milena gabanelli dataroom vladimir putin donald trump

TRUMP E I SUOI TRAMANO PER SFASCIARE L’UNIONE EUROPEA – L’HERITAGE FOUNDATION, IL THINK TANK AMERICANO ULTRA CONSERVATORE CHE SUGGERISCE A “THE DONALD”LA STRATEGIA POLITICA, APPOGGIA E FINANZIA ASSOCIAZIONI DELL’ULTRADESTRA SOVRANISTA EUROPEA VICINE A PUTIN – MILENA GABANELLI E CLAUDIO GATTI: “MOSCA E WASHINGTON SONO IMPEGNATE IN CAMPAGNE AUTONOME MA PARALLELE, ENTRAMBE INTESE A IMPEDIRE UNA MAGGIORE INTEGRAZIONE DELL’UE. UN’EUROPA FRAMMENTATA RAFFORZA IL PRESIDENTE AMERICANO SUL FRONTE DELLA POLITICA ESTERA, ECONOMICA E DEI NEGOZIATI COMMERCIALI” – IL RUOLO DI ORBAN COME CAVALLO DI TROIA DI MOSCA – VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI E CLAUDIO GATTI

 

Estratto dell’articolo di Claudio Gatti* e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

milena gabanelli - the heritage foundation - dataroom

Uno spettro si aggira per l’Europa: è quello della disgregazione dell’Unione europea. Nel suo recente non-paper intitolato «Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva», il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di «Stati autoritari» che agiscono in modo «subdolo», per delegittimare l’Unione. E fa i nomi: Russia, Cina, Iran, Corea del Nord.

 

Ma c’è un convitato di pietra che non viene mai citato: a minare l’Ue, insieme a Putin c’è l’America di Donald Trump e dei suoi suggeritori strategici, a partire dalla Heritage Foundation, il think tank ultra conservatore che ha prodotto il «Project 2025», il documento programmatico che Trump ha adottato per affermare la supremazia presidenziale.

 

the Heritage Foundation il documento contro l unione europea - dataroom

Lo smembramento dell’Unione europea è da due decenni uno degli obiettivi strategici della Heritage Foundation, che in tempi più recenti ha sviluppato un’alleanza con quelle stesse associazioni e amministrazioni dell’ultradestra sovranista europea coltivate da Vladimir Putin.

 

Di fatto, Mosca e Washington sono oggi impegnate in campagne autonome ma parallele, entrambe intese a impedire una maggiore integrazione dell’Unione Europea.

 

Indebolire l’Europa

Per decenni Putin ha usato il gas per esercitare un’influenza politica sui singoli Stati membri dell’Ue e, dopo l’invasione della Crimea, ha fatto leva sulla dipendenza della Germania da quel gas per spingerla ad opporsi a sanzioni più severe chieste dagli stati confinanti con la Russia. E oggi Putin sta usando la dipendenza dell’Ungheria dal suo petrolio per spingere Orbán a mettere i bastoni tra le ruote di una politica unitaria continentale.

 

Ma un’Unione europea forte si scontra anche con la strategia dell’ America First sostenuta da Donald Trump: un’Europa frammentata rafforza il presidente americano sul fronte della politica estera, economica e dei negoziati commerciali.

La miglior riprova di questa coincidenza di interessi tra Putin e Trump è stata fornita dalla Brexit.

 

milena gabanelli - the heritage foundation - dataroom

L’uscita dalla Ue della Gran Bretagna è stata infatti fortemente sostenuta da entrambi. Ed entrambi hanno usato lo stesso canale per favorirla: Nigel Farage, il politico inglese che il presidente americano continua ancora oggi a sponsorizzare, e il cui fedele luogotenente Nathan Gill è stato appena condannato a 10 anni per essere stato portatore della propaganda del Cremlino sulla guerra in Ucraina.

 

Per Donald Trump gli europei sono come i democratici: lo disprezzano, ostacolano i suoi obiettivi e truffano l’America. Lo ha dichiarato senza remore diplomatiche nel febbraio scorso, quando ha sostenuto che «l’Unione europea è stata creata per fregare gli Stati Uniti: quello è il suo scopo», e di nuovo in aprile quando ha detto che «per decenni il nostro Paese è stato saccheggiato, depredato, violentato e spogliato dall’Unione europea».

 

[…]

 

Heritage Foundation: il programma

the Heritage Foundation e i rapporti coi i think tank europei - dataroom

Nel lontano dicembre 2006, in un rapporto intitolato «L’Ue è amica o nemica dell’America?», il ricercatore della Heritage Foundation John Blundell scrive: «Il tentativo di realizzare un’Unione sempre più integrata finirà per essere abbandonato (...) ma meglio che ciò avvenga prima piuttosto che dopo. E non c’è alcun motivo per cui gli Stati Uniti, che hanno fatto da levatrice alla nascita di questo neonato politico, non debbano svolgere un ruolo nella sua scomparsa».

