giovanni toti

TOTI SI E’ DIMESSO NON SOLO PER LA DECISIONE DEI MAGISTRATI DI TENERLO AI DOMICILIARI PER 80 GIORNI MA PERCHE’ I SUOI ALLEATI L’HANNO MOLLATO – NESSUNO, A PARTE SALVINI, SI E’ SPESO PER LUI: FORSE HANNO PESATO CERTE SUE SMANIE (FINITE SEMPRE MALE) DI TRASFORMARSI IN LEADER NAZIONALE – IL “CORRIERE”: “OGGI PER TOTI DIVENTA QUASI UN CRUDELE CONTRAPPASSO LA PRESA DI COSCIENZA DELLA PROPRIA IRRILEVANZA. I PARTITI NAZIONALI SI SONO SPESI NEI SUOI CONFRONTI CON MOLTA PARSIMONIA. NESSUNO DEGLI ALLEATI DI GOVERNO HA MAI FATTO SUA LA PARTITA CHE TOTI STAVA GIOCANDO. QUASI CHE LA SUA SOPRAVVIVENZA POLITICA INTERESSASSE SOLO A LUI…”

Estratto dell’articolo di Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

SILVIO BERLUSCONI E GIOVANNI TOTI

[…] Giovanni Toti ha smarrito la strada. E […] anche il messaggio fatto arrivare agli ultimi fedelissimi forse ne è una prova. Ma sarebbe ingiusto considerare la sua caduta come diretta conseguenza del progressivo esaurimento della sua esperienza politica […] Non è stato il collasso di un sistema, che per quanto affaticato non aveva rivali a livello politico. È stata una esplosione inattesa, dovuta all’azione esterna della Procura di Genova, che ha fatto venire giù tutto.

 

Anche per questo, l’ormai ex presidente aveva deciso di mantenere la sua personalissima linea del Piave. Non dimettersi, anche se in pratica era quello che gli veniva richiesto dai magistrati, resistere dettando una linea difensiva che anteponeva gli interessi istituzionali a quelli della persona indagata, e forse trasformare se stesso in uno dei tanti simboli del perenne conflitto tra magistratura e politica.

 

MARCO BUCCI E GIOVANNI TOTI CON IL PESTO

È stato chiaro fin da subito che si trattava di una lotta vana. Non poteva durare. Lo hanno sempre saputo tutti, fin dall’inizio. Tranne lui, che ci ha creduto davvero. Ma […] Non si può fare politica in assenza, non si può lottare per interposto avvocato, se non in un’aula di tribunale. L’impossibilità della scommessa lanciata dall’esilio forzato di Ameglia era questa.

 

Toti ha cominciato a capirlo all’inizio di luglio, quando ha dovuto prendere atto di una serie di decisioni passate sotto silenzio e in apparenza minori, come ad esempio il mancato reinserimento nei ranghi del suo staff, da lui richiesto con forza durante gli incontri politici concessi dalla Procura, che somigliavano molto a una sorta di liberi tutti, ognuno per sé.

 

GIOVANNI TOTI E GIACOMO GIAMPEDRONE

Il senso della fine imminente gli è arrivato addosso il 12 luglio. Quel giorno, ha appreso dai giornali che il presidente facente funzioni, il leghista Alessandro Piana, senza consultarsi con i «suoi» assessori, aveva annunciato «parere politico contrario» della Regione all’installazione di un rigassificatore al largo della costa di Vado Ligure, sovvertendo la decisione presa da Toti, che «nell’interesse del Paese» aveva dato parere favorevole al piano del governo nazionale. A partire da quel momento, è stata solo questione di quando sarebbe successo.

GIANLUIGI APONTE GIOVANNI TOTI

 

Ufficialmente, le dimissioni arrivano per motivi giudiziari […] Ma le vere ragioni di quella che lui oggi sta vivendo come una resa, sono di natura politica. […] Se per molti l’origine delle disgrazie di Toti è dovuto alla necessità di alimentare le proprie ambizioni nazionali, con una serie di fallimenti che lo hanno portato sempre più a trincerarsi nel cosiddetto laboratorio Liguria, oggi per lui diventa quasi un crudele contrappasso la presa di coscienza della propria irrilevanza. I partiti nazionali si sono spesi nei suoi confronti con molta parsimonia, a parte […] Salvini.

GIOVANNI TOTI - GIORGIA MELONI

 

Nessuno degli alleati di governo ha mai fatto sua la partita che Toti stava giocando. Quasi che la sua eventuale sopravvivenza politica fosse una questione privata, che interessava solo al diretto interessato […] Toti non vuole uscire di scena così. […] ha deciso di scegliere per il proprio bene, senza tenere conto delle velate richieste di resistenza che soprattutto all’inizio gli sono state fatte pervenire da Roma nel timore di elezioni anticipate a novembre, insieme a Emilia-Romagna e Umbria.

aldo spinelli flavio briatore giovanni toti

 

Alle prossime elezioni regionali, Toti non ci sarà. «Ma se votiamo subito, diventerà un giudizio sul nostro operato, un referendum tra nuova e vecchia Liguria, tra progresso e restaurazione» è il concetto che ha fatto giungere al suo circolo […]

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