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TRUMP HA UNA PAURA FOTTUTA DI PERDERE LE ELEZIONI DI MIDTERM. A QUESTO SI DEVE LA PARZIALE RETROMARCIA SU MINNEAPOLIS: DOPO AVER RITIRATO UNA PARTE DEGLI AGENTI DELL’ICE, E CACCIATO IL NAZI-COSPLAYER GREG BOVINO, ORA ANNUNCIA: “TUTTI GLI AGENTI AVRANNO TELECAMERE INDOSSABILI” – IL REPUBBLICANO JIM NICHOLSON, EX PRESIDENTE DEL GOP: “PER MINNEAPOLIS RISCHIAMO DI PERDERE ALLE MIDTERM” – I DEMOCRATICI SENTONO LA VITTORIA IN TASCA, MA HANNO PAURA CHE TRUMP NON ACCETTI IL RISULTATO E FORZI LA MANO (LE PROVE CI SONO)

GOVERNO TRUMP, 'BODYCAM SU TUTTI GLI AGENTI A MINNEAPOLIS'

donald trump foto lapresse48

(ANSA) - "Con effetto immediato, stiamo dotando di telecamere indossabili tutti gli agenti sul campo a Minneapolis": lo ha annunciato sui social la segretaria alla sicurezza interna Kris Noem. Donald Trump ha detto di sostenere la mossa.

 

"Non è stata una mia decisione. Lascio la questione a lei. In genere è una misura positiva per le forze dell'ordine, perché impedisce alle persone di mentire su quanto accaduto", ha osservato. Era una delle richieste dei democratici per rifinanziare le attivita' del dipartimento dopo l'uccisione di due manifestanti da parte dell'Ice.

 

alex pretti fermato dall ice a minneapolis

"Non appena saranno disponibili i fondi - ha promesso Noem - il programma di telecamere indossabili verrà esteso a livello nazionale. Acquisiremo e distribuiremo rapidamente telecamere indossabili a tutte le forze dell'ordine del Dipartimento per la Sicurezza Interna in tutto il Paese

 

"ORA PER MINNEAPOLIS RISCHIAMO ALLE MIDTERM MA DECIDE L'ECONOMIA"

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

«Sull'immigrazione - ammette Jim Nicholson - abbiamo molto lavoro da fare, per spiegare cosa sta facendo l'Ice. Alla fine penso che l'economia avrà un impatto più significativo sul risultato delle elezioni midterm, ma non c'è dubbio che questo problema dopo Minneapolis è nella mente di tutti».

 

[…]

 

Jim Nicholson

Come giudica le recenti elezioni nel Texas, dove il candidato democratico ha battuto quello repubblicano con grande margine, in un distretto dominato da Trump alle ultime presidenziali? […] Non è un risultato che la preoccupa, in vista delle elezioni midterm di novembre?

«Negli ultimi otto cicli elettorali è capitato una sola volta che il partito al potere alla Casa Bianca non perdesse il voto di metà mandato, ed era accaduto con George Bush figlio. Quindi abbiamo i precedenti storici contro di noi.

 

L'America poi è divisa a metà, tra i distretti rossi e quelli blu. Saranno elezioni molto combattute ed è possibile che i repubblicani perdano la Camera, come avviene in genere in questi casi».

 

Quindi non vede questa sconfitta in Texas, e anche in altri stati per la verità, come un campanello d'allarme?

«Sì, però mancano ancora nove mesi alle elezioni midterm, e molte cose possono ancora succedere per cambiare la percezione. La gente a breve inizierà a ricevere gli assegni dell'Irs per i rimborsi fiscali e i prezzi della benzina stanno scendendo. Quelli delle case restano una sfida, perché sono ancora insistentemente sballati.

 

donald trump

L'occupazione tiene e non c'è una forte inflazione, tutti elementi che dimostrano la resilienza della nostra economia. Ci sono molte cose positive che sta facendo il presidente Trump, ad esempio con le iniziative per combattere la criminalità e sigillare il confine dagli ingressi degli immigrati illegali. Però sarà un'elezione combattuta, non c'è dubbio».

 

Quindi la questione decisiva per lei resta l'economia?

«Sì, sicuramente sì».

 

[…]

 

kristi. noem stephen miller matrimonio di dan scavino a mar a lago

Il Wall Street Journal scrive che la stessa cosa era accaduta nel 2018. Il consigliere di Trump Stephen Miller aveva imposto la strategia elettorale opposta, ossia puntare sul pugno di ferro contro gli immigrati, invece di fare un passo indietro, e i repubblicani avevano perso le midterm. Come ex presidente del Gop, non teme che questo sia un rischio reale?