 

A febbraio 2007 il dirigente Nile Gardiner scrive: «La crescente centralizzazione politica dell’Europa rappresenta una minaccia fondamentale per gli interessi degli Stati Uniti (...) La spinta verso un’Unione sempre più stretta può ancora essere fermata».

 

VIKTOR ORBAN - VLADIMIR PUTIN

L’alleanza anti Ue Nel 2020 il primo ministro ungherese Victor Orbán, grande nemico dell’integrazione europea, cede una quota del 10% della compagnia petrolifera ungherese Magyar Olaj (Mol) al Mathias Corvinus Collegium (Mcc), un think tank schierato su posizioni di chiaro euroscetticismo. Ed è soprattutto dagli utili della Mol, per lo più dovuti alla vendita di petrolio russo, che arrivano i finanziamenti annuali del Collegium. L’emittente tedesca Zdf ha calcolato che nel solo 2023 ha ricevuto da Mol 50 milioni di euro in dividendi.

 

Il 19 settembre 2024, l’Heritage Foundation organizza una conferenza a Varsavia per contrastare il «pericoloso progetto» di consolidamento dell’Ue assieme al think tank euroscettico polacco Ordo Iuris .

 

Come il confratello ungherese, anche l’ Ordo Iuris ha legami con Mosca tramite il World Congress of Families , associazione finanziata dall’oligarca russo Konstantin Malofeev e legata al politologo putiniano antieuropeo Aleksandr Dugin.

 

[…]

 

the Heritage Foundation - dataroom

2025: si scoprono le carte

L’11 marzo l’Heritage Foundation riunisce a Washington alcuni dei maggiori think tank euroscettici d’oltreatlantico per discutere di come riformare le attuali strutture dell’Ue. In quell’occasione, in un «workshop a porte chiuse» si dibatte un rapporto prodotto da Mcc e Ordo Iuris. Intitolato: «Il Great Reset: ripristinare la sovranità degli Stati membri nel XXI secolo», il documento invoca «lo scioglimento dell’Ue nella forma attuale».

 

Il 1° maggio Trump, a un mese dal ballottaggio delle elezioni presidenziali polacche, incontra nello Studio Ovale Karol Nawrocki, il candidato euroscettico e fermo oppositore di una maggiore integrazione europea, e invita i polacchi a votare per lui.

 

milena gabanelli - the heritage foundation - dataroom

Pochi giorni dopo, l’agenzia stampa britannica Reuters rivela che una delegazione del Dipartimento di Stato Usa, guidata da Samuel Samson, incontra a Parigi alti funzionari del Rassemblement National di Marine Le Pen, il partito più euroscettico della Francia.

 

Nella pagina Substack del Dipartimento, Samson scrive: «Un’Europa che sostituisce le sue radici spirituali e culturali (...) e che centralizza il potere in istituzioni composte da funzionari non eletti è un’Europa meno capace di resistere alle minacce esterne e al decadimento interno (...). Il regresso democratico dell’Europa non solo ha un impatto sui cittadini europei, ma inficia la sicurezza e l’economia americana, oltre che i diritti di libertà di espressione dei cittadini e delle aziende americane».

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 1 foto lapresse

Poche settimane dopo, in un’intervista a Fox News, il presidente dell’Heritage Kevin Roberts dichiara: «Siamo all’inizio di un’era d’oro dell’autogoverno in tutto il mondo, e in particolare in Europa. Pensiamo a Nigel Farage, che probabilmente sarà il prossimo primo ministro del Regno Unito, pensiamo a Santiago Abascal in Spagna, il leader del partito Vox».

 

Abascal è oggi tra i leader europei che più invocano «un cambiamento di rotta radicale nell’Ue» nel nome della «sovranità nazionale».

 

Coincidenza di interessi

Consultando gli archivi dell’agenzia delle entrate americana e i documenti del Parlamento europeo Giorgio Mottola di Report ha scoperto che negli ultimi 5 anni i maggiori think tank conservatori statunitensi hanno investito in Europa 109, 8 milioni di dollari.

 

the Heritage Foundation contro l unione europea - dataroom

Secondo Trasparency International e i più esperti analisti per Washington un’Europa liberal-democratica unita e funzionante potrebbe essere di intralcio al modello americano sulla scena internazionale, mentre per Mosca limita la libertà di influenza sui suoi ex vicini sovietici.

 

Per entrambi un’Europa divisa consente di trattare da una posizione di forza con i singoli Paesi Ue.

 

*Claudio Gatti è un giornalista investigativo che vive a New York. Il suo ultimo libro «Noi, il popolo» sull’origine degli Stati Uniti è stato pubblicato il 7 novembre da Fuoriscena.

VIKTOR ORBAN - VLADIMIR PUTIN

 

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