donald trump linda mcmahon kevin warsh

UN’ALTRA ROGNA PER TRUMP – DOPO IL PASSO INDIETRO DI MATT GAETZ, ACCUSATO DI TRAFFICO SESSUALE, SCOPPIA IL CASO DI LINDA MCMAHON, NOMINATA MINISTRO DELL'ISTRUZIONE – MCMAHON È ACCUSATA DI NON AVER FERMATO GLI ABUSI SESSUALI SU GIOVANISSIMI DI UN DIPENDENTE DELLA WORLD WRESTLING ENTERTAINMENT, QUANDO LEI ERA ALLA GUIDA DELLA WWE, TRA IL 1980 E IL 1990 – TRABALLA ANCHE LA NOMINA AL PENTAGONO DI DI PETE HEGSETH, NELLA BUFERA PER AVERE PAGATO IL SILENZIO DELLA DONNA CHE LO AVEVA ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE – SULL'ECONOMIA “THE DONALD” NON FARÀ COLPI DI TESTA: AL TESORO PENSA DI PIAZZARE L’EX GOVERNATORE DELLA FED, KEVIN WARSH…

NUOVA GRANA PER TRUMP, MCMAHON NOMINATA IN CAUSA ABUSI SESSUALI

linda mcmahon jim ross

(ANSA) - Nuova grana per Donald Trump. Linda McMahon, nominata ministro dell'istruzione, è stata di recente accusata di non aver fermato gli abusi sessuali di un dipendente della World Wrestling Entertainment nei confronti di giovanissimi negli anni tra il 1980 e il 1990, quando McMahon era presidente e amministratore delegato della WWE.

 

Secondo quanto riporta il New York Times, l'azione legale contro McMahon è stata depositata in ottobre da cinque 'ring boy', ovvero i ragazzi che aiutano nell'allestimento dei match prima del loro inizio. Nella denuncia i cinque affermano di essere stati abusati sessualmente da Melvin Philipps Jr, morto nel 2012, e accusano McMahon e suo marito di negligenza per aver consentito a Phillips di restare a far parte della società per anni nonostante fossero a conoscenza di accuse credibili nei suoi confronti.

 

'TRUMP CONSIDERA WARSH AL TESORO E POI PRESIDENTE DELLA FED'

Kevin Warsh

(ANSA) - Donald Trump sta valutando l'idea di nominare Kevin Warsh a segretario al Tesoro e successivamente presidente della Fed quando il mandato di Jerome Powell terminerà nel 2026. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il presidente eletto ha parlato del suo piano direttamente con Warsh a Mar-a-Lago.

 

Trump starebbe anche studiando l'ipotesi di nominare Scott Bessent alla guida del National Economic Council e poi al Tesoro quando Warsh diventerà presidente della Fed.

 

IL TYCOON E I CANDIDATI NON «VAGLIATI»: ORA RISCHIANO ALTRI DUE

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

matt gaetz

[…] Sentendosi vittima del «deep state», Trump ha rifiutato i fondi e gli uffici pubblici messi a disposizione per la transizione nonché l’assistenza delle agenzie federali come l’Fbi. Il caso Gaetz, primo grosso infortunio della nuova era, è figlio delle scelte in parte volutamente distruttive, in parte umorali del neopresidente, ma anche della mancanza di un minimo di verifiche sui candidati scelti per posizioni di governo.

 

Normalmente questo vetting viene fatto dall’Fbi: deve accertare se i profili scelti siano problematici nei comportamenti privati e, soprattutto, per la sicurezza nazionale.Trump, che gestisce tutta la transizione dalla residenza di Mar-a-Lago ha destinato al vetting una sola persona: Stanley Woodward, un avvocato di Washington che ha lavorato per la sua campagna elettorale e ha difeso alcuni dei protagonisti dell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.

 

MATT GAETZ A UN COMIZIO DI TRUMP IN CALIFORNIA

Non si sa quante delle nomine di Trump siano state preventivamente verificate da Woodward e come. Forse l’unica vera verifica l’hanno fatta lo stesso Trump e il suo vice, J.D. Vance, quando hanno intervistato i candidati.

 

Il presidente eletto sapeva bene dei guai giudiziari di Gaetz, nel mirino del ministero della Giustizia e del Comitato etico della Camera fin dal 2021. Ma deve avere considerato le accuse infondate o poco significative: non un ostacolo alla nomina, ma combustibile utile per aumentare la furia distruttiva di Gaetz contro le «strutture corrotte della Giustizia americana».

 

[…] sono, così, a rischio anche la conferma di Tulsi Gabbard ai servizi segreti (già «osservata speciale» per il suo sostegno alla propaganda russa e la visita al dittatore siriano Assad) e anche quella del giornalista della Fox Pete Hegseth alla Difesa. Aveva detto a Trump di essere stato ingiustamente accusato di abusi sessuali, ma non gli aveva detto di aver pagato la presunta vittima per farla tacere. Fosse stato fatto un minimo di vetting , sarebbe venuto fuori.

 

LA POLIZIA CALIFORNIANA RENDE NOTI I DETTAGLI DELLA DENUNCIA DI VIOLENZA SESSUALE DI PETE HEGSETH

Nick Penzenstadler per https://eu.usatoday.com/

 

PETE HEGSETH

Una donna che sostiene di essere stata aggredita sessualmente dal candidato di Donald Trump alla guida del Dipartimento della Difesa ha detto alla polizia che nel 2017 si ricordava che Pete Hegseth le aveva impedito di lasciare una stanza d'albergo e che lui era sopra di lei, secondo i documenti appena ottenuti da Usa Today.

