A TOKYO LA MAFIA RECLUTA PICCIOTTI CON LE BROCHURE! L’INCREDIBILE “CAMPAGNA PUBBLICITARIA” DELLA YAKUZA

Andrea Tarquini per La Repubblica

A AA, cercasi picciotto. Annuncio e brochure evocano copioni di film o libri su Cosa Nostra. Oppure, passando dalla parte del bene, da un'inchiesta del nostro Saviano. Invece no, risposta sbagliata: siamo nell'Impero del Sol Levante. La Yakuza, la potentissima (e a lungo ben tollerata dall'establishment) mafia giapponese, si fa pubblicità. Cerca reclute, ha fame di nuovi giovani.

Perché tra invecchiamento medio della popolazione, e fine della recessione grazie alla politica di iperindebitamento rafforzata dal nuovo premier Shinzo Abe, quindi meno disoccupazione giovanile, i mafiosi sotto il Fujiyama se la vedono brutta. Sempre meno giovani talenti scelgono di entrare nei loro ranghi.

La scoperta recente della Frankfurter Allgemeine (cita un reportage del Sankei Shimbun)
dà da pensare. Ecco cosa è successo. Nientemeno che lo "Yamaguchi- gumi", di gran lunga il più potente dei clan - a volte rivali e a volte alleati - della Yakuza, ha cominciato a diffondere annunci e brochure rivolti al pubblico giovane, ai giovani qualificati e in cerca di lavoro qualificato. Non chiedono più di tagliarsi mezzo mignolo come pegno d'onore.

Vediamo la brochure presentata da una column di Kenichi Shinoda, capo di tutti i capi dello Yamaguchi-Gumi: cari giovani sudditi del Tenno, noi non siamo più quello che eravamo prima. Non guadagnamo più tanto con prostituzione, pizzo o riciclaggio. No, la nostra specialità sono le finanze, i fondi, le operazioni di Borsa. Oppure azioni benefiche per i poveri. E allora dài, vieni con noi, arruolati: avrai una carriera sicura da uomo d'onore, da vero patriota difensore delle tradizioni.

Le autorità non si capisce ancora come abbiano reagito o vogliano reagire. Le leggi di controllo sul crimine organizzato di recente sono state inasprite: non possono più così facilmente fare affari immobiliari in combutta con i molti politici loro amici, né aprire ufficialmente conti intestati ai clan. Eppure gli spazi legali in cui la Yakuza con tutti i suoi clan può muoversi restano ampi, l'appartenenza alla Yakuza da sola non è penalmente perseguibile finché non compi un reato specifico.

Lo Yamaguchi-gumi clan, il più forte, conta circa 17.300 membri. Ma in un anno sono calati di 3300. Entrare nella Yakuza è meno appealing: "deficit spending policy" e ritorno alla grande globale di big come Toyota, Nikon, Canon, Mitsubishi, meno disoccupazione giovanile, insomma meno voglia di saltare la siepe.

Che fare? Lo Yamaguchi-Gumi, con sede a Kobe, la città dei famosi manzi dalla prelibata carne, e gli altri clan, le tentano tutte. Fioriscono giornali, riviste e album manga che esaltano i presunti eroi della Yakuza come dei Robin Hood, colpiscono i ricchi per aiutare i poveri. Non basta: la società è sempre più emancipata, anche le geishe si organizzano e difendono da sole, le normali giovani nipponiche sempre bellissime sono anche sempre più indipendenti. E la concorrenza della mafia cinese ruba sempre più quota di mercato. E allora ben vengano annunci e brochures.

 

 

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