ignazio la russa

“VADO DOVE VOGLIO” – ‘GNAZIO LA RUSSA SCATENATO NELLA DOPPIA VESTE DI ARBITRO E GIOCATORE. L'ALTRO GIORNO SI È INTRATTENUTO NELLA SEDE NAZIONALE DI FRATELLI D'ITALIA MENTRE ERA IN CORSO IL VERTICE TRA GIORGIA MELONI E SILVIO BERLUSCONI: “NON SONO ANDATO ALLA RIUNIONE, MA SE VOGLIO ANDARCI CI VADO. IO SONO INFORMALE E LIBERO MA MOLTO TERZO”. POI ENTRA NELLA POLEMICA SU MUSSOLINI EVOCANDO LA CANCEL CULTURE E OFFRE I SUOI CONSIGLI SU...

Stefano Cappellini per repubblica.it

 

ignazio la russa

C'era un momento molto divertente del programma tv Mai dire Gol, la rubrica Ipse dixit, nel quale la Gialappa's Band leggeva la trascrizione di una dichiarazione, di solito del grande Giovanni Trapattoni, con effetto comico garantito dal testo involuto, trionfo di anacoluti, discordanze, sconnessioni logiche e sintattiche.

 

Ecco, immaginatele lette dalla voce fuori campo della Gialappa's, queste frasi pronunciate ieri in Senato dal neo presidente del Senato Ignazio La Russa davanti a un manipolo di cronisti: "Io sono molto più informale e libero cercando però di essere nella sostanza più terzo di quanto vi immaginate, molto più terzo. Poi quando vado a via della Scrofa...se vado alle riunioni... se non vado alle riunioni... Non ci sono andato, ma se voglio andarci ci vado, non c'è scritto da nessuna parte che io possa dover dire in che bar vado o se devo prendere l'ascensore A o B".

GARBATELLA SCRITTE CONTRO LA RUSSA

 

 

Voleva dire, La Russa, che l'essere diventato la seconda carica dello Stato non cambierà le sue abitudini politiche. Avrebbe potuto dirlo come avrebbe fatto fino alla settimana scorsa, fatevi gli affari vostri, ma senza usare affari, dunque apprezzate l'involuzione come l'unico sforzo diplomatico di queste ore e mettete a verbale che, se ha voglia di dichiarare, dichiarerà, se ha voglia di fare una riunione di partito, si riunirà, se gli monta il desiderio di randellare un avversario, randellerà. Se avanza seguitelo, se indietreggia, non scherziamo, quando mai 'Gnazio indietreggia? Per come la vede lui, chiedergli di astenersi dalla contesa in nome della terzietà della sua carica è, appunto, come imporgli in quale bar consumare cappuccio e cornetto, o in quale ascensore infilarsi. La stessa cosa, proprio. E guai a criticarlo, lui è "molto più terzo".

 

BERLUSCONI LA RUSSA

Non si può dire che si tratti solo di una dichiarazione d'intenti, visto che nei quattro giorni e mezzo da presidente del Senato la sua verve mediatica non s'è abbassata neanche di un decibel. Anzi, nelle ultime 48 ore ha trovato il tempo per non farsi mancare nulla.

 

L'altro giorno ha ritenuto opportuno intrattenersi a via della Scrofa, sede nazionale di Fratelli d'Italia, mentre era in corso il vertice tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, e, come non fosse già abbastanza sconveniente la sua presenza, è uscito in strada dichiarando: "Auspico che sia un incontro risolutivo, ne sono convinto". La Russa, cui la Costituzione attribuisce funzione vicaria del capo dello Stato, "auspica" intese politiche nella maggioranza. Come se Sergio Mattarella si infilasse al Nazareno, quartier generale dem, e poi dicesse la sua sul congresso del Pd: "Mi auguro un'intesa Bonaccini-Schlein".

SERGIO MATTARELLA IGNAZIO LA RUSSA

 

Non è chiaro se a La Russa sfugga la missione di garanzia del ruolo che incarna o se a ispirarlo siano modelli alternativi, come quello di Dino Grandi, presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni che per un periodo mantenne anche la carica di ministro della Giustizia - deve esserci a destra una particolare affezione per questo dicastero - peraltro firmatario dell'ordine del giorno che il 25 luglio del 1943 mise fine al governo di Benito Mussolini. Almeno su questo punto si può star certi che non sia Grandi il modello di La Russa, il quale ieri ha trovato il tempo di difendere la foto del Duce comparsa alle pareti del ministero dello Sviluppo economico nella galleria di tutti i ministri titolari. "Togliere l'immagine di Mussolini? E perché? Che facciamo, cancel culture anche noi?".

STRISCIONE CONTRO LA RUSSA

 

Il presidente del Senato è pronto anche al cimento culturale, non ne lascerà correre una. Questo la mattina. A sera La Russa ha proseguito, ospite di Porta a porta, offrendo i suoi consigli sulla compilazione della lista dei ministri. Siccome c'è un chiaro problema alla Giustizia, dove Berlusconi ha incautamente annunciato che la nomina toccherà a Maria Elisabetta Casellati mentre Meloni vuole invece l'ex pm Carlo Nordio, ha aggiornato i telespettatori di Bruno Vespa sfruttando le sue informazioni privilegiate: "Casellati alla Giustizia? Per quanto mi hanno riferito era una delle posizioni sub iudice, forse una delle pochissime, però non sono aggiornato". Fategli fare un altro salto a via della Scrofa e vi dirà le ultime. Sempre auspicando, ovviamente: "La signora Casellati può avere diversi ruoli, qualunque ruolo riterranno, sono certo che lo svolgerà in maniera adeguata. Non c'è solo il ministero della Giustizia".

ROMA - ACQUEDOTTO ALESSANDRINO - SCRITTE CONTRO IGNAZIO LA RUSSA

 

È come se a La Russa i gradi di Palazzo Madama servano più che altro per calarsi meglio nella parte di Mr. Wolf della destra. Lui risolve problemi, quelli di Giorgia e Silvio. Come prima, ma con l'autorevolezza della carica e molti microfoni in più sotto il naso. Ha già detto che è persino disponibile a festeggiare il 25 aprile insieme al 17 marzo, festa del Regno d'Italia, non vorrete mica dirgli che ascensore prendere se ce ne sono due nell'androne? Tanto sarebbe inutile, su quello di sinistra non ci sale neanche pagato.

francesco storace ignazio la russa ignazio la russa ignazio la russaignazio la russa

 

IGNAZIO LA RUSSA GIORGIA MELONI OSHOsilvio berlusconi ignazio la russaIGNAZIO LA RUSSA A MILANO NEL 1986 DURANTE UNA MANIFESTAZIONE CONTRO IL TRAFFICO A MILANO IGNAZIO LA RUSSA ignazio la russa vota per la presidenza del senato

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…