 

La donna ha raccontato i suoi ricordi confusi dell'incontro, ma ha detto alla polizia di aver detto spesso “no” e che Hegseth le ha sottratto il telefono e ha bloccato la porta con il suo corpo, secondo i documenti del Dipartimento di polizia di Monterey.

 

PETE HEGSETH - DONALD TRUMP

I dirigenti della polizia di Monterey hanno ribaltato la precedente decisione della settimana scorsa di negare l'accesso al rapporto di polizia di 22 pagine. Hanno rilasciato a Usa Today una versione redatta che nomina la vittima, la cui identità è sconosciuta. Hanno detto che Hegseth stesso ha richiesto il fascicolo nel 2021 e che una stranezza della legge consente di rendere pubblico il rapporto.

 

Hegseth e i suoi avvocati hanno negato che lo scambio sia stato uno stupro. Diversi organi di stampa hanno riferito che Hegseth ha pagato un accordo finanziario a seguito del caso. All'inizio della settimana il suo avvocato ha dichiarato che “il signor Hegseth è completamente innocente”.

 

pete hegseth con il fucile.

Il nuovo documento fa luce sulle accuse mosse a seguito dell'incidente avvenuto nell'ottobre 2017 all'Hyatt Hotel dopo un evento della California Federation of Republican Women in cui Hegseth aveva parlato. La donna, allora trentenne, il 12 ottobre, quattro giorni dopo l'incidente si è recata da un'infermiera che doveva stabilire se si fosse trattato di violenza sessuale, secondo il rapporto della polizia.

 

Ha detto di aver bevuto champagne e di aver creduto che le fosse stato messo qualcosa nel bicchiere, secondo il rapporto. Ha anche detto di ricordare di essere stata in una stanza d'albergo con Hegseth sopra di lei, ma ha detto alla polizia di non essere sicura di aver subito una violenza sessuale. “La donna ricorda che Hegseth le impedì di andarsene e in qualche modo finì sopra di lei”, si legge nel rapporto. Ha detto agli investigatori che Hegseth le ha lanciato un asciugamano e le ha chiesto “stai bene?” e “pulisciti”.

 

pete hegsetch donald trump jennnifer cunningham rauchet

Il rapporto dice che “la sconosciuta non ricorda cosa sia successo dopo, se non che è tornata nella sua stanza d'albergo”. Il 26 ottobre la polizia ha interrogato Hegseth sull'incidente. Hegseth ha detto di aver bevuto birra ma di non essere ubriaco. Ha confermato di aver portato la donna nella sua stanza d'albergo per un incontro consensuale.

 

“Entrambi si fermavano e dicevano 'non dovremmo farlo', ma le cose sono continuate consensualmente”, si legge nel rapporto e Hegseth ha confermato di aver eiaculato sulla pancia della donna. La polizia ha concluso le indagini quel giorno e le ha trasmesse all'ufficio del procuratore distrettuale della contea di Monterey per l'esame delle accuse. L'ufficio ha rifiutato di accusare Hegseth. […]

 

pete hegseth

 

 

Ultimi Dagoreport

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…

alberto arbasino fratelli d italia moravia bassani agosti

DAGOREPORT ARBASINIANO – A PROPOSITO DELL’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA: COME FU MASSACRATO NEL 1963 IL CAPOLAVORO DI ALBERTO ARBASINO, “FRATELLI D’ITALIA” (ORA RIPUBBLICATO CON BELLA POSTFAZIONE DI GIOVANNI AGOSTI) – PER FARLO A PEZZI BASTÒ ALLA MAFIETTA DEI MORAVIA, VITTORINI, MONTALE, LEGGERE QUESTE RIGHE: “LA PENNA SINISTRA VIENE USATA PER PROTESTARE CONTRO GLI STESSI PADRONI DEL VAPORE CHE LA PENNA DESTRA STA BENE ATTENTA A NON DISTURBARE COLLABORANDO IN TUTTA APOLITICITÀ AI LORO FOGLI BENPENSANTI” – UN SISTEMA DI POTERE CHE SOPRAVVIVE IN UNIVERSITÀ, CASE EDITRICI, GIORNALI, SI STRINGE A COORTE CON CONTROFIGURE WOKE EMULI DI MURGIA: I VERONESI, I GENOVESI, I GIORDANO, I LAGIOIA, LE CHIARA VALERIO, LE CHIARA GAMBERALE…

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT – SUL CASO BEATRICE VENEZI, NESSUNO ERA ANCORA SCESO ALLE PROFONDITÀ DI BECERA VOLGARITÀ E IGNORANZA RAGGIUNTI DAL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI. IN UN VIDEO INCREDIBILE, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO, RUGGIERI PRESENTA UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI VENEZI INFORMANDO CHE È “ACCLAMATA IN TUTTO IL MONDO COME UN FENOMENO”. PER LA VERITÀ, QUALSIASI GIORNALE STRANIERO CHE SI SIA OCCUPATO DELLE SUE DISAVVENTURE VENEZIANE HA SCRITTO ESATTAMENTE L’OPPOSTO. MA, “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI”, SECONDO IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI, “BEATRICE VENEZI È UNA FIGA BESTIALE” - DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO