draghi putin hill

“UNA RISPOSTA FERMA DI MARIO DRAGHI CONTRO LA MINACCIA RUSSIA IN UCRAINA PUÒ ESSERE DI GRANDE AIUTO”. FIONA HILL, EX CONSIGLIERA DELLA CASA BIANCA DI TRUMP: “A WASHINGTON, SPIEGA L’ESPERTA, C’È L’IMPRESSIONE CHE GLI ALLEATI EUROPEI SI STIANO MUOVENDO IN ORDINE SPARSO. IN RUSSIA CREDONO CHE L’ITALIA POSSA ESSERE SEPARATA DAL RESTO DELLA NATO E DELL’UE. ORA POSSONO RICREDERSI…”

Francesco Bechis per formiche.net

 

 

MARIO DRAGHI

“Mario Draghi dovrebbe dire una parola sulla crisi in Ucraina”. Fiona Hill, tra le massime esperte di Russia in America e già ai vertici del Consiglio di Sicurezza Nazionale nell’amministrazione Trump, ha un messaggio per l’Italia. Alla vigilia della partita per il Quirinale c’è un’altra emergenza che richiede l’attenzione del governo italiano e del suo leader. È un’emergenza che non prescinde dall’elezione al Quirinale cui, stando alle cronache, Draghi può aspirare.

 

In Ucraina, sul fianco Est dell’Europa e della Nato, soffiano i venti di guerra. A dispetto dei contatti diplomatici – e in attesa di un vertice fra consiglieri dei Paesi nel Formato Normandia a Parigi martedì prossimo – l’intelligence americana ritiene ancora probabile un’invasione militare russa. Questione di giorni, settimane al massimo, prima che Vladimir Putin faccia la sua mossa.

 

fiona hill

“Credo serva una risposta ferma da parte italiana, sarebbe di grande aiuto”, dice Hill a Formiche.net. “Assistiamo a una marcia indietro nelle dichiarazioni dei leader europei. Come pesa la presa di posizione del presidente della Finlandia Sauli Ninistö, tanto più può impattare le dinamiche europee un intervento di Draghi”.

 

Hill conosce da vicino la Russia, dove ha vissuto per anni studiando Putin e il suo palazzo, prima di servire alla Casa Bianca nel 2016. Quella pagina è stata archiviata – Hill è il volto del Kiev-gate, il caso che ha iniziato la lenta caduta dell’amministrazione Trump – oggi è tornata a osservare l’Europa dalla Brookings Institution. E si chiede perché, mentre i carri armati russi iniziano ad accerchiare l’Ucraina, dal premier non sia ancora arrivata una netta presa di posizione pubblica.

 

“Dovrebbe prendere le difese della sovranità e dell’indipendenza ucraina. Ricordare che quel che sta facendo Putin ha ramificazioni più ampie, lavorare a stretto contatto con Francia e Germania, e fuori dall’Ue con il Regno Unito e Paesi esposti come Norvegia e Finlandia”.

 

L’Italia in verità non ha mai abbandonato il dossier. Nei mesi scorsi Palazzo Chigi e il Cremlino hanno mantenuto una linea telefonica diretta, da leader a leader. Sulla scrivania del premier giace un invito a Mosca entro il 2022. E lo stesso Putin a dicembre ha auspicato che il Paese svolga un ruolo attivo per “normalizzare i rapporti fra la Russia e l’Unione Europea e perfino fra Russia e Nato”.

 

Vladimir Putin

 

Una missione che continua a vedere in primo piano la Farnesina, anche sugli ultimi sviluppi della crisi ucraina. Lo dimostrano i continui contatti e la sintonia tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il Segretario di Stato americano Antony Blinken, e il riferimento di questo al “ruolo essenziale” italiano per “garantire la sicurezza del continente”.

 

A Washington, spiega l’esperta, c’è nondimeno l’impressione che gli alleati europei si stiano muovendo in ordine sparso. Emmanuel Macron parla di autonomia europea, il cancelliere Olaf Scholz sceglie la prudenza. “I russi non si aspettano un intervento italiano. Sperano che i Paesi amici in Europa non si schierino a favore di sanzioni troppo dure e l’Italia non fa eccezione. Lo abbiamo visto quando la responsabile dell’ufficio stampa del Cremlino, Maria Zakharova, ha risposto a un editoriale del direttore di Repubblica Maurizio Molinari. Una risposta particolarmente violenta che ha tradito il pensiero dei russi: credono che l’Italia possa essere intimorita e separata dal resto della Nato e dell’Ue”, nota Hill.

 

Olaf Scholz E Vladimir Putin

“Sono rimasta colpita dalle parole di Draghi nella conferenza stampa di fine anno, rilanciate dal Financial Times – osserva invece la collega della Brookings Constanze Stelzenmüller, esperta di rapporti euro-atlantici. “Quando ha chiesto di non esagerare e ha sottolineato che la Russia non è un avversario e dovremmo lavorarci insieme perché l’Europa è vulnerabile, mi è sembrato andare in senso contrario agli allarmi che provengono dagli Stati Uniti”. “Capisco le ragioni del suo messaggio – aggiunge – “Se l’America vuole cambiare le cose, ci dia una mano”. Ma queste parole hanno un peso su chi deve decidere in Europa quanti e quali sanzioni imporre contro la Russia e sta cercando di trovare un fronte compatto”.

Putin su un sottomarino

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....