolonialismo» coniate da Di Maio e rilanciate da Salvini, scatta a metà pomeriggio. Nella nota, il premier dà un colpo al cerchio: «Dopo ciò che sta accadendo nel Mediterraneo, è legittimo interrogarsi sull'efficacia delle politiche globali che stiamo perseguendo a livello europeo e di singoli Stati, la campagna elettorale può costituire una buona occasione per confrontarsi».

 

CONTE SALVINI DI MAIO BY SPINOZA

E un colpo alla botte: «Questo non vuol dire mettere in discussione la nostra storica amicizia con la Francia e tantomeno con il popolo francese. Questo rapporto rimane forte e saldo a dispetto di qualsiasi discussione politica e continueremo a lavorare con le istituzioni francesi fianco a fianco per trovare soluzioni condivise» sui migranti. Poi, Conte, chiama in causa Bruxelles: «L'Europa deve battere un colpo e intervenire coralmente per sostenere adeguatamente, potenziando il Trust Fund per l'Africa, lo sviluppo economico e sociale dei Paesi africani».

 

L'INCONTRO A BRUXELLES

moavero salvini

Negli stessi minuti, dopo aver incontrato a Bruxelles l'omologo francese Jean-Yves Le Drian in un colloquio «estremamente aperto ed esplicito», Moavero Milanesi prova a minimizzare la portata dello scontro con Parigi catalogandolo più o meno come un duello elettorale: «Restiamo amici e alleati. Naturalmente tra Paesi amici ci possono essere discussioni. Forse ci dobbiamo abituare a questo dibattito anche nei toni verso le elezioni europee che fanno da catalizzatore di una dialettica più vivace».

 

E a una precisa domanda sulle accuse di «neocolonialismo» di Di Maio a Parigi, il ministro degli Esteri risponde: «Può far parte del dibattito europeo domandarsi se e in che modo vadano ridefiniti, ridisegnati, i nostri rapporti con gli Stati africani». E proprio nel giorno in cui Berlino abbandona la missione Sophia per il recupero nel Mediterraneo dei migranti e Angela Merkel e Macron firmano il trattato di Aquisgrana che, di fatto, taglia fuori Roma dal gruppo di testa dell'Unione, Moavero Milanesi garantisce: «Non c'è un rischio di isolamento dell'Italia».

 

MARCON MERKEL

Il tentativo di ricucitura del premier e del ministro degli Esteri non ferma l'offensiva di Di Maio. Anzi. Il leader 5Stelle bacchetta Moavero: «Qualcuno vorrebbe derubricare a campagna elettorale le nostre dichiarazioni sul franco delle colonie, invece è una battaglia di civiltà contro le ipocrisie di Macron e una delle soluzioni per fermare i barconi».

 

Si schiera con i contestatori del presidente d' Oltralpe: «Siamo amici del popolo francese, tant' è, che anche i gilet gialli sono contro il franco Fca». E aggiunge: «Noi non rinunciamo alla legittima richiesta in sede dell' Unione europea di affrontare il tema dello sfruttamento delle risorse africane e della decolonizzazione dell' Africa da parte della Francia, visto che danneggia l' Italia in termini di flussi migratori».

 

L'ATTACCO LEGHISTA

moscovici

Sulla stessa linea resta attestato Salvini: «In Africa c' è gente che sottrae ricchezza a quei popoli, la Francia è evidentemente tra questi. In Libia, Parigi non ha nessun interesse a stabilizzare la situazione, perché ha interessi petroliferi opposti a quelli italiani. Io ho l'orgoglio di governare un popolo generoso, solidale, accogliente e lezioni di bontà e generosità non ne prendiamo da nessuno, men che meno dal signor Macron».

 

E spiega: «Non prendiamo lezioni perché ha respinto in questi anni decine di migliaia di migranti alla frontiera di Ventimiglia, compresi donne e bambini, riportandone alcuni di notte nei boschi piemontesi e lasciandoli, come se fossero bestie». Segue appello: «Sono vicino al popolo francese, spero che possa liberarsi di un pessimo presidente». Non tarda la replica del commissario europeo Pierre Moscovici: «Certe dichiarazioni sono semplicemente ostili, assurde e stupide».

 

2 - CANTIERI, TAV, BANCHE E AEREI GLI AFFARI A RISCHIO CON PARIGI

Cinzia Meoni per “il Giornale”

 

FINCANTIERI MONFALCONE

Forse per una dichiarazione di guerra all' Eliseo si potevano aspettare tempi migliori. La preoccupazione serpeggia negli ambiti finanziari dopo l' attacco dei leader della maggioranza sulla presunta politica economica coloniale di Parigi in Africa e la tensione diplomatica.

 

La crisi potrebbe anche leggersi in un' ottica preelettorale, se non fosse che, proprio mentre sale la tensione con Parigi, sono diversi i fascicoli tricolori sulle tavole di imprenditori, manager e politici d' Oltralpe in attesa di risposte e soluzioni e che potrebbero essere penalizzati. E, d' altro canto, secondo i calcoli di Kmpg, tra il 2000 e il 2018 sono state realizzate operazioni italo francesi per 112 miliardi di euro che, per i due terzi, hanno visto i cugini d' Oltralpe come acquirenti.

 

macron e le maire a saint nazaire Stx

Fonti vicine a Fincantieri riferiscono che si guarda con preoccupazione all' escalation di accuse tra Parigi e Palazzo Chigi. A un anno dalla formalizzazione dell' intesa raggiunta con il governo di Emmanuel Macron e a quasi due dal contratto preliminare di acquisizione del 50% di Stx, i vecchi Chantiers de l' Atlantique, l' accordo è appena stato rimesso in discussione dalla petizione congiunta alla Commissione Europea di Francia e Germania (che proprio ieri hanno rinnovato ad Aquisgrana il trattato di amicizia).

 

L'operazione non necessitava neppure della notifica all' Autorità Ue in quanto non raggiungeva le soglie di fatturato richieste. Ma l' Antitrust francese, a cui si è associato quello tedesco (proprio in Germania ha sede Meyer Werft, il maggiore rivale di Fincantieri), ha ipotizzato che un simile matrimonio potesse nuocere alla concorrenza nel settore della costruzione navale.

 

giuseppe bono (2)

Al di là della pura formalità, un atteggiamento ostile di Parigi potrebbe influire sulla decisione che verrà presa dalla Commssione e sui tempi di perfezionamento di questo matrimonio italo francese a cui è appeso il futuro sviluppo della stessa Fincantieri.

 

E il gruppo guidato da Giuseppe Bono non è il solo a sperare in una distensione. Non sfugge infatti che, in queste ore, il governo stia cercando febbrilmente una sponda per chiudere gli spinosi dossier di ristrutturazione bancari, prima di tutto Carige, commissariata a inizio 2019, ma anche Banca Mps per cui il Tesoro (oggi al 68% del capitale) deve indicare entro giugno, secondo gli accordi presi a luglio 2017 con la Commissione Europea, un percorso di riprivatizzazione da effettuarsi entro il 2021. In entrambi i casi un interlocutore francese (da tempo si guarda al Credit Agricole e a Bnp Paribas) sarebbe più che apprezzato persino dai leader della maggioranza.

volo air france

 

La Francia potrebbe spuntare anche nella definizione di un altro fascicolo bollente: quello di Alitalia. Per il riassetto dell' ex compagnia di bandiera Fs si trova a scegliere tra due alleati industriali: la cordata Air France Klm e Delta, o Lufthansa. E, per ottenere le migliori condizioni per Alitalia, comunque vada è fondamentale che i francesi non si sfilino prima della conclusione delle trattative.

 

Del deterioramento delle relazioni politiche tra i due Paesi potrebbero poi risentire anche gli sviluppi sulla Tav Torino-Lione e la creazione di un' unica rete tlc, attraverso l' integrazione della rete Tim con quella di Open Fiber, un progetto perseguito dal governo e voluto da Elliott, il fondo Usa che un anno fa, con il sostegno della Cassa Depositi e Prestiti, ha spodestato Vivendi dal controllo di Tim. Vivendi tuttavia, con il 23,9% del capitale pagato oro (4,2 miliardi di euro, oggi vale la metà), potrebbe essere d' ostacolo e, nel frattempo, ha già ottenuto il giorno della resa dei conti: l' assemblea del 29 marzo.

vincent bollore

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…