«Sì, penso che lo sia. Naturalmente la copertura fatta dai media degli avvenimenti di Minneapolis è stata molto di parte, però non c'è dubbio che abbiamo molto lavoro da fare per spiegare cosa stanno facendo gli agenti dell'Ice nelle strade delle città americane. Anche in questo caso, la percezione è diventata molto negativa, e questo è sempre rilevante in politica».

 

 

agenti dell ice accerchiano e uccidono alex pretti a minneapolis 3

IL PRESIDENTE USA E LA SUA CERCHIA TEMONO LA SCONFITTA A NOVEMBRE: ALLO STUDIO MOSSE SU COME «CONDIZIONARE» IL VOTO MA I DEM VALUTANO GIÀ LE CONTROMISURE

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

Fino a tre mesi fa i democratici temevano che l’onda lunga dell’elezione di Donald Trump nel 2024 avrebbe spinto i repubblicani alla vittoria anche nel voto di midterm e oltre.

 

Oggi, con gli indici di popolarità del presidente in caduta verticale e dopo una serie d’inattese vittorie dei progressisti in elezioni locali in ogni parte d’America, l’ultima sabato scorso in Texas, la riconquista dei favori dell’elettorato viene data quasi per scontata.

 

Ma emerge un nuovo timore: quello di una vittoria negata dall’attuale governo che, non accettando nemmeno di prendere in considerazione la possibilità di perdere, potrebbe condizionare in vari modi il voto.

 

DONALD TRUMP CON STEPHEN MILLER NEL 2017

[…] Accusare qualcuno di crimini non ancora commessi è inaccettabile, ma il governo ha già manifestato in vari modi l’intenzione d’intervenire: con gli ordini esecutivi di Trump (parzialmente impugnati dalla magistratura) che modificano alcune regole del voto e in molti Stati potrebbero impedire (o limitare moltissimo) il voto postale, ma anche con pratiche estreme di ridisegno dei collegi elettorali, in modo da creare nuove «riserve di caccia» della destra.

 

È già avvenuto: queste revisioni vengono fatte ogni 10 anni e ne beneficiano, sia pure in misura ridotta, anche i democratici. Stavolta Trump, temendo la sconfitta a novembre, ha imposto una revisione «supplementare», fuori dalle scadenze.

 

E poi il ministero della Giustizia che in Minnesota e in molti altri Stati ha chiesto le liste degli elettori e i loro dati personali e il blitz del sequestro di tutti gli atti del voto del 2020 nella più vasta contea della Georgia.

TULSI GABBARD IN GEORGIA

 

Con l’intento dichiarato di mettere sotto accusa quella struttura elettorale: un’operazione che sa d’intimidazione e interferenza politica, visto che la magistratura non aveva riscontrato irregolarità, mentre ora al blitz dell’Fbi ha voluto essere presente Tulsi Gabbard, messa da Trump alla guida dei servizi segreti Usa.

 

Gabbard stessa il giorno dopo ha parlato col presidente che poi, collegato in vivavoce, si è congratulato con gli agenti federali per il lavoro fatto. […]

 

Se tutto questo non bastasse, c’è anche un presidente pentito per non aver fatto sequestrare dalla Guardia nazionale le macchine elettorali negli Stati nei quali è stato sconfitto nel 2020 e che, mentre viene bocciato dagli americani in tutti i sondaggi, afferma che le elezioni di novembre gli paiono superflue: gli straordinari successi del suo primo anno di presidenza, dice, sono già garanzia di un esito delle urne a lui favorevole.

 

tulsi gabbard al funerale di charlie kirk

E allora giovedì scorso, durante un incontro annuale degli amministratori locali democratici, i segretari di Stato delle regioni progressiste hanno cominciato a pianificare una serie di contromisure da adottare nel caso di tentativi di interferenza nel voto.

[…]

 

La Casa Bianca nega di voler interferire nelle elezioni e accusa i democratici di montare una caccia alle streghe. La presenza di militari armati nei pressi dei seggi elettorali, poi, è espressamente vietata da una legge. Ma chi crede che gli agenti anti immigrati rispetterebbero questo divieto quando il capo del tribunale federale del Minnesota, un giudice repubblicano, dichiara che nel solo mese di gennaio l’Ice ha violato gli ordini delle corti più di quanto alcune agenzie federali abbiano fatto in tutta la loro esistenza?

agenti dell ice accerchiano e uccidono alex pretti a minneapolis 2

 

E, allora, si mobilita anche la stampa progressista: il board editoriale del New York Times in un lungo articolo lancia l’allarme, chiede ai cittadini di vigilare, offrirsi come scrutatori, sostenere le organizzazioni che controllano la correttezza delle operazioni elettorali. Mentre David French, uno dei commentatori più autorevoli, invita a tenere alta la guardia, memore della «mancanza di immaginazione» di 5 anni fa quando nessuno, nonostante il rifiuto di Trump di accettare la sconfitta elettorale, era arrivato a ipotizzare un assalto al Congresso.

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