
TUTTE LE PURGHE DEL PRESIDENTE – CHI NON OBBEDISCE AL CREDO TRUMPIANO VIENE EPURATO. L’ULTIMA TESTA A CADERE È QUELLA DI SUSAN MONAREZ, DIRETTRICE DELL'ENTE DEL DIPARTIMENTO DELLA SANITÀ CHE SI OCCUPA DELLA SALUTE PUBBLICA – GLI AVVOCATI DELLA DIRIGENTE ANNUNCIANO RICORSO. E SARÀ GUERRA LEGALE ANCHE SUL SILURAMENTO DI LISA COOK, GOVERNATRICE E MEMBRO DEL BOARD DELLA FEDERAL RESERVE – TRUMP PRETENDE DI AVERE “POTERE SENZA LIMITI” E, IN SETTE MESI, HA MINATO IL SISTEMA DI CONTROLLO E BILANCIAMENTO AMERICANO, CREATO PER EVITARE CHE UN UOMO SOLO ESERCITI UN COMANDO ASSOLUTO. TRA I REPUBBLICANI QUALCUNO AVRÀ IL CORAGGIO DI FERMARE LA DERIVA AUTORITARIA DEL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA? – LA VENDETTA CONTRO KAMALA HARRIS: TRUMP HA REVOCATO LA PROTEZIONE DEL SECRET SERVICE ALL'EX VICEPRESIDENTE
LE EPURAZIONI DI TRUMP
Estratto dell’articolo di Francesco Semprini per “La Stampa”
Credere, obbedire o purgare. Ovvero, o si fa propria la dottrina di governo di Donald Trump o in alternativa si viene accompagnati alla porta. È un dato di fatto che il 47esimo presidente degli Stati Uniti (già 45esimo), come del resto i suoi predecessori, riempia le caselle del potere con profili di sua fiducia. Pronto a scaricarli se non dovessero corrispondere il credo opportuno.
A raccontarlo è Susan Monarez, direttrice dei Centers for Disease Control (Cdc, l'ente del dipartimento della Sanità che si occupa della salute pubblica) nominata alla guida dell'agenzia da meno di un mese.
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Discutibile invece, il suo orientamento emerso col rifiuto a licenziare dirigenti "reietti" dell'ente e a mettere la firma sulle modifiche ai vaccini apportate dal gruppo di consulenti scelto personalmente Rfk junior.
«Non era allineata con la missione del presidente Trump di rendere l'America di nuovo sana», dice Karoline Leavitt rivendicando il diritto del comandante in capo di dare il benservito alla funzionaria. «Il segretario le ha chiesto di dimettersi, lei ha rifiutato e Trump l'ha licenziata. Ha il diritto di farlo», conferma la portavoce della Casa Bianca.
I legali di Monarez, Mark S. Zaid e Abbe Lowell, annunciano ricorso e accusano Kennedy di «usare la sanità pubblica come arma per fini politici» e «mettere a rischio milioni di vite» con le sue epurazioni.
[…] A questo punto si profila una battaglia legale dai risvolti potenzialmente inquietanti: il Cdc porta ancora la ferita aperta dell'attentato al suo quartiere generale di Atlanta l'8 agosto.
Nel via vai nelle aule dei tribunali di Washington e dintorni, è coinvolta anche Lisa Cook, la governatrice e membro del board della Federal Reserve, su cui grava l'accusa di frode ipotecaria per aver dichiarato il falso nella richiesta di due mutui. Illecito considerato da Trump la «giusta causa» per procedere al suo licenziamento.
DONALD TRUMP DAVANTI AI GIORNALISTI
Al di là del fondamento giuridico della purga, alcuni osservatori sollevano il sospetto che il siluramento sia motivato da istanze politiche.
Cook, prima donna afroamericana entrata a far parte del board della Fed, gode del sostegno Dem, nominata nel direttivo nel 2022 da Joe Biden. Quale più ghiotta occasione per il comandante in capo al fine di dare forma al progetto di rinnovo dei vertici di politica monetaria, modulando una Fed a trazione trumpiana.
Tanto da aver individuato già i potenziali successori: il fedele scudiero, nonché suo consigliere economico, Stephen Miran, o l'ex presidente della Banca Mondiale, David Malpass.
