protesta contro il mercosur ursula von der leyen

URSULA, UN’ANATRA ZOPPA – LO STOP AL MERCOSUR DA PARTE DEL PARLAMENTO EUROPEO È UNO SCHIAFFONE IN FACCIA ALLA VON DER LEYEN, ORMAI SEMPRE PIÙ DEBOLE DI FRONTE ALLE DIVISIONI DELLA MAGGIORANZA CHE LA SOSTIENE – LA RISOLUZIONE CHE RINVIA L’ACCORDO CON I PAESI DEL SUDAMERICA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA È STATA APPROVATA GRAZIE AI NUMEROSI FRANCHI TIRATORI POLACCHI, FRANCESI E UNGHERESI – TRA GLI ITALIANI TORNA L’ASSE GIALLO-VERDE: LEGA E M5S SI SONO ESPRESSI CONTRO IL MERCOSUR, COME AVS, MENTRE PD, FI E FDI HANNO VOTATO A FAORE…

1 - MERCOSUR LA FRENATA

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”

 

URSULA VON DER LEYEN - URUGUAY

La patata bollente del Mercosur torna sul tavolo dei governi a meno di due settimane dal faticoso via libera che sembrava aver chiuso la pratica.

 

A rispedirla indietro è stato il Parlamento europeo, che con una maggioranza risicata ha approvato la richiesta di domandare alla Corte di Giustizia Ue un parere per valutare la legittimità dell'intesa commerciale con i Paesi sudamericani. Un'azione «non giustificata» secondo la Commissione, che ha espresso il suo "rammarico".

 

A STRASBURGO LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI CONTRO IL MERCOSUR

Tecnicamente, questo passaggio non impedisce l'entrata in vigore del trattato in via provvisoria: la Commissione ha il poter di farlo. Ma Ursula von der Leyen vuole prima essere certa di avere il sostegno anche degli altri governi, cosa che non è affatto scontata.

 

La Germania spinge molto in questa direzione, ma Francia, Polonia, Austria e Ungheria si erano già schierate contro l'accordo, mentre l'Italia – rivelatasi decisiva in Consiglio – deve fare i conti con le divisioni interne alla maggioranza e con le proteste degli agricoltori che sono scesi in piazza anche a Strasburgo.

 

milena gabanelli - accordo di libero scambio ue paesi del mercosur - dataroom

«Le proteste sono legittime – ha replicato il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida – ma siamo convinti che il Mercosur sia un buon affare per il sistema Europa e per i Paesi esportatori come l'Italia». Un primo confronto dovrebbe andare in scena già al Consiglio europeo straordinario che si riunirà questa sera, anche se fonti Ue spiegano che «la decisione non arriverà a breve».

 

La risoluzione adottata ieri, che era stata presentata dal gruppo della Sinistra all'Europarlamento, è stata approvata con una votazione sul filo di lana (334 favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti) che ha letteralmente spaccato tutti i gruppi della maggioranza europeista e visto emergere numerosi franchi tiratori.

 

RISOLUZIONE CONTRO IL MERCOSUR VOTATA AL PARLAMENTO EUROPEO

Nel Ppe hanno votato contro, in dissenso con la linea del gruppo, 43 eurodeputati, tra cui la delegazione polacca, quella francese e quella ungherese.

 

Tra i socialisti-democratici, i franchi tiratori sono stati 35 (soprattutto francesi e rumeni). Le defezioni più numerose si sono registrate nel gruppo dei liberali, dove soltanto 24 parlamentari hanno votato a favore, mentre i contrari sono stati 46. Letteralmente spaccato il gruppo dei Conservatori (35 favorevoli e 39 contrari), mentre Sinistra, Patrioti, sovranisti e Verdi hanno sostanzialmente appoggiato la risoluzione. Tra gli italiani, hanno votato per bloccare il Mercosur la Lega, il M5S e gli eurodeputati di Avs, mentre Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno votato a favore con il Pd.

 

MERCOSUR - TRATTATO LIBERO SCAMBIO UE AMERICA MERIDIONALE

Per il parere legale della Corte di Giustizia potrebbero servire fino a due anni di tempo e nel frattempo l'Eurocamera non potrà votare la ratifica.

 

Spetta ora alla Commissione europea decidere i prossimi passi, considerato che i trattati consentono in linea teorica l'applicazione dell'accordo in via provvisoria. Il Ppe ha chiesto di farlo subito e il più determinato è il cancelliere tedesco Friedrich Merz, estremamente irritato per la mossa del Parlamento: «Si tratta di una decisione deplorevole che non tiene conto della situazione geopolitica: l'accordo deve essere applicato in via provvisoria». […]

 

2. DAZI E IMPRESE, CHE COSA CAMBIA ADESSO

Estratto dell’articolo di Valentina Iorio per il “Corriere della Sera”

 

Corte di Giustizia Ue

1 Cosa succede all’accordo con il rinvio alla Corte di giustizia dell’Unione europea?

La base giuridica dell’accordo dovrà essere esaminata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea per verificare che l’intesa con il Mercosur sia conforme ai Trattati dell’Ue. Il voto di ratifica dell’accordo, quindi, rimarrà bloccato fino a che non si saranno espressi i giudici di Lussemburgo.

 

2 Cosa può fare la Commissione europea?

La Commissione ha, in ogni caso, il potere di forzare la mano e far entrare in vigore comunque l’accordo commerciale, in via temporanea. Cosa che chiedono il Ppe e il cancelliere tedesco Friedrich Merz[…]

 

3 Come hanno reagito le imprese?

protesta contro il mercosur degli agricoltori a milano

Del rinvio alla Corte di giustizia gioiscono gli agricoltori. Ieri Cia-Agricoltori italiani, Coldiretti e Confagricoltura hanno espresso soddisfazione per la decisione del Parlamento che «ha accolto le perplessità» del settore.

 

Mentre l’industria è preoccupata per i ritardi che potrebbero derivare da questa decisione. Settori come quello dei macchinari, dell’automotive e il chimico-farmaceutico possono trarre grandi vantaggi dall’accordo.

 

Deluso anche il mondo del vino, come hanno fatto sapere Federvini e Unione italiana vini. L’accordo, infatti, protegge 350 prodotti europei a indicazione geografica, di cui 58 italiani.

 

4 Cosa prevede l’intesa?

L’accordo Ue-Mercosur crea una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, con oltre 700 milioni di cittadini. Farebbe risparmiare alle imprese europee quattro miliardi di euro di dazi all’anno.

 

protesta contro il mercosur degli agricoltori con i trattori a milano

Facilita le esportazioni, consente alle imprese europee di presentare offerte per gli appalti pubblici in condizioni di parità con le imprese del Mercosur e agevola l’accesso a materie prime critiche. In cambio, facilita l’accesso al mercato Ue ad alcuni prodotti agroalimentari sudamericani.

 

5 Cosa cambia per i dazi attualmente in vigore tra le due aree?

L’accordo prevede la progressiva cancellazione dei dazi sul 91% degli scambi tra i due blocchi. Al momento i dazi dei quattro Paesi Mercosur sono del 35% sulle auto che arrivano dall’Ue, del 20% sui prodotti industriali, del 18% su quelli chimici e del 14% su quelli farmaceutici. Con il rinvio […] questa progressiva riduzione delle tariffe è rinviata a data da destinarsi. […]

protesta contro il mercosur degli agricoltori con i trattori a milanoprotesta contro il mercosur degli agricoltori con i trattori a milanoprotesta contro il mercosur degli agricoltori con i trattori a milano

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?