LIGRESTO, LI ARRESTO! - IL RAGGIRO CONTABILE SAREBBE DI 583 MILIONI DI EURO - ORA L'INCUBO E' IL VERBALE DI BEDOGNI

M. Peg. per "La Stampa"

Primi interrogatori di garanzia di fronte al gip, oggi, per le due figlie di Salvatore Ligresti, Jonella e Giulia, e dell'ex amministratore delegato di Fonsai, Emanuele Erbetta, finiti in carcere l'altro ieri con l'accusa di falso in bilancio aggravato e aggiotaggio informativo, in altre parole manipolazione del mercato.

Jonella è detenuta a Cagliari, perché gli uomini della Guardia di Finanza di Torino le hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare a Villa Rei, in Sardegna, dove era in vacanza. Giulia, arrestata nella sua abitazione di Milano, è stata portata nel carcere di Vercelli, mentre Erbetta è detenuto a Novara.

Da domani inizieranno invece gli interrogatori degli altri tre arrestati, cui sono stati concessi i domiciliari: prima toccherà ad Antonio Talarico, ex vice presidente Fonsai e successivamente all'ingegnere di Paternò e al suo fedele Fausto Marchionni, anche lui ex amministratore delegato della compagnia assicurativa. Ancora «ricercato», per la giustizia italiana, il figlio Gioacchino Paolo, residente in Svizzera, anche lui destinatario di un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip di Torino, Silvia Salvadori.

Il pm Marco Gianoglio, che indaga sull'allegra finanza del gruppo Fonsai, ha emesso contro di lui un mandato di cattura europeo. Residente all'estero dal 1996, da appena tre settimane Paolo Ligresti sarebbe diventato cittadino svizzero, quindi maggiormente tutelato dalle autorità elvetiche. È quanto risulta agli uffici giudiziari torinesi in base alle informazioni raccolte nelle ultime ore.

Ieri intanto è stato interrogato a lungo in procura un altro manager della compagnia, pure lui indagato per falso in bilancio e aggiotaggio. Si tratta di Piergiorgio Bedogni, ex dirigente Fonsai, preposto alla preparazione e certificazione del bilancio 2010, sui quali si è concentrata l'inchiesta della procura.

Accompagnato dall'avvocato Michela Malerba, ha risposto alla domande del pm Gianoglio, difendendosi con forza dalle accuse. I verbali dell'interrogatorio sono stati secretati. Le sue dichiarazioni sarebbero importanti per lo sviluppo dell'inchiesta e la definizione delle responsabilità.

Centrale infatti il suo ruolo in merito al confezionamento del bilancio 2010, in cui vennero sottostimate le riserve per il pagamento dei sinistri, permettendo così di «occultare», secondo gli inquirenti, una carenza di 583 milioni di euro nella casse della società.

Di fatto sarebbe stato adottato una sorta di trucco contabile di pura matematica che, come si legge nell'ordinanza del gip torinese, servì a «mantenere una apparente immagine di solidità patrimoniale e finanziaria della compagnia assicurativa, nonostante le criticità registrate, ma soprattutto a salvaguardare gli interessi dell'azionista di riferimento, la famiglia Ligresti, attraverso la Premafin Finanziaria Holding».

Questo buco «occulto» finì per assorbire l'aumento di capitale di 450 milioni concordato nel 2011 con Unicredit, al fine di «consentire a Premafin di conservare una partecipazione sempre di maggioranza, nelle specie del 35%».

Sull'altro fronte invece si stanno preparando le difese degli indagati, perché dalla prossima settimana inizieranno le convocazioni presso gli uffici della procura torinese per tutti gli arrestati. Un lavoro a tappe forzate. Ieri mattina l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, difensore dell'ex patron di Fonsai, ha avuto un breve incontro col pm Gianoglio.

«L'ingegnere Salvatore Ligresti - ha detto il legale uscendo dal Palazzo di Giustizia - è molto provato. Ha rispetto per l'autorità giudiziaria. Le sue preoccupazioni sono quelle di un padre per i figli. A mio avviso le misure adottate sono eccessive». Nel pomeriggio ha fatto tappa al carcere di Vercelli, per incontrare Giulia.

 

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