Anche qui il cammino potrebbe rivelarsi impervio, visto che Cook ha fatto causa al presidente degli Stati Uniti, per mano del suo avvocato, Abbe Lowell, un principe del foro con clienti del calibro del genero di Trump, Jared Kushner, e Hunter Biden, il "rampollo dannato" dell'ex presidente.
DONALD TRUMP - DITTATORE - THE ATLANTIC
Purghe e denunce investono anche l'intelligence. Quattro giorni dopo il vertice tra Trump e Vladimir Putin, in Alaska l'agente della Cia più esperta di Russia, che aveva lavorato giorno e notte con il team del presidente per preparare l'incontro, è stata cacciata all'improvviso.
Una carriera di 29 anni stroncata in pochi minuti sul sospetto di essere stata tra i funzionari interni ad agevolare la «politicizzazione (di segno opposto a Trump, ndr) dell'intelligence per promuovere programmi personali, di parte o non oggettivi». Questa la tesi della direttrice dell'intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, che ha peraltro spiazzato la Cia inserendo il nome della 007 in un elenco postato su X di 37 dirigenti a cui aveva revocato i nulla osta di sicurezza.
donald trump vladimir putin anchorage alaska. foto lapresse
Dopo Langley è stato il turno dei Trasporti, dove Trump ha silurato Robert Primus, membro del direttivo dell'ente regolatore ferroviario che sta valutando la proposta di una mega fusione tra Union Pacific e Norfolk Southern. […]
Anche lui è pronto alla battaglia legale. Battaglia persa, invece a quanto sembra, per il capo del Bureau of Labor Statistics, responsabile dei dati mensili sull'occupazione, dopo che un rapporto non gradito da Trump.
Erika McEntarfer, nominata dall'ex presidente Joe Biden, è stata defenestrata, sulla sua poltrona ha trovato posto l'economista E.J. Anton, analista del bilancio federale alla Heritage Foundation (osservatorio conservatore) e critico di lunga data dell'Istituto stesso. […]
IL METODO TRUMP CONTRO LE ISTITUZIONI
Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”
Checks and balances. È il sistema di controllo e bilanciamento dei poteri creato per evitare che un’unica istituzione o un individuo arrivino a esercitare un ruolo di comando assoluto. È la base della democrazia americana e per due secoli e mezzo ha funzionato. […]
[…] tornato alla Casa Bianca, Trump ha invocato poteri senza limiti, molti, pur stigmatizzando gli abusi, hanno sdrammatizzato, fiduciosi nella solidità del sistema Usa di contrappesi.
Ma Trump, rifiutando limiti ai suoi poteri presidenziali, in appena sette mesi ha demolito gran parte delle garanzie istituzionali. Un leader che abbiamo giudicato, oltre che prepotente, privo di una bussola, capace di procedere a zig zag con qualche dietrofront (come con la Cina di Xi Jinping), sulla demolizione dei checks and balances procede con determinazione e linearità. Tutte scelte sue? Influenzato da consiglieri e ideologi radicali? Cambia poco: stessa visione autoritaria.
Il percorso seguito è chiaro: dapprima cancellare, ovunque possibile, le autorità indipendenti. Obiettivo raggiunto decapitando e sostituendo con fedelissimi il vertice di tutte le agenzie federali, licenziando gli ispettori che sorvegliano i ministeri, intervenendo su Giustizia (due suoi avvocati al vertice) e sicurezza (rivoluzione Maga all’Fbi e nei servizi segreti, sostituzione di molti generali).
In secondo luogo combattere i poteri che non puoi conquistare con un blitz. Dalle minacce nei confronti dei repubblicani recalcitranti in un Congresso già parzialmente esautorato, all’assedio al capo della Banca Centrale, Jerome Powell, definito stupido, idiota, loser.
Il licenziamento con accuse pretestuose, non definite né notificate, di una governatrice della Fed, Lisa Cook, segna il punto estremo di questa strategia: dietro c’è l’intento di rendere a maggioranza trumpiana anche l’unica autorità indipendente che perfino la Corte Suprema considera inattaccabile dalla Casa Bianca.
Cambierà qualcosa con le elezioni di mid term del 2026? Forse, sempre che il terreno su cui si svolgeranno resti livellato, nonostante una rivoluzione autoritaria che ormai tocca ogni angolo della macchina amministrativa.
L’ultima sortita del braccio destro di Trump, Stephen Miller (il partito democratico è «un’organizzazione estremista domestica») giustifica qualche dubbio.
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