THE DAY AFTER - RIECCO IL PANICO SUI MERCATI E LA PAURA DEL CONTAGIO: CON IL FALLIMENTO DELLA GRECIA, TOCCHEREBBE SUBITO A PORTOGALLO E IRLANDA - MA I DUE PAESI SONO PICCOLI E “GESTIBILI”. IL VERO PROBLEMA SONO SPAGNA E ITALIA, PER CUI IL FONDO SALVA-STATI NON BASTEREBBE - E TORNIAMO SEMPRE ALLA GERMANIA: PRIMA O POI, LA MERKEL DOVRÀ CEDERE A SOLUZIONI Più DURATURE: EUROBOND, MAGGIORI POTERI ALLA BCE, O LA CANCELLAZIONE DEL DEBITO (IN MANO PUBBLICA) DI ATENE…

Maurizio Ricci per "la Repubblica"

Alla fine, la sorte dell´euro dipende da quello che farà Berlino. Tutto, infatti, dicono in coro analisti e commentatori, ruota intorno alle scelte che Angela Merkel si sentirà di fare e dagli impegni che sarà indotta a prendere. Questo vale per le possibilità di una svolta nella politica europea anti-crisi, che la renda più attenta alle esigenze dello sviluppo e meno a quelle dell´austerità.

Ma vale anche, nell´immediato, per gli strumenti necessari a tamponare la nuova tempesta finanziaria che rischia di scaturire dalla bancarotta, verso la quale, secondo molti, è inevitabilmente avviata la Grecia, quale che sia l´effettiva volontà di partiti e governi ad Atene. Ieri, a Madrid, il rendimento sui titoli di Stato decennali ha sfondato quota 6,30 per cento, tornando ai livelli dello scorso novembre.

Anche quelli italiani sono saliti, oltre il 5,70 per cento, ma il punto di rottura, oggi, in Europa, è in Spagna, in un sistema bancario che non ha ancora assorbito lo scoppio della bolla immobiliare degli anni scorsi e l´impatto che questo ha avuto sul sistema industriale - largamente fondato sull´edilizia - del Paese.

LA CRISI IMMOBILIARE
I mercati, infatti, sembrano convinti che neanche l´ultimo tentativo di risanamento delle banche, lanciato dal governo di Madrid (il quarto negli ultimi due anni) sia sufficiente. I 30 miliardi di euro di nuovo capitale richiesti alle banche non basterebbero, infatti, a coprire l´effettiva implosione dei valori immobiliari e, con essi, dei mutui erogati: in buona sostanza, i bilanci delle banche starebbero peggio di quanto ancora appaia. E lo Stato spagnolo, da solo, non ha i soldi per salvare le sue banche. E´ probabile che si giochi su questo fronte la partita dell´euro, se una bancarotta greca avviasse, con un effetto domino, la crisi di altri Paesi, fino a far saltare la moneta unica.

IL DEFAULT MORBIDO
In realtà, la bancarotta greca non è affatto scontata e, anche se avvenisse, non è la stessa cosa che si verifichi un default controllato o meno. La prima ipotesi - quella della bancarotta "morbida" - viene, anzi, considerata da alcuni la soluzione migliore per Atene: meglio che continuare ad accettare, come hanno sinora voluto i partner europei, una megarecessione da austerità. E l´ipotesi sembra far capolino anche nella posizione di alcuni partiti greci. Di cosa si tratta?

Il bilancio greco, se non si considerano gli interessi sul debito, segna, oggi, un disavanzo limitato all´1 per cento del Pil ed è in via di riduzione. Nel momento in cui venisse raggiunto il pareggio, Atene potrebbe pagare stipendi e pensioni, senza aver bisogno di nuovi soldi in prestito. Potrebbe annunciare il default sui debiti in essere, chiedendo di restare nell´euro.

Paradossalmente, ad essere colpiti non sarebbero i mercati, visto che gli investitori privati sono stati appena tosati dalla ristrutturazione del debito di due mesi fa, ma le istituzioni europee, Bce, in testa, che da quella ristrutturazione sono stati esentati. E´ disposta la Germania ad accettare di assorbire queste perdite, senza chiedere la cacciata della Grecia?

Una bancarotta, anche morbida, scatenerebbe, peraltro, i dubbi sui debiti pubblici degli altri Paesi europei. E l´effetto contagio sarebbe enormemente amplificato, nel caso di default non controllato, con uscita di Atene dall´euro. Di fronte alle spettacolo dei risparmiatori greci, che si vedono, dalla sera alla mattina, i conti correnti in euro, trasformati in dracme che valgono la metà, si scatenerebbe una fuga massiccia di risparmi e capitali verso i Paesi considerati più sicuri, come la Germania.

Già oggi, di questa fuga, abbiamo un segnale eloquente sul mercato dei titoli di Stato: al record verso l´alto dei rendimenti dei Bonos spagnoli ha fatto da contraltare, ieri, il record verso il basso dei Bund tedeschi, oggetto di una domanda sempre più massiccia.

LISBONA E DUBLINO
Quali sarebbero le prime vittime del contagio? Portogallo e Irlanda, oggi tenute in piedi dagli aiuti europei. Di fatto, però, Lisbona e Dublino sono già tagliate fuori dall´accesso ai mercati e un´ondata speculativa le colpirebbe in misura limitata. Inoltre, gli 800 miliardi di euro del Fondo salva-Stati sarebbero sufficienti a metterle al riparo. Nonostante l´ottimismo dei funzionari europei, è dubbio, invece, che questi soldi siano sufficienti, se il contagio si allargasse, come è probabile, a Spagna e Italia.

Perché sono proprio le banche spagnole (e, subito dopo, quelle italiane, pesantemente esposte verso il Tesoro) il bersaglio verso cui si dirigerebbe l´ondata di panico. Esistono gli strumenti per tamponare anche una crisi spagnola e italiana, a cui l´euro, probabilmente, non potrebbe sopravvivere? La risposta è sì e non include modifiche ai trattati esistenti. La Banca centrale europea dovrebbe annunciare - ed effettuare - corposi acquisti, sul mercato secondario, di titoli italiani e spagnoli.

Contemporaneamente, dovrebbe aprire un rubinetto di liquidità illimitata alle banche dei due paesi, per assicurarne la sopravvivenza. Alla lunga, la Bce rientrerebbe di questi prestiti, come è avvenuto per la Fed negli Usa. Ma l´impegno, anche se temporaneo, sarebbe considerevole. Se la sente, la Merkel, di accettarlo?

SONDAGGI OTTIMISTI
Anche se multinazionali e grandi banche stanno approntando piani di emergenza, per far fronte alla possibilità di una fine dell´euro, i sondaggi condotti, ad esempio da Morgan Stanley e Credit Suisse indicano che i grandi investitori sono convinti che, alla fine, la moneta comune resisterà. Pensano, infatti, che la rinuncia all´euro sia un prezzo politico troppo pesante per Berlino. E´ possibile che sopravalutino l´impegno europeo della Germania.

 

 

ANGELA MERKELProblema Grecia risolto, Mar MerkelGRECIA RISCHIO DEFAULT Portogallo_scioperoirlandamorgan stanleyCREDIT SUISSE

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…